Guerra Totale, l’eterna lotta fra i violenti giudici e i democratici

Guerra Totale, l’eterna lotta fra i giudici ed il gruppo terroristico democratico. Il seguito dell’enigmatica storia America del quartetto Wagner – MacNeil – Flint – Brashill sul Diario di Rorschach


Guerra Totale
Guerra Totale – La copertina del fumetto

Prendete una coppia affiatiata, aggiungete due disegnatori totalmente diversi fra loro ed otterrete un prodotto straordinario.

Dopo aver intrapreso un percorso di maturazione nelle storie di Judge Dredd, Johan Wagner – ancora in coppia con MacNeil dopo il successo di America – decide di spingersi oltre con un’altra appassionante storia sui giudici del futuro.

Arruolati Henry Flint e Jason Brashill ai disegni, la coppia che ha modellato il dispotico mondo nato su 2000 AD crea un ulteriore scenario in cui la sottile linea fra legge e giustizia – inserita nel più ampio contesto di bene e male – viene messa ancor più in evidenza: Guerra Totale.

Concepito come il seguito naturale di America, Guerra Totale si presenta come una nuova saga.

Divisa in tre parti – affidata ognuna ad un disegnatore differente – in questa storia il creatore di Dredd viaggia sulla falsa riga del pensiero espresso in precedenza ma spingendosi ben oltre i confini delimitati in passato.

La saga narra di uno spietato attacco del gruppo terroristico Guerra Totale alla società dei giudici grazie a ben dodici bombe nucleari sparse per Mega City.

Il piano architettato dagli oppositori dei giudici si fonda proprio sulla possibilità, facendo leva sugli ordigni nucleari, di far cessare per sempre la società autoritaria imposta dai tutori della legge.

Con Guerra Totale Wagner e compagni realizzano un vero e proprio capolavoro di genere.L’attenzione viene puntata, ancora una volta, su quanto sia labile quella linea sottile che divide la necessità di sicurezza con l’azzeramento totale della vita di ogni singolo individuo.

Il primo grande spunto che l’autore mette al centro della storia è rappresentato da due elementi, applicabili anche alla nostra realtà, che cercano di soddisfare da un lato la richiesta di tranquillità della popolazione e dall’altro la voglia di democrazia presente all’interno del futuristico mondo.

In sostanza, Wagner sembra porsi delle domande (Fino a quanto può spingersi un’azione di polizia per garantire la sicurezza ? Il fine democratico giustifica in tutto e per tutto i mezzi utilizzati? Quali conseguenze possono esserci sulla popolazione?) a cui non associa delle vere e proprie risposte ma esclusivamente ulteriori spunti per delimitare una traccia fra giustizia – spesso cieca ed ottusa – e autodeterminazione individuale.

Proprio questo dato, tradotto nelle tante scene di tortura dei rivoltosi, viene scandito ottimamente dalla divisione in tre capitoli della storia (Terrore, Guerra Totale e Dopo le bombe) che oltre a creare un crescente pathos nella narrazione – aggiungendo man mano elementi necessari all’evolversi tanto dei fatti quanto del messaggio presente – modella ancora di più la realtà dei giudici senza scrupoli.

In questo caso anche la figura di Dredd viene modificata dall’autore in vista di un ulteriore passo in avanti verso una piena maturazione che lo porta addirittura a mettere in discussione alcuni suoi tipici atteggiamenti.

Infine il trio MacNeil, Flint e Brashill che con i loro stili totalmente differenti – caratterizzati da giochi di colori ed ombre e tratti più o meno marcati uniti a tante disdascalie nelle tavole – riescono sia a trovare il giusto tocco per una storia complessa e colma di colpi di scena che a plasmare l’ancor più il dispotico mondo dei giudici creato nel 1979.

Alessandro Falanga

 

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