Rage Against The Machine

Rage Against The Machine, la rabbia contro la macchina

L’incendiaria storia dei Rage Against The Machine, la band che ha attraversato la storia politica e sociale degli Stati Uniti e non solo


Rabbia. Indignazione sociale. Rivolta. Nel 1991 il chitarrista Tom Morello si separa dai Lock Up e mette in piedi un’altra band. In un club di Los Angeles assiste all’esibizione del rapper Zack De La Rocha. Morello gli chiede di entrare a far parte di un nuovo gruppo, subito dopo arruola il batterista Brad Wilk – già nei Lock Up – mentre De La Rocha chiama al basso l’amico d’infanzia Tim Commerford.

Zack De La Rocha è un personaggio anomalo all’interno del sistema musicale. Di origini messicane, cresciuto a Irvine, in California in un’area dove vivevano tanti bianchi ma pochissimi messicani, Zack fu segnato fin dall’infanzia dalle ingiustizie subite per via di discriminazioni e razzismo. Crescendo, sviluppa forti ideali politici tendenti al radicalismo che influenzeranno parecchio i suoi testi. Zack non vuole essere una rockstar, ma vuole che il messaggio di rivolta sociale arrivi a più orecchie possibili.

Il nome Rage Against The Machine deriva da una frase che Kent McLard aveva coniato per la sua rivista No Answers. I Rage Against The Machine iniziano a esibirsi nella zona di Los Angeles. Registrano per la Atlantic Records una cassetta di dodici pezzi la cui copertina rappresenta la Borsa con un fiammifero attaccato con nastro adesivo sull’etichetta interna. 

Il 3 novembre 1992 esce Rage Against The Machine, il loro primo album. Negli Stati Uniti fa il botto e viene premiato con tre dischi di platino. Il singolo d’esordio Killing In The Name inizia a girare per le radio indipendenti e non. La canzone viene trasmessa per sbaglio da BBC Radio One, e così il singolo raggiunge i primi posti in classifica anche in Gran Bretagna. Un altro brano, Freedom, era dedicato al leader nativo americano Leonard Peltier.

Il primo LP della band è un mix incendiario di riff hard rock e metal. Giri di basso funk, e le liriche al vetriolo di De La Rocha. Rage Against The Machine è un disco che invita alla rivolta, all’indignazione e lo fa anche grazie alla copertina leggendaria che ritrae l’immolazione del monaco buddista Thích Quảng Đức, che si diede fuoco per protesta contro il trattamento riservato agli osservanti la religione buddista, sotto il governo del Vietnam del Sud.
Il disco è un capolavoro nel genere del crossover ed un perfetto esempio di produzione: Garth Richardson compie un lavoro sopraffino e ogni strumento ha il suo spazio.

Durante la registrazione dell’album, il chitarrista Tom Morello utilizza tecniche particolari per cambiare radicalmente il suono emesso dalla sua chitarra ed ottenere determinati effetti sonori, fino quasi a far sembrare che siano stati utilizzati dei sintetizzatori.
Al disco collaborano anche alcuni amici di Tom Morello, in particolare nel brano Know Your Enemy dove partecipano Maynard James Keenan e Stephen Perkins.

In seguito a pubblicazione e successo dell’album, la band si immerge in un tour promozionale negli Stati Uniti che dà loro l’occasione di diffondere un messaggio di protesta, di ricerca dell’uguaglianza e della giustizia sociale.

Una delle loro esibizioni migliori si tiene a Philadelphia nel 1993, a Lollapalooza. Durante il concerto, i quattro appaiono nudi sul palco per con le bocche chiuse dal nastro adesivo, e una lettera per ciascuno sul petto a formare la sigla PMRC ovvero Parents Music Resource Center, il comitato genitoriale responsabile della censura sui dischi negli USA.

Nonostante i continui messaggi di protesta – creati ad hoc da De La Rocha – il disco ha un notevole successo commerciale. Su MTV i video di Rage Against The Machine vengono trasmessi quotidianamente e molti parlano della nascita di un nuovo genere musicale che unisce la rabbia dell’hip hop con la tecnica musicale del miglior hard rock di stampo anni sessanta e settanta.

Sulla falsariga del primo disco nel 1996 esce Evil Empire. La performance della canzone Bulls On Parade, eseguita al Saturday Night Live nell’aprile dello stesso anno viene sospesa dopo che la band aveva tentato di capovolgere le bandiere americane sui loro amplificatori. Un atto per protestare contro l’ospite Steve Forbes, all’epoca candidato repubblicano alla Casa Bianca.

Evil Empire è un disco più ostico rispetto al precedente lavoro. Come se l’intenzione della band fosse quella di scrollarsi i fan più superficiali. La produzione, volutamente più affrettata, è affidata a Brendan O’Brien.
Il disco si rivela un successo enorme per la band anche grazie ai brani Bulls On Parade e People Of The Sun. In particolare quest’ultima canzone ha come tema principale la rivoluzione condotta dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. 

Nel 1999 suonano al festival intitolato Woodstock 1999, insieme a Red Hot Chili Peppers, Limp Bizkit, Korn e Kid Rock. Anche in quell’occasione bruciano la bandiera americana, in segno di protesta. Il 2 novembre 1999 esce The Battle Of Los Angeles che prosegue il discorso iniziato nel 1992. Anche se la produzione è più curata rispetto a Evil Empire, il disco ha un sound che vira verso l’hip-hop. Il 26 gennaio 2000 si esibiscono a sorpresa dal vivo davanti a Wall Street. Il New York Stock Exchange chiude i battenti, per il disagio provocato dalla folla che guardava il concerto.

Per il video di Sleep Now In the Fire, Michael Moore usò filmati di quell’esibizione, ed altri che inquadravano dipendenti di Wall Street che saltavano alla musica del quartetto. Qualche mese dopo suonarono di fronte al congresso nazionale del Partito Democratico USA, a Los Angeles.

Dopo la pubblicazione di The Battle Of Los Angeles, nel 2000 il gruppo pubblica Renegades, composto esclusivamente da cover di gruppi come Devo, MC5 e The Stooges, nonché di Afrika Bambaataa, Cypress Hill, Eric B. & Rakim, Bob Dylan e Bruce Springsteen.

Verso la fine del 2000, subito dopo la pubblicazione di Renegades e la vittoria alla Casa Bianca di George W. Bush, Zack de la Rocha lascia la band per intraprendere una carriera solista. A giustificazione della sua defezione lascia la seguente dichiarazione: sento di dover lasciare adesso i Rage, perché il nostro processo nel prendere le decisioni è completamente fallito. Non incontra più le aspirazioni di noi quattro collettivamente come band, e dalla mia prospettiva, ha minato i nostri ideali artistici e politici. Sono estremamente orgoglioso del nostro lavoro, sia come attivisti che come musicisti, così come sono riconoscente e grato a tutte le persone che hanno espresso solidarietà e condiviso questa incredibile esperienza con noi.

Dopo il suo abbandono, nel 2001 Morello, Wilk e Commerford optano per l’ex Soundgarden Chris Cornell, per dar vita agli Audioslave. 

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