Smashing Pumpkins, i numeri Zero della musica rock

Smashing Pumpkins

Su Diario di Rorschach raccontiamo la parabola sorprendente degli Smashing Pumpkins, la band di Billy Corgan, in attesa del nuovo disco


Grunge. Rock. Noise. Dream pop. Gli Smashing Pumpkins nel corso della loro trentennale carriera hanno cavalcato diversi generi, distinguendosi dalle band contemporanee per la diversità della loro proposta musicale. La band nasce nel 1988, fondata da Billy Corgan e James Iha.
Verso la fine degli anni ottanta Corgan aveva conosciuto Iha, che al tempo suonava la chitarra negli Snake Train e studiava arti grafiche alla Loyola University di Chicago. I due cominciano a collaborare, sulla base della comune passione per il rock anni sessanta e settanta. Nascono gli Smashing Pumpkins ai quali si aggiunge qualche tempo dopo la talentuosa bassista D’arcy Wretzky. I tre esordiscono all’Avalon Nightclub il 10 agosto 1988, aiutati da una drum machine.

Subito dopo le prime esibizioni, il trio sente l’esigenza di allargarsi a un quarto membro. Viene ingaggiato il batterista Jimmy Chamberlain, batterista formatosi nel jazz. 


GISH, L’LP D’ESORDIO

Il 28 maggio del magico 1991 la band pubblica Gish, LP d’esordio. Registrato presso gli Smart Studios di Madison, Wisconsin, con la supervisione di Butch Vig – che subito dopo inizierà a lavorare con gli sconosciuti Nirvana per incidere NevermindGish è un esordio folgorante, che conquista il pubblico dell’alternative rock.
Gli elementi che renderanno grandi gli Smashing Pumpkins ci sono tutti, magari ancora sfuocati, ma ci sono.

Le sonorità espresse dalla band si avvicinano tanto al metal della fine degli anni settanta quanto al punk. Le atmosfere sono cupe e pesanti. Le linee di basso sono semplici ma efficaci ricordando il sound new wave dei primi anni ottanta. Le chitarre sono distorte e acide e rimandano al suono del neonato grunge ma anche al noise dei Sonic Youth. La batteria svolge un ruolo efficace ma dannatamente ossessivo. Va a coprire ogni angolo silenzioso a colpi di charleston. Il timbro vocale di Corgan – voce e chitarra – è molto influenzato dal dream pop. Una voce sospesa e sognante che si alterna a riff feroci di chitarra figli delle passioni per Led Zeppelin e Black Sabbath. I testi dedicati ad amori tormentati ma soprattutto riflessivi fino all’autodistruzione fanno il resto. Uno stile unico, che richiama  atmosfere differenti tra loro che nel sound degli Smashing Pumpkins trovano naturale convivenza. I Am One, Siva, Rhinoceros sono i brani più rappresentativi di questo fulminante disco d’esordio.

Durante il tour di supporto del disco – che li vede aprire i concerti di Red Hot Chili Peppers e Pearl Jam – vengono a galla le prime tensioni tra i membri della band, anche a causa della tormentata storia sentimentale tra Iha e D’Arcy, e dei problemi di droga e alcol del batterista. 


SIAMESE DREAM E PISCES ISCARIOT, LE CONFERME

Nel 1993 Corgan e soci, ancora insieme a Butch Vig, registrano Siamese Dream, un lavoro più maturo e stratificato, che vale alla band consensi unanimi da parte della critica e nuove folle di fan. Le sonorità degli Smashing Pumpkins sono decisamente più a fuoco rispetto a Gish e creano una perfetta alchimia di melodia e rumore. Violenza hardcore e psichedelia.
I modelli sono sempre quelli: heavy metal, punk, grunge, la new wave.
Nascono brani come l’opener Cherub Rock, con Corgan a declamare una melodia dimessa sullo sfondo di uno sfrigolio di chitarre. Da segnalare i tre minuti in agrodolce di Today – un arpeggio dolcissimo e poi un oceano di chitarre noise, tutto in pochissimi secondi – Silverfuck, in bilico tra i Led Zeppelin più onirici e le più apocalittiche progressioni hardcore. Le chitarre sono acide, distorte, tessono riff devastanti. Alla violenza dei riff di basso e chitarra si contrappone la voce melodica di Corgan.

Smashing Pumpkins, Siamese Dream
Smashing Pumpkins, Siamese Dream

Viene dato spazio a chitarre acustiche e tastiere, basti ascoltare la morriconiana Disarm o Spaceboy. Il disco è un successo mondiale da oltre sei milioni di copie, trasformando gli Smashing Pumpkins in un fenomeno mondiale. La copertina che ritrae due bambine vestite da angelo, diverrà iconica.

Discorso simile per Pisces Iscariot, album composto da B-side uscito nell’anno seguente, nel quale c’è spazio per una cover di Landslide ballata dei Fleetwood Mac. Il pubblico degli Smashing Pumpkins cresce e la band raccoglie consensi in America e oltre, grazie anche ai concerti.

Contemporaneamente a questo buon riscontro di pubblico, si creano nuovi conflitti. Durante la registrazione di Siamese Dream, per alterni motivi, i membri del gruppo disertano la sala prove, inducendo Corgan a realizzare gran parte delle tracce da solo, suonando anche basso e seconda chitarra. Questa sarà la causa di scontri interni al gruppo, che vedranno in particolare Corgan imporsi come unico traino della band.
Nel 1994 i Pumpkins sono il gruppo di punta del Lollapalooza, ma non hanno ancora toccato la vetta.


MELLON COLLIE AND THE INFINITE SADNESS, IL CAPOLAVORO

Il 24 ottobre 1995 la band pubblica il terzo disco, Mellon Collie And The Infinite Sadness. Il disco – un triplo LP di trenta brani – racconta il trascorrere di una giornata-tipo di un giovane, partendo dall’alba al tramonto prima passando dal crepuscolo alla notte stellata.
Le liriche di Mellon Collie And The Infinite Sadness sono un esempio dal tipico pessimismo giovanile che negli anni novanta caratterizza tutti i lavori dell’ondata delle grunge bands. Con notevoli differenze rispetto a molto band dell’epoca.

L’album viene giudicato come un sunto della storia del rock. Tonight, Tonight è pomposa e sinfonica. 1979 è un gioiellino popBullet With Butterfly Wings, Bodies, Jellybelly sono brani tipicamente grunge. Ancora, il martellante riff di sabbathiana memoria di Zero. To Forgive è una ballad oscura e ossessiva. Love, Thirty-Three strizzano l’occhio all’industrial e all’elettronica, futura ossessione della band. Altre tracce vedono il gruppo cimentarsi con una versione aggiornata del progressive rock dei Genesis – Porcelina Of The Vast Oceans, Thru The Eyes Of Ruby – che invoca misteriose figure immaginarie. Ci sono brani vicini alla psichedelia dei primi Pink Floyd come in Cupid De Locke o We Only Come Out At Night.
Il disco mostra una band in stato di grazia. Corgan è in grado di scrivere, arrangiare, proporre qualsiasi cosa. Un disco inarrivabile. Uno dei dischi fondamentali per capire il rock nel cuore degli anni novanta.



La foto di copertina del disco è ispirata a due dipinti, a Santa Caterina d’Alessandria di Raffaello, per il corpo e a La fedeltà di Jean-Baptiste Greuze, per il volto. 

L’uscita di Mellon Collie And the Infinite Sadness segna un nuovo capitolo nella storia della band. Il tour, lungo ed estenuante, vede la band esibirsi in ogni parte del globo. Gli Smashing Pumpkins – dopo l’abdicazione dei Nirvana – ereditano lo scettro di band alternativa del momento.

Ma non tutto fila per il meglio. Ai continui litigi interni tra i membri della band va ad aggiungersi una tragedia. Il 12 luglio del 1996 in un albergo di New York, il tastierista turnista dei Pumpkins, Jonathan Melvoin, viene stroncato da una overdose di eroina. Con lui si trova il batterista Jimmy Chamberlin, anch’egli all’epoca tossicodipendente. La situazione era nota al resto del gruppo già da tempo, e Chamberlin, dati gli infruttuosi tentativi del resto della band di farlo smettere, viene cacciato da Corgan. Il tour prosegue con la formazione in terzetto, aiutati da una drum machine. Come agli esordi.


ADORE, IL DISCO MISTERIOSO

Nel 1997 i nuovi Smashing Pumpkins vengono chiamati da David Lynch per un brano della OST di Lost Highway. Viene pubblicata Eye, brano che segna il nuovo corso della band.
L’album Adore del 1998 conferma le sensazioni di cambiamento. Alla base ritmica offerta da Chamberlin si sopperisce con un forte uso di basi ritmiche e batterie elettroniche, sulla quale si muovono chitarre e basso, con in aggiunta alcuni inserti di pianoforte e chitarre acustiche. I brani abbracciano la melodia, rallentando nella velocità. I temi, sempre intimisti, abbandonano l’autolesionismo per permearsi di disillusione e amarezza. Non a caso, la stesura del disco avviene in concomitanza con la morte della madre di Billy Corgan, fattore che influenza non poco testi e arrangiamenti. Non si parla più di rabbia, ma di amarezza e rimpianto. Sentimenti più adulti che segnano la crescita di Corgan, ormai a tutti gli effetti quasi un one man band.

La band, ovvero Corgan, vira verso sonorità più crepuscolari, vicine a certa new wave anni Ottanta. I modelli sono Cure, Depeche Mode, New Order. E’ un esperimento brillante, oltre che molto coraggioso, per una band che ha fatto dell’energia hard-rock e degli inni da stadio la chiave del suo successo. Non tutti, però, riusciranno a comprenderlo in primis la critica che boccerà il disco senza appello e inizierà a parlare della morte degli Smashing Pumpkins.
A dimostrare come si tratti del loro disco più sottovalutato, basterebbero la melodia acida e struggente di Daphne Descends, le digressioni elettriche di Appels + Oranjes, Crestfallen e Ava Adore, o il suggestivo bolero di Tear.
La band paga il prezzo della presunzione del suo leader e dell’eccesso di considerazione ottenuto con i dischi precedenti. 

Il 1999 segna il ritorno di Jimmy Chamberlin, disintossicato e pronto per entrare in studio. Ma altro arriverà a sconvolgere la band dalle fondamenta.


MACHINA I e MACHINA II, LA FINE

Il 2000 vede l’uscita di Machina/The Machines Of God. In questo LP si riversano tutte le esperienze musicali di Corgan applicate ai precedenti lavori. Alle chitarre distorte e risonanti in primo piano vengono affiancate le tastiere e le une si alternano alle altre a seconda dei brani. Il basso cerca un nuovo spazio tentando di uscire dal semplice schema seguito finora, sbilanciandosi in arrangiamenti più complessi. Il suono ammicca all’industrial dei Nine Inch Nails. In Machina I si fondono il nuovo amore per l’elettronica – Raindrops + Sunshowers – romantiche ballad – With Every Light, Try, Try, Try, Stand Inside Your Love – fino al classico hard rock Glass And The Ghost Children, The Everlasting Gaze – anch’esso contaminato dall’elettronica.

Nonostante la commistione di generi, che a un primo ascolto sembra cercare l’approvazione di un mercato molto più pop e commerciale, il disco lascia il pubblico spiazzato. Nei testi di Machina I prevale l’amore e i rapporti tra l’Io, la donna amata e Dio, triangolo ideale e indissolubile rappresentato in copertina. In altri brani viene ripreso il tema malinconico della morte, ma questa volta, diversamente dalle altre, non c’è molta rassegnazione, quanto una sorta di ottimismo e speranza che si fa strada tra le note a volte struggenti e dolorose. Machina I è la svolta positiva di Corgan.
Subito dopo l’uscita del nuovo disco, si annuncia l’uscita di D’arcy per dedicarsi alla carriera di attrice, ma solo più tardi Corgan stesso ammetterà che i motivi reali erano ancora di tossicodipendenza. Prende il suo posto Melissa Auf der Maur, ex bassista delle Hole e amica dello stesso Billy Corgan.

La leadership di Corgan è ormai incontrastata, tanto da far passare in secondo piano tutti i componenti della band. Proprio all’apice del successo del singolo si contrappone la fine del gruppo, annunciata da una emittente radiofonica, che verrà ufficializzata al termine del tour che si concluderà al Metropolitan di Chicago con uno show di oltre quattro ore.

Dopo lo scioglimento del gruppo, Corgan pubblica il seguito dell’ultimo album, Machina II/The Friends And Enemies Of Modern Music, registrato durante le session di Machina I. Corgan ne fa stampare un numero limitatissimo di copie su vinile, distribuendole a conoscenti e amici con disposizione di incoraggiarne la diffusione tramite Internet.

In Machina II si ritrovano nuovi spunti. Di nuovo la chitarra distorta affiancata dalla batteria di Chamberlin. Diversi brani presentano canzoni già ascoltate in forme più crude, con un impatto più violento all’ascolto. Gli Smashin Pumpkins sono finiti.


ZEITGEIST, TEARGARDEN BY KALEIDYSCOPE, OCEANIA, MONUMENTS TO AN ELEGY: IL RITORNO A META’

Durante gli anni a cavallo tra il 2000 e il 2007 Corgan prova in ogni modo a staccarsi dagli Smashing Pumpkins. Crea un nuovo gruppo – gli Zwan, ma sarà un flop – tenta la carriera solista senza grandi successi. Decide di riformare la band, con il solo Chamberlain membro originale. Nel frattempo James Iha è stato assoldato dagli A Perfect Circle di Billy Howerdel e Maynard James Keenan.

Zeitgeist è un disco a metà tra il pop rassicurante e il rock di Siamese Dream. Doomsday Clock apre il disco, Tarantula è il primo singolo. In entrambi i brani sono evidenti le chitarre e la voce di Corgan. Il disco si evidenzia anche per la ballata Neverlost e per gli esperimenti di Pomp And Circumstances. Nonostante le buone intenzioni, una produzione troppo pomposa e una mancanza di idee relegano Zeitgeist come un disco minore. 

Nel 2009 il batterista Jimmy Chamberlin lascia per l’ennesima volta il gruppoNello stesso anno Corgan annunciato il titolo di un nuovo progetto, Teargarden By Kaleidyscope. Si tratta di un progetto musicale innovativo, costituito da dieci canzoni divise in due EP, suddivisi a loro volta in due sezioni: Songs For A Sailor e The Solstice Bare.

Nel giugno del 2012 esce l’LP Oceania, ideale prosecuzione del progetto di Teargarden By Kaleidyoscope. Il disco è un passo in avanti, un LP più a fuoco rispetto a Zeitgeist. L’album suona molto anni Novanta – Quasar, Panopticon, Pinhweels –  con molto uso di synth, ma si denuncia, per l’ennesima volta, una certa crescita che ad esempio un disco come Adore – poco apprezzato da fan e critica – aveva. 

Due anni dopo viene pubblicato Monuments To An Elegy. Un episodio unico e imprevisto della loro carriera. Solo trentacinque minuti scarsi di musica. Un disco dritto, essenziale. Tiberius apre le danze con una miscela di atmosfera e potenza che, poi, esplode più in One And All (We Are). Being Beige e Run2Me sono gli episodi più pop del disco. Monuments To An Elegy mostra una ricchezza di suoni inaspettata. L’impressione è che, dopo svariati tentativi – Zeitgeist e Teargarden By Kaleidyoscope – Corgan abbia finalmente trovato la quadra. Non solo andando a recuperare svariati periodi degli Smashing Pumpkins, ma anche giocherellando con la new wave primi anni ottanta di Cure o Depeche Mode.

Nel 2016, anche James Iha torna a suonare con Corgan e Chamberlin in alcune date, a distanza di sedici anni dallo storico concerto di Chicago che chiuse l’avventura degli Smashing Pumpkins. Nel mese di febbraio di quest’anno la band annuncia il ritorno con un tour negli Stati Uniti denominato Shiny And Oh So Bright Tour. La band è composta da Billy Corgan, James Iha, Jeff Schroeder e Jimmy Chamberlin. Non c’è, invece, la storica bassista D’Arcy Wretzky letteralmente sparita dalla scene.

Nello stesso anno la band annuncia di essere a lavoro su un nuovo lavoro. Il disco si chiama Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun. E’ prodotto da Rick Rubin ed esce il 16 novembre. C’è molta curiosità attorno a questo disco. Dopo un lungo silenzio gli Smashing Pumpkins sono tornati, ma non come ci si aspettava. Adesso, con tre quarti della formazione originale, c’è la netta sensazione che la band di Billy Corgan abbia ancora qualcosa da dire. 

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