L’uomo che cade ( The man who falls), il prequel sulle origini del pipistrello

L’uomo che cade ( The man who falls), il prequel essenziale sulle origini di Batman. La recensione del fumetto di Dennis O’Neil sul pipistrello</>


L’uomo che cade (The man who falls)

Circa un anno prima della nascita del Le leggende di Batman e sulla scia di quanto scritto da Frank Miller con Year One, la Dc Comics decide di ripresentare – ancora una volta – le origini dei supereroi di punta.

Attraverso alcune storie essenziali, che si articolano in poche pagine in cui vengono riassunti i fatti fin troppo noti, la casa editrice crea questo nuovo mini arco narrativo per presentare i futuri progetti sui singoli personaggi.

A spianare la strada a ciò che nel 1990 sarà Sciamano è un trio delle meraviglie che tanto ha fatto sognare gli amanti dei fumentti: Dennis O’Neil (autore del citato numero de Le leggende di Batman) alla storia, Dick Giordano (precursore della scuola britannica) ai disegni e Mark Waid (curatore di Flash  – e ideatore di Kingdome Come, sviluppato assieme ad Alex Ross –  per la Dc Comics e di Captain America per la Marvel) alla supervisione.

Alla spettacolare squadra (a cui si aggiunge anche Tom McCraw ai colori), quindi, viene affidato l’ingrato compito di rinarrare le origini del pipistrello ma senza cadere nella banalità della storia.

Attraverso un perfetto mix tra tradizione ed il tentativo di non deludere i tanti appassionati del personaggio, i quattro portano alla luce una storia che, nonostante la brevità (sedici pagine), pone le basi per l’intera produzione successiva sul Cavaliere Oscuro collocandosi di lato al genio creativo milleriano.

L’uomo che cade (The man who falls), il fumetto

L’uomo che cade ( The man who falls, 1989) è infatti la più classica produzione sulle origini di Batman in cui, però, ci si orienta sia verso il percorso che porta Bruce Wayne ad indossare il costume – come già esplorato dallo stesso Miller – che su un ulteriore sviluppo grafico che approfondisca questo nuovo punto di vista (Le leggende di Batman, per l’appunto).

La storia, che parte con una straordinaria intera tavola dedicata al pipistrello prima poggiato su una statua e poi in azione, ripercorre le tappe che vanno dalla caduta nel pozzo da bambino fino all’addestramento ed al successivo ritorno a Gotham.

Proprio la parte intermedia, che fa da apripista a Sciamano, risulta quella più interessante in quanto plasma un frammento di vita di Bruce Wayne mai del tutto rivelato.

Questo dato, presente tanto nel successivo lavoro quanto nel cinematografico Batman Begins, rappresenta proprio quell’elemento di novità che occorre agli sceneggiatori per evitare di ripresentare la fin troppo nota vicenda.

La brevità, inoltre, si presenta come ulteriore punto di forza in quanto tenta di concentrare in poche pagine una vicenda vista sotto un’altra prospettiva, andando a creare un breve arco narrativo in cui l’enfasi sul personaggio crea una piacevole atmosfera dark – tipica di Batman – all’interno di un contesto carico di pathos.

La costruzione de L’uomo che cade ( The man who falls) in perfetto stile Golden Age – accentuata dai disegni, dai colori e dalle sequenze che portano, pian piano, da Bruce a Batman – può essere considerata come il tocco di classe in una storia che pur ancorandosi ad un passato glorioso pone le basi per un futuro sviluppo tutto da scoprire.

Alessandro Falanga

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