America III: Il cadetto (Cadet). Il capitolo conclusivo della saga sui giudici del futuro

America III: Il cadetto (Cadet), l’epilogo della trilogia dedicata ai giudici del futuro. La nostra recensione sull’atto conclusivo della coppia Wagner – MacNeil

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America III: Il cadetto (Cadet) – La copertina del fumetto

Con un finale totalmente aperto ed una differente proposta per affrontare – e migliorare – la società, Judge Dredd nel 2006 completa definitivamente la propria evoluzione attraverso l’epilogo di una delle più grandi saghe dedicate ai giudici.

Il precedente episodio, come detto, lascia aperto tanto uno spiraglio per un cambiamento della realtà futuristica descritta quanto un ulteriore prosieguo con le gesta della nuova eroina America Beeny, figlia di Bennet Beeny e America Jara.

Grazie ad America III: Il cadetto (Cadet), Wagner e MacNeil riescono – in un solo colpo – a modificare, seppur a piccoli passi, la realtà distopica creata originariamente sulla rivista 2000 AD e allo stesso tempo riaccendere quella fiammella di speranza che, pur non essendosi mai esaurita nei precedenti eventi, aveva cominciato ad affievolirsi.

L’ultimo atto della trilogia sui giudici, oltre a chiudere degnamente uno straordinario lavoro cominciato nel 1990, da un lato ribalta ancora una volta la visione della realtà e dall’altro porta i protagonisti delle storie – Dredd su tutti – verso un nuovo sentiero fino a quel momento inesplorato.

Come accaduto per il primo sequel, anche America III: Il cadetto (Cadet) riprende le fila del discorso interrotto nel 1996  in cui, ricreando un mondo andato avanti per dieci anni, vengono narrate le gesta del giudice cadetto Amerca Beeny.

Affiancata da Dredd nella sua prima missione da giudice, inerente l’investigazione su uno dei tanti crimini irrisolti dei suoi tempi, America riesce a ricostruire e ricollegare i fatti che anni prima avevano coinvolto la sua famiglia, lo stesso corpo dei giudici e l’organizzazione terroristica Guerra Totale.

Rispetto alla seconda storia, America III: Il cadetto (Cadet) oltre a rappresentare il normale sviluppo di America e America II: Una luce che svanisce (America II: Fading of the Light) ha il merito di mettere in discussione l’intero impianto di Judge Dredd e la personalità dello stesso protagonista del fumetto.

Facendo leva sulla possibilità di risolvere i conflitti in maniera differente, possibilità paventata da  Bennet Beeny prima di morire nella lettera lasciata a sua figlia, questa parte conclusiva funge da reale spartiacque della trilogia.

Infatti, considerando come valide – in un certo senso – entrambe le opzioni offerte per sovvertire il sistema in vigore, America III: Il cadetto (Cadet) non solo rilancia il messagio che Wagner aveva sviluppato in precedenza ma condanna definitivamente quel tipo di società al cambiamento (dettato proprio dall’indagine, e dai differenti modi di fare del cadetto America Beeny).

America III: Il cadetto (Cadet) – Il fumetto

Questo dato, inusuale per un fumetto come Judge Dredd, viene evidenziato fortemente dalle minime scene di violenza – e di morte – di questo atto finale in cui viene plasmato nuovamente il protagonista, portando a termine la rivoluzione copernicana cominciata nel lontano 1990, e ridisegnati i confini entro cui i giudici si muoveranno da quel momento in poi.

A differenza dei primi due numeri, in questo MacNeil ha dovuto faticare non poco cercando di giocare quanto più possibile sulle espressioni facciali (dove significativa per la storia è anche la somiglianza tra America Beeny, fra i pochi giudici a comparire senza casco, e America Jara), inserite nella solita impostazione dominata da primi piani e tante didascalie nelle tavole, e sulla luce per scandire in maniera ottimale i contesti ed i periodi differenti del racconto.

Alessandro Falanga

 

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