Captain America – Madbomb

Captain America Madbomb

Madbomb conosciuto con il nome di Bomba Di Follia, è una delle storie che ha reso Captain America un’icona oltre il fumetto. Lo raccontiamo su Diario di Rorschach


La paranoia come elemento principale di una storia a fumetti. Siamo nel 1976. Jack Kirby è appena rientrato nella Marvel dopo un’esperienza quinquennale alla DC Comics. Kirby è considerato uno dei maestri del fumetto e in quest’occasione riabbraccia uno dei personaggi a cui tiene di più: Captain America.
Per il duecentesimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti Kirby pensa a una storia esplosiva, Madbomb (Bomba Di Follia).

Dopo la disfatta in Vietnam, nel Paese si respira disillusione, distacco. Anche Captain America risente di questa crisi anche se in Madbomb Cap non vive le crisi esistenziali post-Watergate di Secret Empire, ma è un soldato affezionato alla bandiera desideroso di capire cosa accade nel Paese.
Il Paese è sconvolto da una serie di bombe di follia che minacciano la stabilità degli Stati Uniti d’America. Bombe che esplodono nelle città e che, coi loro gas, causano isteria collettiva e distruzione. Steve Rogers assieme al fidato Falcon cerca di capire chi o cosa sta cercando di sovvertire l’ordine prestabilito.

La storia, che include i #193 fino al #200 della prima serie moderna di Cap, è suggestiva. Da un lato bisogna considerare che Kirby era rimasto legato alle convenzioni narrative del decennio precedente, con una distinzione netta e delineata tra buoni e cattivi che gli sceneggiatori incominciavano invece a mettere in discussione. Inoltre il predecessore di Jack sul mensile di Cap, Steve Englehart, aveva descritto un Discobolo disincantato, che non riusciva più a distinguere il bene dal male in un’America corrotta e dagli ideali incerti. Queste riflessioni risentivano del clima post-Watergate in cui l’intero sistema di valori statunitense fu messo in discussione dalle generazioni provenienti dal clima contestatario dei Sixties.

Kirby non ha questi dubbi e scrive avventure classiche, in cui Cap non si permette di criticare l’American Way of Life. Nelle sue mani – qui Kirby scrive i testi e i disegni – Steve Rogers ridiventa il soldato tutto d’un pezzo pronto a combattere i nemici di una nazione che è il baluardo della democrazia. Cap è un soldato che fa il suo dovere, che ci crede, che non smette mai di lottare. Una bandiera. Un simbolo. Un’icona.
Simili metafore, per l’epoca, erano superate. Così come superata era la maniera di esprimerli, i lunghi dialoghi retorici e il più delle volte propagandistici e i testi didascalici.

In poche parole: Madbomb è una storia vecchia, invecchiata tanto e male. Perché parlarne? Semplice, Madbomb è una storia di Kirby, quindi a prescindere merita. Anche se all’epoca non è stato completamente capito, con gli anni è diventato uno dei comics più importanti. Un fumetto fondamentale per capire motivazioni e psicologia di Captain America qui alla prese con un Ordine che mal sopporta la democrazia e la costituzione americana e che tenta di sovvertire gli Stati Uniti d’America, contrapponendo uomini deformi e sottratti dei loro diritti basilari.
Solo per questo paio di motivi Madbomb merita una lettura. L’epicità di Captain America si sviluppa nelle pagine colorate di Jack Kirby.

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