ProfondoArgento – Il Gatto A Nove Code, la conferma di Dario Argento

il gatto a nove code

ProfondoArgento si occupa dei film di Dario Argento dagli esordi fino alla fine degli anni ottanta. Continuiamo raccontando Il Gatto A Nove Code.


Il successo de L’uccello Dalle Piume Di Cristallo è un boom tanto in Italia, quanto negli Stati Uniti. Lo stile di Dario Argento si sposa con il Cinema americano e l’interesse di Argento per i dettagli – trucco, scenografie, costumi, colonna sonora, fotografia – non fa altro che rendere più appetibile il nome di questo nuovo talento italiano. Il primo film di Dario Argento aveva avuto addirittura maggior successo negli Stati Uniti che in Italia. I dirigenti della società National General contattano la Titanus, affermando che L’uccello Dalle Piume Di Cristallo stava andando benissimo.


Di conseguenza gli americani chiedono ad Argento un nuovo film, per il quale la National General partecipa come co-produttrice. Alla Titanus viene fatta la richiesta di inserire nel cast degli attori più famosi negli Stati Uniti che in Italia. James Franciscus viene segnalato perché veniva dal successo di Beneath The Planet Of The Apes (L’altra Faccia Del Pianeta Delle Scimmie).

Se nel precedente film il protagonista era uno scrittore americano, il protagonista – qui più di uno – è un giornalista che collabora con Franco, un cieco appassionato di enigmistica assieme a sua nipote Lori. E’ da loro che parte l’intricata faccenda de Il Gatto A Nove Code, storia di un furto presso un istituto di genetica che sta lavorando su una nuova formula per prevenire la nascita dei serial killer. Il furto – o il presunto tale – crea una serie di eventi a catena, che vedranno tra le vittime il dottor Calabresi, colpevole a suo dire di conoscere il nome del ladro.


Le tracce dei due improvvisati investigatori, che indagano parallelamente alla polizia, portano a sospettare che l’assassino si nasconda tra il prof. Terzi, direttore dell’Istituto; Anna, la giovane e seducente figlia adottiva; il dott. Braun, collega tedesco omosessuale di Calabresi; il dott. Casoni, affascinante ricercatore dell’Istituto; il dott. Morbelli, freddo e silenzioso scienziato che lavora nell’Istituto; e il dott. Esson, ricercatore inglese invaghitosi di Anna.
Un gatto a nove code, basta tirare una coda per smascherare il colpevole.

Lo spettatore vive la sequenza degli omicidi con gli occhi del killer. Ma per una frazione di secondo Argento decide di mostrare qualcosa dell’assassino, lui che per abitudine presta le mani ai suoi omicidi seriali. Per un attimo lo schermo è invaso dal dettaglio dell’iride dell’assassino. L’occhio che vede – e uccide – contro l’occhio che non vede più, e può solo cercare di decifrare i gesti dell’omicida, come un enigma.


Nel contrasto tra vedente e non vedente non solo si esaurisce una sequenza memorabile, la prima di una lunga serie – Il Gatto A Nove Code mostra ancora di più il lato inventivo dell’Argento regista – che segna la crescita del cinema di Dario Argento, attraverso uno stile che va man mano definendosi, film dopo film. 

Se L’uccello Dalle Piume Di Cristallo aveva scosso le fondamenta di un sistema/cinema ancorato a un’idea primaria di narrazione dell’orrore, portando alle estreme conseguenze le ipotesi di riscrittura già impresse dal Bava de La Ragazza Che Sapeva Troppo (per la suspense) e Sei Donne Per L’assassino (per l’ecatombe dei personaggi e alcune icone immarcescibili, come l’assassino inguainato in un impermeabile scuro), Il Gatto A Nove Code cristallizza nella mente dello spettatore italiano che un nuovo Cinema è possibile in Italia. 


Nonostante Il Gatto A Nove Code sia un film meno emozionante del precedente, si segnala una crescita nel percorso artistico di Dario Argento. L’atmosfera anarcoide resta invariata, ma viene impregnata da una serie di scene assolutamente di primo livello come la morte del dottor Calabresi – schiacciato da un treno – il tentativo del colpevole di avvelenare il giornalista e Anna e infine la scena del cimitero che mostra un già vivo interesse verso un cinema gotico a tinte fosche. 

Il resto lo fa la colonna sonora di Ennio Morricone, il montaggio di Franco Fraticelli e la fotografia di Erico Menczer. Il cast di attori vede la partecipazione di James Franciscus, Catherine Spaak, Karl Malden, Aldo Reggiani e Tino Carraro.

In definitiva Il Gatto A Nove Code si conferma un film più leggero rispetto al L’uccello Dalle Piume Di Cristallo, ma non per questo meno importante. Un film fondamentale che segna l’interesse di Dario Argento per il noir. Ma il bello deve ancora venire.

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