Superman: Red Son, la storia dell’Uomo d’Acciaio sovietico

Superman: Red Son, l’uomo d’acciaio sovietico di Mark Millar. La nostra recensione del fumetto del 2003


Superman: Red Son – La copertina del fumetto

Grazie allo sconfinato multiverso, la Dc Comics è riuscita a tracciare un’interessante strada che riscrive buona parte di quelle classiche.

In alcuni casi però – come accaduto con Watchmen di Alan Moore – la casa editrice si è spinta ben oltre, riscrivendo non solo la natura del personaggio in questione ma addirittura tutta la storia così come la conosciamo.

Nel 2003, dopo un lavoro nato diversi anni prima, Mark Millar porta alla luce uno dei What if più affascinanti della scena fumettistica mondiale: Superman: Red Son.

La domanda da cui parte lo sceneggiatore scozzese è: Cosa sarebbe accaduto se la navicella di Superman fosse atterrata, negli anni ’50, in Ucraina?

Tenendo ben fisso questo differente scenario – e cercando di evitare la solita storia banale che inverte esclusivamente le parti – l’ideatore di Kick Ass rimodula, attraverso il suo genio infinito, l’intera storia dell’umanità grazie alla vita editoriale dell’Uomo d’Acciaio.

La trama narra l’evoluzione politico/economica della guerra fredda tra URSS ed USA dagli anni cinquanta fino ad un futuro non meglio definito.

Con la morte di Stalin e la presa del potere da parte di Superman, le sorti del mondo tendono a prendere una piega differente rispetto a quella che conosciamo.

Superman: Red Son, rispetto ai classici elseworld della Dc Comics, è un’opera del tutto innovativa che ad un tributo continuo ai maggiori personaggi della casa editrice, associa una storia al di là di ogni immaginario. E’ un’opera politica, sociale che non si vergogna di citare la Guerra Fredda. E’ un’opera supereroistica. E ovviamente, circolare.

L’omaggio continuo che l’autore inserisce all’interno del lavoro è riscontrabile in due specifici aspetti.

Il primo, sin da subito visibile, è espresso nella descrizione del solito Superman seppur in una veste diversa.

Superman: Red Son – Il fumetto

In sostanza, l’Uomo d’Acciaio dell’URSS non è del tutto diverso da quello a stelle e strisce – come può ad esempio essere Ultraman, il Superman di Terra 2, o il Superman nazista di Grant Morrison – ma rappresenta, in realtà uno speculare di differente natura.

I modi di agire, il pensiero del personaggio e l’amore verso l’umanità, infatti, sono le medesime del Kal – El in tuta blu solo che vengono adattate al contesto in cui vive il kryptoniano.

Il secondo aspetto, invece, è dato dal coinvolgimento di tutti i maggiori protagonisti di casa Dc Comics.

Tutti i protagonisti infatti compaiono nei loro rispettivi ruoli, solo che anche in questo caso le loro origini sono rilette, pensiamo a quelle di Batman.
Wonder Woman, Batman (spettacolare nelle vesti di un anarchico inafferrabile ed unico uomo a riuscire a tenere testa a Superman), Lex Luthor (co-protagonista della storia) e Lanterna Verde (sono presenti ben tre Lanterne storiche: Hal Jordan, Guy Gardner e Kyle Rayner), magnificano ancor di più la storia tanto con il loro contributo – che indirizza le vicende descritte – quanto con la loro influenza nelle scelte compiute.

Infine, fondamentale per Superman: Red Son è la storia narrata.

Incidendo su un arco temporale che va dagli anni cinquanta ad un futuro indefinito, il fumetto si rende da un lato una realtà circolare (SPOILER. Perchè costretta a tornare indietro ad un certo punto del racconto) e dall’altro un tipico racconto di speranza nel più classico degli approcci di una storia su Superman.

Alessandro Falanga

 

 

Antonio Soda

 

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