Hanno Tutti Ragione – Youth, La Giovinezza

youth la giovinezza

Hanno Tutti Ragione è una rubrica di Diario di Rorschach che si occupa dei film di Paolo Sorrentino. Concludiamo raccontando Youth – La Giovinezza, film del 2015


Quattro anni – e un Oscar – dopo This Must Be The Place, Paolo Sorrentino ritorna negli Stati Uniti per una nuova storia americana.
Messi da parte i lustrini e i trucchi di Cheyenne, questa volta Sorrentino racconta la storia di due amici, Fred e Mick. I due, amici da tantissimi tempo e ora ottantenni, stanno trascorrendo un periodo di vacanza in un hotel nelle Alpi svizzere. Fred, compositore e direttore d’orchestra famoso, non ha alcuna intenzione di tornare a dirigere un’orchestra anche se a chiederglielo fosse la regina Elisabetta d’Inghilterra. Mick, regista di altrettanta notorietà e fama, sta lavorando al suo nuovo e presumibilmente ultimo film per il quale vuole come protagonista la vecchia amica e star internazionale Brenda Morel.
Entrambi hanno una forte consapevolezza del tempo che sta passando in modo inesorabile e della memoria che svanisce.

Youth – La Giovinezza è un film compatto dove il modello di Sorrentino torna ad essere sé stesso, anzi diventa una parte fondamentale tanto del Cinema di Sorrentino, quanto della storia di Youth. Non mancano personaggi più o meno misteriosi che appaiono e scompaiono dalla scena e a cui è lo spettatore a poter assegnare la valenza simbolica che preferisce. I freak già visti in altre pellicole di Sorrentino riempiono la pellicola come non mai, arricchendo lo spazio del fotogramma ma ponendo anche grossi punti interrogativi allo spettatore.

Fred e Mick sono persone che sono state personaggi nella loro vita ma che sullo schermo di Sorrentino tornano a presentarsi come persone. Con angosce, attese, momenti morti, con i loro segreti e, soprattutto, con la consapevolezza di una memoria destinata a perdersi nel tempo.

Sorrentino non ne fa due vecchie glorie più o meno coscienti delle proprie attuali forze fisiche e intellettuali ma offre loro anche i ruoli di genitori che conoscono luci ed ombre di un’arte altrettanto difficile. Quella che i figli – Rachel Weisz – pretendono che venga esercitata nei loro confronti, non importa in quale età essi si trovino.

Intorno ai due anziani protagonisti – Michael Caine e Harvey Keitel – ci sono il sempre ottimo Paul Dano che veste il ruolo di un attore in crisi ricordato soltanto per il suo ruolo in un film e Rachel Weisz, una figlia che chiarisce al personaggio di Caine quanto sia stato un cattivo padre e ottimo artista.
Youth diventa quindi l’ennesima occasione per Sorrentino di raccontare il suo mondo. Un mondo di amore. Incertezze. Passione. Felicità più o meno duratura. Riflessione.

Dopo il buon successo di Youth, Sorrentino si cimenterà in una serie televisiva – The Young Pope con Jude Law – prima di rientrare nel Cinema con una storia su un altro nome importante nel panorama italiano: Silvio Berlusconi. 

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