Game Of Thrones

Game Of Thrones – I venti dell’inverno, la recensione della sesta stagione

La sesta stagione di Game Of Thrones si distacca dai racconti di George R.R. Martin, prendendo strade inaspettate. La raccontiamo


La sesta stagione di Game Of Thrones, fin dalle prime scene è apparsa immediatamente più compatta e coraggiosa, senza alcun timore di dare risposte a quesiti lasciati in sospeso da George R.R. Martin.
Già, i produttori dopo essere andati in pari con la produzione dello scrittore, hanno deciso di fare di testa loro, portandosi avanti e – sempre con la benedizione dello scrittore – portando avanti la saga. Il quinto libro del Trono Di Spade A Dance With Dragons è infatti uscito nel 2012.

E allora non stupiamoci di rivedere Jon Snow, tornato in vita grazie a Melisandre. Il bastardo degli Stark ha potuto riabbracciare Sansa sfuggita a Ramsay Bolton anche grazie all’intervento di Brienne.
I due Stark hanno dovuto raccogliere le forze per sconfiggere definitivamente lo spietato Ramsay in una battaglia in pieno stile Game Of Thrones.

Daenerys, dopo aver ottenuto il sostegno dei Dothraki sfruttando a proprio favore la sua capacità di resistere al fuoco, è ritornata a Meereen dove Tyrion ha gestito la situazione in sua assenza.
Arya continua il suo addestramento per essere a servizio del Dio dai Mille Volti nella Casa del Bianco e del Nero ma non riesce a dire del tutto addio alla sua identità e al proprio passato, ritrovandosi a dover lottare per la propria vita: il suo è un percorso affascinante, misterioso ed esoterico.

Theon Greyjoy ritorna alle Isole di Ferro dove la sorella Yara vorrebbe governare dopo che Re Balon è stato ucciso dal fratello Euron, giunto per conquistare il potere.
Nel frattempo l’altro giovane Stark, Bran viene istruito dal Corvo a tre occhi (da segnalare la presenza di Max von Sydow) e nelle sue visioni scopre come il primo Estraneo sia stato creato dai Figli della Foresta per proteggersi dagli uomini, oltre ad assistere in parte a quanto accaduto alla Torre della Gioia. Il Re della Notte individua il luogo in cui si trovano il Corvo e Bran e lancia il suo esercito all’attacco. Meera e Bran riescono a fuggire, mentre Hodor si sacrifica per salvarli.

Ad Approdo del Re, l’Alto Passero convince Tommen a convertirsi, mentre Margaery trova un accordo con il religioso. Jaime viene inviato a riconquistare Delta delle Acque, e Cersei si prepara al processo, meditando vendetta.

A Dorne tanto per cambiare c’è stato un cambio al potere e si stringono nuovi interessanti accordi strategici.

Uno degli elementi più interessanti dei dieci episodi è senza alcun dubbio la rappresentazione delle donne, non più imbrigliate in convenzioni dagli evidenti richiami medievali e ora sempre più indipendenti e determinate. Se da Cersei ci si può attendere di tutto fin dai primi capitoli della storia narrata sul piccolo schermo, a rappresentare delle sorprese in positivo sono le presenze più giovani ormai inserite nella lotta al potere.

Sansa Stark si è ormai lasciata alle spalle l’immagine di giovane innocente e fin troppa frivola che sognava una vita da principessa e ha appreso suo malgrado quanto sia utile la diplomazia e gli accordi da sfruttare a proprio favore. Una crescita notevole, importante. Che lascerà sicuramente dei segni anche nelle puntate future.

Arya – indubbiamente più avventuriera e meno frivola della sorella maggiore – ha detto addio alla sua parte più innocente dimostrandosi pronta a uccidere senza provare apparentemente alcun rimorso. Provando una strana soddisfazione.
Daenerys, introdotta inizialmente come una ragazza sottomessa e incapace di ribellarsi al proprio destino, possiede ormai le doti, gli appoggi e le conoscenze che le permettono di essere una sovrana temuta e rispettata, senza dimenticare i tre draghi al proprio comando.
E poi ancora Brienne, Margaery e Olenna Tyrell che in futuro avrà tutti i motivi per cercare una vendetta su chi ha ferito la sua famiglia.

La sesta stagione, slegata dalla penna di Martin, è di conseguenza più libera. Più moderna, più dinamica.

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