Storie di sport – Charlie, Carlton ed il primo scudetto

Storie di sport, in occasione del suo ritiro dal basket giocato, omaggia il grande Carlo Recalcati. Il ricordo del coach lombardo nella corsa al primo scudetto della Fortitudo Bologna


Storie di sport – Il primo scudetto della Fortitudo Bologna

Nella pallacanestro, un ottimo allenatore è colui che non solo riesce ad ottenere vittorie importanti ma anche a plasmare una squadra a sua immagine e somiglianza.

Sono tanti i coach che, grazie alle loro imprese, sono riusciti a crearsi un posto speciale nel cuore dei tifosi e fra questi vogliamo menzionare nel nuovo appuntamento della nostra rubrica sportiva uno dei grandi del basket tricolore.

A pochi giorni dall’annuncio del suo ritiro dal basket giocato, Storie di sport ricorda il primo scudetto della Fortitudo Bologna omaggiando il grande Carlo Charlie Recalcati.

Siamo nella stagione 1999 – 2000 e la Fortitudo Bologna, che negli anni si è ben destreggiata fra le grandi del massimo campionato, è reduce dall’ennesima cocente delusione sotto la guida di Skansi.

Per la nuova stagione, con il chiaro obiettivo di mettere le mani su quello scudetto troppe volte sfuggito negli ultimi tre anni, la Bologna biancoblu si affida ad uno dei maggiori esperti della panchina:Carlo Recalcati.

Il coach di origini lombarde, dopo il triofno in casa Varese (in cui riusce a gestire i bad boys biancorossi capitanati da Andrea Meneghin e Gianmarco Pozzecco), accetta ben volentieri la sfida e con un roster di tutto rispetto prende in mano le rendini della compagine fortitudina.

Con un quintetto base formato da Basile, Myers, Karnisovas, Fucka e Vrankovic ed una panchina di alto livello con Jaric, Galanda, Pilutti, Gay, Fultz, Anchisi, Soloperto e Ruggeri, la Fortitudo Bologna domina praticamente la regular season vincendo ben 27 partite e perdendone solamente tre (con Treviso,Roma e Montecatini sempre in trasferta).

Il primo posto in classifica, che permette alla squadra di evitare il primo turno e passare direttamente ai quarti, vede approdare i biancoblu ai play – off contro la  Mens Sana Siena che pochi giorni prima si era sbarazzata di un’Imola guidata dall’ex Vincenzo El Diablo Esposito.

La serie non è mai in discussione e la Effe di Recalcati passeggia sui senesi vincendo per 3 – 0 e regolando le partite con parziali ampi almeno dieci lunghezze.

In semifinale, contro qualunque pronostico, la compagine incontra un’altra squadra particolare che non solo è riuscita a passare agevolmente il primo turno ma ha anche eliminato l’Olimpia Milano in quello successivo (dominando tra l’altro) per 3 – 0: la Scaligera Verona.

Storie di sport – Le immagini RAI della decisiva gara 4

I giallobu di Beric e Bullock, però, non rappresentano un reale ostacolo al cospetto della Fortitudo che con un ulteriore 3 – 0 (con solo gara 3 veramente combattuta) accede al turno successivo con, anche in questa occasione, lo scudetto ad un passo.

L’avversario della finale è di nuovo la Benetton Treviso.

La stessa Treviso che l’anno prima l’aveva eliminata in semifinale con una stoppata nel finale e la stessa Treviso che qualche anno prima era stata artefice delle prime lacrime amare da finale.

La serie scudetto contro la Benetton è una delle più belle Storie di sport mai vissute dai tifosi.

Con gli spettri del passato ricomparsi all’improvviso (data la vittoria trevigiana in gara 1, a Bologna, per 72 – 79), la squadra si trova ad affrontare il suo più antico male dettato da quel salto di qualità mai compiuto.

La posta in gioco è altissima ed i giocatori si rendono subito conto che è necessario fare qualcosa per evitare di perdere anche quel treno.

E la risposta non si fa attendere.

Con gara 2 e gara 3 portate a casa in maniera netta (76 – 63 e 82 – 70), la Effe si trova ad affrontare la decisiva gara 4 in terra veneta.

Memore di quanto accaduto nella stagione 1996 – 1997, Recalcati e compagni riescono – non senza sofferenza – ad espugnare quel PalaVerde già teatro di sconfitte cocenti ed emerge finalmente fra le grandi della pallacanestro nazionale.

Quello fu il primo sigillo di una società particolare, una società il cui rapporto con i tifosi va al di là di ogni possibile immaginazione grazie ad un amore smisurato per i colori e per quello sport fuori da ogni confine.

Quel sogno divenuto realtà fu possibile attraverso un’organizzazione perfetta dove le abilità dei giocatori erano perfettamente al servizio di un grande allenatore che riuscì a compiere un’impresa storica in una realtà dal romanticismo di altri tempi.

GRAZIE DI TUTTO CARLO!

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