Storie di sport – Il mondiale di Spagna del 1982

Storie di sport, in occasione dell’anniversario della nascita di Enzo Bearzot, ricorda la calvalcata della nazionale italiana al mondiale di Spagna del 1982


Storie di sport – Enzo Bearzot festeggia con la squadra

Il 26 settembre non è una data come tutte le altre.

Nel calcio questo giorno è ricordato con particolare affetto perchè ricorre l’anniversario della nascita di un grande allenatore che è riuscito ad appassionare i tifosi ben trentadue anni fa: Enzo Bearzot.

Storie di sport, per questo nuovo appuntamento, omaggia il mitico allenatore friulano ricordando quel fantastico mondiale del 1982 che ha entusiasmo l’intero stivale.

Attraverso questo romantico racconto sulla vittoria più amata ed inaspettata, che riuscì a rimettere in carreggiata l’Italia del calcio dopo lo scandalo Totonero, il nostro Diario di Rorschach non solo intende ricordare un campione silenzioso come l’allora allenatore della nazionale ma anche una grande pagina dello sport più amato nel nostro Paese.

Siamo nel 1982 e la nazionale italiana, ancora scottata per il calcio scommesse, si presenta al mondiale spagnolo dopo un insoddisfacente quarto posto nel 1978 e nell’europeo del 1980.

Fra lo scetticismo generale, accompagnato dalle aspre critiche sulle scelte dell’allenatore (una su tutti Paolo Rossi, coinvolto nella vicenda scommesse, al posto del capocannoniere del campionato Roberto Pruzzo), la squadra affronta questa nuova avventura partendo dal non così ostico gruppo 1 con la temibile Polonia e le abbordabili Camerun e Perù.

Come da copione, altrimenti non si tratterebbe della pazza Italia che tutti abbiamo conosciuto nelle varie competizioni internazionali, la nazionale fatica – e non poco – a superare la prima fase a causa dei tre pareggi (rispettivamente 0 – 0 con la Polonia, 1 – 1 con il Perù e 1 – 1 con il Camerun) che generano sin da subito una forte tensione dentro e fuori la compagine.

L’ennesima magra figura, che conferma i timori della vigilia, porta gli azzurri a pescare – nella seconda fase a gruppi – il Brasile e l’Argentina.

Il team sudamericano più forte di tutti i tempi – almeno secondo il giudizio di alcuni – e i campioni del mondo in carica guidati dall’astro nascente Maradona, sono il peggio che potesse capitare a Bearzot e compagni.

Storie di sport – L’esultanza di Tardelli

L’unica speranza è una prestazione sopra le righe di tutta la squadra ed un cambio tecnico in grado di mescolare le carte in tavola, rendendosi meno prevedibile rispetto alla fase precedente.

Parte da quel momento la più classica fra le Storie di sport in circolazione, di quelle da raccontare per ricordare al meglio il riscatto calcistico di una squadra considerata ormai spacciata e al di sotto di qualsiasi tipo di aspettativa.

Grazie al perfetto inserimento di Bergomi ed Oriali fra i titolari e l’esplosione del Pablito nazionle, l’Italia non solo si sbarazza delle sudamericane (2 – 1 con l’Argentina e 3 – 2, dopo una partita soffertissima, con il Brasile) ma giunge in semifinale con una forza al di sopra delle proprie possibilità tanto da poter sfidare chiunque da quel momento in poi.

Ed infatti con la Polonia di Boniek questa volta non c’è proprio partita (2 – 0 con doppietta del solito Rossi), con il tetto del mondo che dista, quindi, solamente novanta minuti.

Quell’11 luglio 1982 la città di Madrid ospita una delle più classiche partite tra le nazionali animate da una rivalità antica: Italia e Germania.

L’atmosfera che si respira è quella delle grandi occasioni e lo spettacolo che le due squadre offrono quella sera è veramente di ottima qualità.

Il rigore sbagliato da Cabrini e l’infortunio di Graziani  all’8 minuto- sostituito da un provvidenziale Altobelli – non sembrano scalfire l’animo degli azzurri che nonostante le difficoltà riescono comunque a gestire il gioco.

Il primo tempo si chiude sullo 0 – 0 ma il goal è nell’aria da troppo tempo.

Al rientro l’Italia continua sul motivo dei primi 45′ e al ’57 sblocca la partita con una rete di Rossi.

La consapevolezza cresce nella squadra e allora si inizia a fare di tutto pur di chiudere quanto prima.

Passano dieci minuti e Tardelli  raddoppia con un sinistro secco da fuori – urlando e correndo verso la metà campo dopo il 2 – 0 – e poi quasi allo scadere Altobelli chiude definitivamente mettendo dentro un pallone recuperato dopo un’azione offensiva.

A nulla serve il rigore di Breitner all’87′,  perchè i giochi sono ormai fatti.

Con Pertini ad esultare dalla tribuna, quell’Italia di Bearzot fortemente criticata ben prima l’inizio della competizione scrive una delle più belle pagine fra le Storie di sport italiane.

CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!

Tanti auguri Enzo

Alessandro Falanga

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