Mogo non socializza ( Mogo Doesn’t Socialize), le Lanterne Verdi viste dal mago di Northampton

Mogo non socializza ( Mogo Doesn’t Socialize), i Cavalieri di Smeraldo secondo Alan Moore e Dave Gibbons. La recensione della storia breve su Diario di Rorschach

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Mogo non socializza ( Mogo Doesn’t Socialize) – La copertina del fumetto

Nel mondo dei fumetti accade spesso che alcuni autori di grido vengano chiamati a risollevare le sorti di uno specfico personaggio caduto in rovina.

Questa strategia, spesso dettata dalla disperazione, ha portato ad esiti differenti con la nascita di vere e proprie graphic novel o semplicemente brevi archi narrativi passati alla storia per la loro particolarità.

Uno dei protagonisti di quest’ultima categoria è l’insospettabile Alan Moore, che con il suo tocco geniale ha permesso a diversi supereroi di vivere una nuova entusiasmante stagione.

Siamo nel 1985 ed il mago di Northampton è alle prese con la seconda serie di Swamp Thing e il Superman di Che cosa è successo all’Uomo del Domani?Per l’uomo che aveva tutto (appartenenti entrambi al genere precedentemente citato).

Ad accompagnare le fatiche in questione dell’autore britannico si aggiunge nello stesso anno anche un nuovo progetto molto intrigante che coinvolge una delle figure più amate dagli appassionati: Lanterna Verde.

A Moore vengono commissionati alcuni numeri della serie e, come accade quando si affida un progetto ad una mente geniale come la sua, il prodotto è realmente al di sopra di qualsiasi aspettativa.

Fra le diverse avventure generate dall’immaginazione del creatore di V per Vendetta, Mogo non socializza ( Mogo Doesn’t Socialize) rappresenta una delle più interessanti sotto molti punti di vista.

Alan Moore

Realizzata con l’aiuto di Dave Gibbons ai disegni – autore con Moore anche del capolavoro Watchmen fra il 1986 ed il 1987Mogo non socializza ( Mogo Doesn’t Socialize) è una storia breve (6 pagine in tutto) che da un lato stravolge il punto di vista sui guardiani intergalattici e dall’altro fa emergere quell’aspetto ironico del fumetto che da sempre ha caratterizzato le scrisce quotidiane di primi comics.

Mogo non socializza ( Mogo Doesn’t Socialize) è la storia di questa particolare Lanterna Verde narrata dall’istruttore Tomar Re alla sua allieva Arisia.

L’impossibilità di socializzare di questo membro del corpo non è dovuta solamente al regolamento che impedisce – almeno all’inizio – di avere rapporti fra Lanterne ma anche per un problema leggermente più grande.

La particolarità di questo numero autoconclusivo di Alan Moore risiede proprio nella sua brevità che consente di far emergere tutte le potenzialità di un talento come quello del mago di Northampton.

Ciò che appare chiaro in maniera immediata è l’assenza dei classici protagonisti del fumetto (Alan Scott e Hal Jordan) a favore dell’intero corpo e dello sconosciuto Mogo.

A questo dato, non di secondaria importanza, si ricollega anche il tono scherzoso che il fumettista inserisce nella narrazione, dove sembra proseguire l’omaggio alla Golden Age (come accaduto con Superman) ed a tutto il mondo dei fumetti.

Difatti, oltre alle già citate tavole giornaliere sui quotidiani, ad evidenziare i due punti ci sono i fantastici disegni di Gibbons che in pieno stile retrò interpretano al meglio il Moore pensiero.

A questi, infine, si aggiunge la semplicità della mini storia in cui cercando di presentare nella maniera più lineare possibile l’infinito universo delle Lanterne Verdi, si accompagna il lettore un passo alla volta verso un’evoluzione di questo nuovo arco narrativo creato dall’autore britannico.

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