ProfondoArgento – Suspiria, i colori diabolici nel Cinema di Dario Argento

suspiria

ProfondoArgento si occupa dei film di Dario Argento dagli esordi fino alla fine degli anni ottanta. Continuiamo raccontando Suspiria.


Profondo Rosso aveva cambiato il Cinema Italiano. Il pubblico italiano, abituato ai quiz e alle fiction di mamma RAI, usciva sconvolto dalla visione del cinema, nel 1975.
Il Cinema di Dario Argento mostra una repressione, una cupidigia, una violenza che circola tra le strade. Nei vicoli bui delle grandi città. Profondo Rosso registra un successo clamoroso. Argento diventa un nome importante del Cinema Italiano, grazie al suo sapiente dosaggio di thriller, horror, noir e colpi di scena.

Per il nuovo film Argento cambia molto. In pratica cambia tutto. Suspiria è la storia di Susy, giovane ballerina americana che da New York si sposta a Friburgo per frequentare la celebre Tanz Akademie. In Suspiria – a differenza di tutti gli altri film di Dario Argento – il luogo è ben definito. Se nelle altre pellicole argentiane il luogo era un intruglio complicato di diverse città – Roma e Torino ma anche cittadine di provincia – in Suspiria il luogo è chiuso, delimitato. Claustrofobico.
La Tanz Akademie è un luogo del mistero e dell’orrore dove svettano i colori primari – blu e rosso in primis – resi in maniera magistrale dalla fotografia di Luciano Tovoli.

Tovoli compie una lavoro sopraffino. Le lenti anamorfiche e le luci ad arco davanti alle quali sono state poste stoffe colorate hanno contribuito ad accentuare il tono favolistico della pellicola. La pellicola impiegata è una Kodak a bassissima sensibilità. Richiedeva pertanto moltissima luce per essere impressa ma aumentava nettamente la profondità di campo delle immagini.

Il regista ha dichiarato che a ispirarlo cromaticamente fu la visione di Snow White And The Seven Dwarfs (Biancaneve E I Sette Nani) e che per avvicinarsi ai colori forti di tale pellicola la visionò attentamente con Tovoli. Altro riferimento stilistico in Suspiria è il Cinema Espressionista Tedesco per il suo utilizzo di simbolismo e contrasto visivo.

Ma torniamo alla nostra giovane protagonista. Susy ben presto si rende conto che la scuola è un luogo misterioso, oscuro dove niente è come appare.
Nel corso della pellicola lo spettatore viene introdotto in un mondo buio. Una storia a metà tra l’horror e la favola nera diretta magistralmente da Dario Argento.
La allora compagna del regista Daria Nicolodi – Gianna in Profondo Rosso – cura con Argento la sceneggiatura del film.

Il film è il primo capitolo della cosiddetta Trilogia delle Madri. Il titolo Suspiria è stato ispirato dal libro Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey, che lo scrisse dopo un soggiorno a Milano, presso la villa dei conti Imbonati.
Il cast del film conta sulla presenza di Jessica Harper – la prima ragazza protagonista di un lungometraggio di Argento, non sarà l’ultima – Stefania Casini, Flavio Bucci, Barbara Magnolfi, Miguel Bosè, Renato Scarpa e Alida Valli. Il successo clamoroso del film, anche all’esterno, rende ormai celebre il nome di Dario Argento. Si concludono gli anni settanta. Nel decennio successivo l’horror, ormai sdoganato, approfondirà tematiche che nel Cinema di Dario Argento erano già presenti. 

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