A Fistful Of Leone – Per Un Pugno Di Dollari

Per Un Pugno Di Dollari

A Fistful Of Leone racconta la storia dei film del regista romano. Iniziamo raccontando Per Un Pugno Di Dollari, film del 1964


Messico. Un pistolero solitario, Joe, arriva a San Miguel, una cittadina al confine tra gli Stati Uniti d’America e il Messico. Joe alloggia presso la locanda del paese, dove diventa amico del proprietario. Lì viene a sapere della lotta tra le due famiglie dominanti della cittadina. Da un lato i fratelli Rojo – Ramòn, Don Benito e Esteban – dall’altro la famiglia di John Baxter, sceriffo della città. I Rojo sono commercianti di alcol e i Baxter vendono armi. Le forze delle due famiglie si equivalgono.
Joe, giocando d’astuzia, riuscirà a entrare dalla porta principale di entrambe le famiglie.

Per Un Pugno Di Dollari è il primo film di Sergio Leone. E’ vero, prima di girare queste prime, iconiche scene Sergio Leone ha lavorato, e tanto, nel mondo della pellicola. A diciotto anni fa una piccola comparsata in Ladri Di Biciclette di Vittorio De Sica, poi si interessa al peplum – in voga durante gli anni cinquanta – arrivando a dirigere qualche scena del pluripremiato Ben-Hur di William Wyler e Quo Vadis? di Mervyn LeRoy nel 1951.
Nel 1961 è alla regia per Il Colosso Di Rodi, ma è chiaro che il film non è opera del regista romano, piuttosto un film alla moda.

Leone ha altro per la testa. E’ ossessionato dal genere western. Lo vorrebbe dirigere, ma a modo suo. Dopo aver visto La Sfida Del Samurai di Akira Kurosawa, Leone resta colpito dalla storia di un guerriero senza nome che si intromette in una lotta tra famiglie. Inizia a scrivere basandosi sul lungometraggio di Kurosawa e all’inizio del 1964 termina la sceneggiatura. Per la parte del protagonista Leone sogna Henry Fonda – all’epoca famosissimo per The Grapes Of Wrath di John Ford e 12 Angry Men e Fail-Safe di Sidney Lumet – ma sa che è un sogno irrealizzabile.
Contatta due giovani attori, James Coburn e Charles Bronson, ma i loro budget sono troppo alti.

Gli viene fatto il nome di un giovane, un attore americano che sta lavorando in una serie tv, Raw Hide. Si chiama Clint Eastwood e, seppur non dotato di una particolare mimica facciale, riesce a dare profondità e carisma al suo personaggio, con poche battute. Tra Eastwood e Leone scatta il feeling e il regista crea il personaggio di Joe basandosi sul viso e le espressioni con o senza sigaro di Eastwood. Il film non ha un grosso budget – viene girato tra Roma e la provincia di Madrid – tra gli attori ci sono anche un giovane Gian Maria Volonté, Bruno Carotenuto e Mario Brega.

Per Un Pugno Di Dollari cambia per sempre la storia del Cinema western. All’epoca gli eroi dei western erano personaggi irreprensibili. Non avevano un difetto. Erano moralmente integri. Morivano due o tre persone ed erano solo i cattivi. E quasi sempre c’era un accenno ad una storia d’amore, dell’eroe o di un suo compagno d’avventura. Le sparatorie non erano viso a viso. Non ci si guardava negli occhi ma ci si sparava dietro a dei ripari, o l’eroe si buttava a terra in uno scontro uno contro tre. Ma alla fine l’eroe, il buono, vinceva sempre. E ne usciva in maniera pulita.

Con Leone tutto cambia. Storie d’amore? No, piuttosto la storia di un’ossessione. Quella di Ramòn per Marisol, una donna che egli ha rapito dalla famiglia e che vive segregata. La distinzione tra buoni e cattivi non esiste. Certo, Ramòn è un personaggio spietato e sanguinario, un folle, ma anche i Baxter non scherzano. Joe è indubbiamente un buono, ma quello che lo rende formidabile è la sua astuzia.
Per Un Pugno Di Dollari racconta di Joe e della sua voglia di giustizia. Non di vendetta, badate bene. Quella arriverà nel film successivo.

La regia di Leone è superba – basti guardare lo scontro finale tra Joe e Ramòn – e carica di pathos, resa tale dalla colonna sonora di Ennio Morricone. La fotografia di Massimo Dallamano rende alla perfezione l’aridità, la povertà e la secchezza del vecchio west. 

Il film non possiede molta ironia. Certo, le battute ciniche ci sono e non mancano. Ma siamo davanti a un film che inizia a tracciare un percorso. Un film che getta delle idee su come modificare, cambiare, stravolgere un genere che si credeva morente. In pochi ci credono, a quell’idea di Leone. Ma quando viene distribuito, nel giro di qualche giorno, ottiene un successo clamoroso e la gente fa fatica a entrare in sala. A Firenze, all’ultimo spettacolo della sera, sono costretti a chiamare la polizia.

In questo senso, nel 1964, il film di Leone risulta di assoluta rottura. Innovativo, sotto diversi punti di vista, non ultimo la rappresentazione sporca e al contempo rozzamente violenta, Per Un Pugno Di Dollari è il film che più di ogni altro ha portato in auge il redditizio e prolifico filone degli spaghetti-western. Benvenuti nell’universo di Sergio Leone.

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