Venom, il più classico dei film Marvel

Venom, la pellicola Marvel Entertainment/Sony Pictures che non si discosta dai canoni impostati con l’MCU. La recensione del lavoro di Ruben Fleischer

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Venom – La locandina del film

Era stato presentato come il film che avrebbe inaugurato la nuova stagione della Marvel al cinema.

Una stagione di crescita, con pellicole dark che avrebbero puntato ad un pubblico più adulto.

Ed invece, si è caduti nel più banale prodotto cinematografico marveliano.

Venom, pellicola diretta da Ruben Fleischer (regista di Benvenuti a Zombieland), ha sostanzialmente riprodotto uno schema ormai noto, adattandolo ad una personale visione di super villain dal cuore d’oro.

La trama del film narra le vicende che hanno portato il giornalista Eddie Brock a diventare Venom  all’interno di una genesi sui simbonti prima e dopo l’approdo sulla terra.

Il lavoro su uno dei nemici di Spider Man – in cui figura, nonostante le imperfezioni, un ottimo Tom Hardy nei panni di Eddie Brock – risulta il più classico tra i cinefumetti Marvel in circolazione.

Al netto della spettacolarità del personaggio (che attrae in ogni caso gli appassionati di Venom e di tutto l’universo legato all’Uomo Ragno), sono molteplici i buchi dello stand alone sul simbionte nero.

Il primo e maggiormente evidente dato è riscontrabile proprio dall’assenza di Peter Parker all’interno della pellicola.

La decisione di dedicare totalmente un film al cattivo, non solo ha obbligato a virare u una storia leggermente diversa rispetto a quella narrata nei fumetti ma anche riscrivere (ed adattare) il binomio eroe – villain ad un contesto totalmente avverso a questo stesso schema.

Il percorso intrapreso, quindi, ha distorso anche la figura del protagonista.

Infatti, oltre a fungere da anti-eroe (cosa che è capitata nei fumetti ma non in maniera così spudorata), Venom si eleva quasi a paladino della terra tanto da ricoprire in un certo senso il ruolo di vigilante unico in una realtà priva di qualsiasi altro salvatore.

Direttamento collegato a ciò è l’eccessiva matrice comica del prodotto.

A differenza di quanto fatto intendere durante la fase di presentazione, Venom è chiaramente una commedia ispirata ad un fumetto.

Venom – Un’immagine del film

Il tono scherzoso dei dialoghi tra Eddie ed il simbionte, la spocchia del protagonista figo a tutti i costi e la totale assenza di sangue (cosa alquanto strana per un protagonista che stacca a morsi le teste delle malcapitate prede) fanno del film di Fleischer una chiara pellicola per famiglie (puntando quindi al classico pubblico dell’MCU) dal sapore non troppo impegnativo.

Infine è impossibile non citare il villain di turno e la sceneggiatura.

Per quanto riguarda il primo elemento, si può dire che ancora una volta si è deciso di puntare sul generico cattivo che compare, distrugge tutto e poi inevitabilmente muore per mano dell’eroe.

Il modello in questione, da un lato mortifica ancor di più un personaggio fin troppo sopra le righe e dall’altro impedisce uno sviluppo lineare tanto delle figure principali quanto di quelle secondarie, troncando immediatamente una possibile evoluzione futura.

Facendo riferimento al secondo punto, invece, devono essere considerati i tanti buchi presenti che riducono all’osso le origini dei simbonti  e, allo stesso tempo, forzano diverse parti tanto da far diventare la trama spesso macchinosa.

Alessandro Falanga

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