Hard Boiled di Frank Miller è un piccolo capolavoro

Hard Boiled

Su Diario di Rorschach parliamo di una delle storie più folli e sottovalutate di Frank Miller: Hard Boiled, uscito nei primi anni Novanta


Frank Miller incontra la fantascienza. Fino ai primi anni Novanta Miller era considerato il padre spirituale della rinascita del fumetto, attraverso le storie di Batman e Daredevil. Nei primi anni novanta esce fuori questa storia, Hard Boiled. Lo sfondo del fumetto è prettamente fantascientifico, siamo in un’epoca imprecisata che strizza l’occhio alle atmosfere alla Blade Runner – e quindi a Philip K. Dick – e a 1984 di George Orwell.

Carl Seltz è un ispettore assicurativo, un marito amorevole, un padre devoto. Nixon è un folle omicida esattore delle tasse, che scambia la città – a proposito in quale città ci troviamo? – per un campo di battaglia di cui lui è l’indiscusso signore. Unità Quattro è l’assassino robotico definitivo e l’ultima speranza per i servitori meccanici, suoi simili. Tutti questi aspetti sono rinchiusi nella stessa, folle identità che muove i suoi passi in un deformante incubo della post-modernità, ridotta ad un ibrido cibernetico/umano. Chi sono gli esseri umani? Dove sono gli esseri umani? La distruzione e la violenza sembrano regnare incontrastate.


Hard Boiled, una splendida tavola di Geof Darrow
Hard Boiled, una splendida tavola di Geof Darrow

Per descrivere al meglio l’atmosfera fumosa, anarchica, caotica, nervosa di un futuro lontano Miller si affida a Geof Darrow. Nel 1986 Darrow crea il personaggio di Bourbon Thret, che sarà ripreso nell’album Comics And Stories. Riparte temporaneamente per gli Stati Uniti ma continua a lavorare anche per i suoi editori europei. Moebius lo presenta successivamente a Frank Miller, con cui realizza Hard Boiled nel 1990, storia iper-violenta che gli permette di dar libero corso al suo senso dei dettagli e dell’eccesso. La coppia vince l’Eisner Award nel 1991.

Darrow realizza tavole splendide, ricche di dettagli. Se la storia può essere una continua citazione all’universo futuristico di Philip K. Dick la pagine vengono riempite da colori vivi e da dettagli che il lettore può scoprire a ogni nuova lettura.
Hard Boiled, nel numero scarsissimo di pagine, presenta una storia che si presta a diversi livelli di lettura. Nella persona di Carl/Dixon risiede una macchina che cerca di convincere sé stessa di essere umana, grazie alle continue frasi che il protagonista ripete a sé stesso.

Nonostante la sua semplicità – siamo davanti a una storia assai breve con tavole spesso prive di dialogo – Hard Boiled è una delle storie più sottovalutate e folli create dal genio di Frank Miller. Quella stessa atmosfera verrà poi ripresa in un altro lavoro di Frank Miller: RoboCop.

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