Lucania is Comics 2018. La nostra intervista al gruppo Ghostbusters Italia

Lucania is Comics 2018, una giornata fighissima. La nostra intervista a Mirco Zomparelli del gruppo Ghostbusters Italia distaccamento di Roma

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Lucania is Comics 2018 – Mirco Zomparelli del gruppo Ghostbusters Italia distaccamento Roma

Ghostbusters Italia nasce nel 2014 –  a trent’anni dall’uscita della prima pellicola –  dalla volontà di un gruppo di appassionati di omaggiare lo storico quartetto.

In occasione della terza edizione del Lucania is Comics 2018 – dove si è discusso anche del nostro Sito fighissimo Diario di Rorschach – abbiamo intervistato Mirco Zomparelli del gruppo Ghostbusters Italia distaccamento Roma.

Perchè nasce l’esigenza di costituire un’associazione sui Ghostbusters?

La costruzione di un’associazione nasce dalla necessità di un riconoscimento, di avere la possibilità di fare eventi ed essere presenti il più possibile sul territorio come oggi al Lucania is Comics 2018. Un fan club è qualcosa di leggermente diverso e noi abbiamo avuto la fortuna di costituirci in associazione culturale senza finalità di lucro. Era importante avere un’organizzazione simile ed è stato un enorme successo averla costituta quattro anni fa.

Perchè proprio i Ghostbusters?

Tutti abbiamo una passione smisurata per i Ghostbusters. Siamo in un certo senso ancora dei bambini legati in tutto e per tutto a questo universo. Io nasco in contemporanea con il primo film ma sono cresciuto con la serie animata. Siamo fan, amici – anche se dislocati in tuttta italia – e la risposta più semplice alla domanda è Ghostbusters perchè Ghostbusters.

Quanto avete preso dai film, dalla serie animata e dai fumetti?

Partiamo dalla fine, i fumetti, che sono i più recenti e con cui non abbiamo tanti vincoli sentimentali. Siamo legati molto al primo film, come dimostra il logo associativo (fedele a quello del film con l’aggiunta del tricolore). Il legame c’è anche con la serie animata, che ha rappresentato per molti di noi il primo approccio con i Ghostbusters. Anche per me è stato così e quando mio fratello mi raccontò dell’esistenza del film ne rimasi particolarmente colpito, soprattutto dalle voci. Questo è accaduto grazie ai doppiatori che sono gli stessi per film e serie animata, cosa che ad esempio non successe negli USA con Ernie Hudson non ritenuto idoneo per doppiare Winston Zeddemore

Perchè la produzione fumettistica è stata accolta un po’ freddamente secondo te?

Dipende dai punti di vista di ognuno. Con i fumetti c’è stato un pò di distacco perchè il marchio è più televisivo che fumettistico. Abbiamo letto l’ultima produzione ed aspettiamo con entusiamo, il terzo numero. Nel mio prossimo romanzo c’è un riferimento diretto al secondo fumetto e cercherò di legare tutte le produzioni a marchio Ghostbusters. La forza dei fumetti, in ogni caso, sta nelle differenze – in particolare nei tratti somatici – perchè era improponibile riproporre la rivisitazione di una serie animata di oltre 30 anni fa.

Quale fra i film senti più tuo?

Senza dubbio i primi due, gli unici due, che sono la base di questa passione. Questo discorso vale soprattutto per il primo  che ha sempre qualcosa in più rispetto a tutta la produzione successiva.

E il reboot al femminile?

E’ il terzo film ufficiale ed ha spaccato in due l’opinione. In USA ha unito ancor di più, specie sul gradimento in negativo, cosa che non è accaduta del tutto in Italia dove comunque è tornato con forza il logo. La pellicola ha diverse lacune e, al di là della professionalità delle attrici, sembrava sin dall’inizio un fallimento annunciato perchè si poteva facilmente riproporre la stessa storia ma con attori diversi. Batman è sempre Batman e 007 è sempre 007 anche con diversi interpreti. C’è stata una forzatura con questo film ma per fortuna Ivan Reitman e Dan Aykroyd hanno fatto quadrato e deciso di rilanciare il marchio con film, serie animata e fumetti totalmente nuovi.

Alessandro Falanga

 

Antonio Soda

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