Game Of Thrones

Game Of Thrones – Vecchi e nuovi Dei, la recensione della seconda stagione

La seconda stagione di Game Of Thrones, andata in onda nel 2012 ha continuato il successo clamoroso della prima stagione. La raccontiamo


La prima stagione di Game Of Thrones, andata in onda nel 2011, aveva inaugurato un nuovo filone nel mondo seriale. Il prodotto di David Benioff e D.B. Weiss aveva suscitato enorme curiosità, grazie ai libri scritti da George R. R. Martin. 

Se nella prima stagione vi erano tutti i presupposti per una guerra – compreso un finale di stagione scoppiettante – nella seconda troviamo le varie famiglie nelle difficoltà delle loro scelte. Quella di muovere guerra non è un’azione facile o immediata, e comporta enormi conseguenze. Non pensate però che la guerra sia solo un mero scontro di forze fisiche. Tutt’altro.

Re Joffrey – figlio dei Lannister – è salito al potere, dimostrando di avere quell’insieme di cattiveria e idiozia che ne fanno, potenzialmente, un avversario tanto pericoloso quanto imprevedibile. Oltre il Mare Stretto, Daenerys Targaryen e i suoi seguaci attraversano la desolazione rossa sperando di trovare un riparo. Il viaggio è difficile e Daenerys decide di inviare i tre Fratelli di Sangue in tre direzioni distinte in cerca di eventuali città abitate. Troverà la città di Qarth e i Tredici pronti ad accoglierla. Daenerys cerca di allevare i suoi draghi, ancora troppo piccoli, in previsione di un futuro attacco per riconquistare il trono che le spetta di diritto.

A Roccia del Drago, Davos Seaworth e suo figlio Matthos assoldano il pirata Salladhor Saan – vecchio amico di Davos – ad unirsi alla guerra di Stannis Baratheon – fratello del vecchio re Robert e di conseguenza re per diritto – con la sua flotta.
Melisandre seduce Stannis Baratheon e gli promette un figlio se si darà completamente al culto del Signore della Luce.

Nel frattempo la famiglia Stark è più divisa che mai. Sansa vive nel castello di Re Joffrey ma lo odia con tutta sé stessa. Arya, dopo la morte del padre, è stata costretta alla fuga ed è stata accolta da Lord Tywin Lannister inconsapevole (forse?) su chi lei sia davvero.
Jon Snow compie il suo cammino lontano dalla famiglia. Metterà in pericolo sé stesso diverse volte, ma tutto sembra funzionale alla sua crescita. Snow deve scoprire quali sono i piani dei bruti e, in particolare, della loro guida Mance Ryder. Le ragazze Stark – Sansa e Arya – sono distanti per ubicazione e carattere, ma unite nell’astuzia e nell’infanzia perduta.

La seconda stagione di Game Of Thrones presenta ancora più intrighi e colpi di scena. Se nella prima stagione vi erano fondamentalmente tre fazioni – i Lannister, gli Stark assieme ai Baratheon e i Targaryen – nella seconda stagione targata HBO il tutto si fa più complesso, più sfaccettato. Compaiono nuove figure – alcune misteriose e inquietanti come Melisandre – che reclamano un posto nella tavola dei vincitori.

Il personaggio di Tyron Lannister è di fondamentale importanza. Se nelle scorse dieci puntate poteva sembrare un donnaiolo dedito ai vizi, in questo nuovo blocco scopriamo un personaggio che muta, si trasforma. Si innamora e dimostra a sé e agli altri il suo notevole ingegno. Basterà per fargli guadagnare la stima del padre? La 2×09 Blackwater è il capolavoro di questa seconda stagione. Nella nona puntata infatti la serie abbandona la sua tradizionale struttura multilineare per addensarsi nella battaglia per la conquista della capitale. L’azione diluita nelle otto puntate precedenti si rivela prologo ideale e illumina i pezzi che sulla scacchiera decidono il gioco ben più dei re.

La ricetta di Game Of Thrones resta invariata: grandi personaggi, ottima fotografia, scenografie da urlo. L’impressione di questa seconda stagione è che il meglio debba ancora arrivare e il tutto sembra funzionale a una cosa sola: la guerra.

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