ProfondoArgento – Inferno, il secondo capitolo della trilogia delle Madri

Inferno

ProfondoArgento si occupa dei film di Dario Argento dagli esordi fino alla fine degli anni ottanta. Continuiamo raccontando Inferno.


Il successo di Suspiria – il primo film horror a tutti gli effetti di Dario Argento – aveva mostrato un modo molto personale di fare cinema. Il noir è definitivamente scomparso dai radar. Il pubblico diventa sempre più esigente e il brivido non basta più. Il pubblico vuole sangue e terrore. Inferno esce tre anni dopo Suspiria e come il precedente film condivide una certa atmosfera – ne parleremo più avanti – ma soprattuto la storia.
Se Suspiria era la storia di Mater Suspiriorum in questo lungometraggio si racconta Mater Tenebrarum.

Siamo a New York. Rose Elliot è una giovane poetessa newyorkese, che acquista un antico libro intitolato Le Tre Madri, scritto da Emilio Varelli, architetto alchimista di cui si sono perse le tracce. Dopo avere letto il vecchio libro Rose inizia a temere di abitare nella casa di New York, dove secondo lei vive Mater Tenebrarum, descritta nel libro come la più cattiva delle tre.
Scrive una lettera al fratello Mark, studente di musica a Roma, per pregarlo di andare a farle visita.

Il film si sposta a Roma, da Mark e dalla sua amica Sara, entrambi musicisti. La cinepresa di Argento segue Sara, che legge involontariamente la lettera di Mark e si ritrova in gioco più grande di lei.
Mark entra in casa di Sara e – dopo aver visto quello che le è accaduto – parte per New York dalla sorella.

Suspiria è la chiave di lettura per comprendere al meglio Inferno. La fotografia di Romano Albani cita spregiudicatamente quella di Suspiria col gioco dei colori che si ripete anche in questo film seppur in maniera meno contrastata.
Gli effetti speciali, curati da Germano Natali fanno la loro ottima figura, così come le scenografie, maestose e inquietanti di Giuseppe Bassan.
Menzione particolare, come sempre, per la colonna sonora. Se nei due precedenti film la OST era nelle mani dei Goblin, per Inferno Dario Argento si affida a Keith Emerson. Il musicista compie un ottimo lavoro: il lavoro è accattivante, seppur meno coinvolgente rispetto alle OST, mitiche dei Goblin.

Il cast del film contiene come sempre nomi popolari nello Stivale e altri più internazionali. Irene Miracle è Rose Elliot, mentre Eleonora Giorgi è Sara. Leigh McCloskey veste i panni di Mark Elliot. Altri nomi da segnalare sono quelli di Gabriele Lavia – già visto e apprezzato in Profondo Rosso – Daria Nicolodi – all’epoca partner, sceneggiatrice di Dario Argento e Alida Valli, ammirata in Suspiria.

Gli aiuto regista di Argento sono Mario e Lamberto Bava, padre e figlio, il primo, veterano dell’horror italiano, è anche autore degli effetti visivi.

A proposito di effetti visivi, Inferno è il film dove Dario Argento libera sempre la sua macabra fantasia. Alambicchi fumanti. Animali torturati. Gatti che uccidono. Cadaveri che escono dall’acqua. In Inferno troverete un regista assolutamente ispirato e determinato a dettare le regole del cinema horror degli anni ottanta.

Inferno si scaglia con prepotenza nella filmografia di Dario Argento. Meno celebrato – ma non per questo meno bello – dei due precedenti film è il primo lungometraggio di Dario Argento distribuito da 20th Century Fox, all’epoca interessata al regista romano. Per aspettare la terza parte della trilogia delle madri occorrerà aspettare quasi trent’anni. E’ il 2007 e un poco ispirato Dario Argento dirige La Terza Madre, ma quello di cui vi vogliamo continuare a raccontare è un regista assolutamente innovativo, geniale e vulcanico. Un regista che dopo il successo dei suoi film horror fa una mossa sorprendente: ritorna al noir.

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