Arsène Wenger, dalla Francia con furore

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Su Diario di Rorschach rendiamo omaggio ad Arsène Wenger, il coach simbolo dell’Arsenal che negli ultimi ventidue anni ha guidato la squadra più famosa di Londra


La carriera di calciatore di Arsène Wenger non lasciava presagire nulla di buono. Viene ricordato con molta, molta fatica dai sostenitori dello Strasburgo che tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta lo videro transitare nella società calcistica francese. Nemmeno lo stesso Wenger crede molto al mondo del pallone, tant’è che si laurea in Economia nel 1974. Nonostante questo nel 1981 – anno in cui Wenger si ritira dal calcio giocato – ottiene il patentino da allenatore, iniziando la sua esperienza proprio con il settore giovanile dello Strasburgo.

La carriera di Wenger come coach – dopo l’esperienza infruttuose al Nancy – ha un notevole cambio quando nel 1987 viene ingaggiato sulla panchina del Monaco.
L’esperienza sulla panchina della squadra del Principato di Monaco dura ben sette anni ed è ricca di vittorie e soddisfazioni. In quegli anni scopre un giovane calciatore liberiano di nome George Weah che passerà nel 1992 al Paris Saint-Germain e poi al Milan. Weah è solo il primo di una lunga serie di scommesse vinte dall’allenatore francese.

Con il Monaco Wenger vince un campionato francese e una Coppa di Francia grazie ai gol di Weah. Wenger non è un giramondo, vorrebbe restare a lungo al Monaco – rifiuta diverse offerte – ma agli inizi del campionato 1994/1995 viene esonerato dopo l’avvio incerto della squadra in campionato. Wenger si prende una pausa dal calcio europeo, emigra in Giappone dove allena per una sola stagione il Nagoya Grampus. In Giappone vince la Coppa dell’Imperatore e si piazza secondo nella J League.

Il 1° ottobre 1996 Arsène Wenger è ufficialmente il nuovo allenatore dell’Arsenal. Il primo a non avere origini britanniche. Uno sconosciuto, praticamente. Wenger modella la squadra a sua immagine e somiglianza. Il francese inizia un’autentica rivoluzione, portando con sé nuove logiche: controllo sull’alimentazione, nuove metodiche di allenamento, pugno di ferro in guanto di velluto con i giocatori,  gestione personalizzata dei trasferimenti, contatto continuo con quello che è il suo bacino di riferimento, l’Accademia Federale Francese di Clairefontaine. Caldeggia l’acquisto di un giocatore francese giovanissimo del Milan, di cui si parla un gran bene. E’ Patrick Vieira, uno dei giocatori-simbolo dell’era Wenger.

La stagione 1997/1998 trasforma l’Arsenal in una potenza calcistica. L‘Arsenal realizza il double, vincendo sia la Premier League che la FA Cup. Si tratta del secondo double nella storia della società, arrivato a conclusione di un’annata epica. In campionato l’Arsenal rimonta ben dodici punti dalla vetta della classifica e riesce ad assicurarsi il titolo con due giornate di anticipo.
E’ l’Arsenal degli imbattibili, quello di Tony Adams, Nigel Winterburn, Lee Dixon e Martin Keown in difesa. I centrocampisti richiesti da Wenger – Patrick Vieira, Emmanuel Petit e Marc Overmars – si confermano tutti fondamentali per la conquista del titolo e l’attacco conta sul diciannovenne francese Nicolas Anelka e sull’esperto olandese Dennis Bergkamp.
Tra i pali David Seaman, capitano e simbolo dell’Arsenal. La squadra di Londra è la squadra del nuovo millennio. Tantissimi i giocatori europei – molti sono proprio francesi – che lavorano con Wenger. 

Le stagioni seguenti non sono così positive, e l’Arsenal si conferma come eterna seconda. Nel 1998/1999 perde il titolo a beneficio del Manchester United degli imbattibili per un solo punto e viene estromesso dalla FA Cup dallo stesso Manchester United in semifinale.
Nel 1999/2000 viene sconfitto nella finale della Coppa UEFA dal Galatasaray dopo i calci di rigore e nel 2000/2001 viene battuto dal Liverpool per 2-1 nella finale della FA Cup.
Wenger rifonda la squadra con nuovi giocatori. Arrivano Sol Campbell dal Tottenham Hotspur, Fredrik Ljungberg, Thierry Henry e Robert Pirès dall’Olympique Marsiglia.
Thierry Henry viene da una stagione quasi disastrosa alla Juventus. Prima ancora giocava nel Monaco, squadra che Wenger conosce assai bene avendolo allenato qualche anno prima. Henry sostituisce un altro francese, Nicolas Anelka trasferitosi al Real Madrid.

I nuovi acquisti necessitano di un periodo di adattamento, ma assicurano la conquista del secondo double dell’era Wenger, nella stagione 2001/2002. Il momento topico dell’annata è sicuramente la penultima partita del campionato contro gli storici rivali del Manchester United di Alex Ferguson.
Il match si conclude con una vittoria per 1-0 firmata da Sylvain Wiltord – ennesimo giocatore francese dei Gunners – che premia la squadra di Londra. Si tratta del terzo double nella storia dell’Arsenal.

Nel 2002/2003, dopo un buon inizio di stagione, nel finale di campionato è lo United ad avere la meglio. La formazione di Wenger riesce a riscattarsi con il trionfo in Coppa d’Inghilterra.

Nella stagione 2003/2004 l’Arsenal di Wenger consegue un risultato storico da manuale del calcio. Vince la Premier League senza perdere una partita, prima squadra di massima serie a riuscire nell’impresa dopo il Preston North End nel 1888/1889. Un anno prima Wenger era stato oggetto di derisioni per aver dichiarato che l’Arsenal avrebbe potuto terminare una stagione senza essere battuto.

L'Arsenal 2003/2004. La squadra degli Invincibili.
L’Arsenal 2003/2004. La squadra degli Invincibili.

Con la vittoria di un’altra FA Cup nel 2004/2005 Wenger diventa l’allenatore con più trofei vinti alla guida dell’Arsenal. Ben tre titoli di Premier League e addirittura quattro FA Cup. La Champions League continua a sfuggirgli. Wenger arriva vicino al traguardo quando l’Arsenal raggiunge la sua prima finale di Champions nell’edizione del 2005/2006. Ma i Gunners vengono sconfitti in rimonta dal Barcellona di Puyol, Eto’o e Ronaldinho per 2-1 allo Stade de France di Saint-Denis con l’Arsenal costretto a giocare per quasi tutta la gara in inferiorità numerica, complice l’espulsione del portiere Jens Lehmann – che aveva preso il posto di David Seaman, ritiratosi la stagione precedente – al diciottesimo minuto del primo tempo.

Dalla stagione 2005/2006 alla stagione 2012/2013 Wenger non riesce a vincere alcun trofeo. Questo, per i Gunners, viene ricordato come il periodo meno vincente dell’era Wenger.
I tifosi sostengono Wenger, giudicato giustamente un simbolo della squadra londinese, ma l’assenza di trofei – e campagne acquisti non proprio esaltanti – fanno diminuire l’appeal dei Gunners. Intanto, 
il 22 marzo 2014 il francese taglia il traguardo delle mille partite alla guida dell’Arsenal, in occasione del match esterno contro il Chelsea. Due mesi dopo Wenger pone fine ad un digiuno di successi durato nove anni guidando l’Arsenal ad una nuova vittoria in FA Cup grazie alla vittoria per 3-2 in finale contro l’Hull City.

Il 30 maggio 2015 Wenger vince la sua sesta FA Cup, la seconda di seguito, battendo in finale l’Aston Villa col risultato di 4-0. Ma non è ancora finita. Due anni dopo Wenger si aggiudica la sua settima FA Cup guidando l’Arsenal alla vittoria in finale per 2-1 sul Chelsea di Antonio Conte appena laureatosi vincitore della Premier League. Diventa l’allenatore che ha vinto più volte il trofeo. Il 6 agosto 2017 vince nuovamente la Community Shield battendo ai calci di rigore il Chelsea (4-1) dopo l’1-1 dei novanta minuti regolamentari.
Il 28 dicembre in occasione di Crystal Palace-Arsenal 2-3 raggiunge il rivale Alex Ferguson a quota 810 partite in Premier League superandolo tre giorni dopo con l’1-1 contro il West Bromwich.

La stagione 2017/2018 viene ricordata come quella delle contestazioni. L’Arsenal veleggia al sesto posto del campionato e viene eliminato in semifinale di Europa League dall’Atletico Madrid di Simeone. Sui social aumentano gli hastagh #WengerOut quasi a sancire la fine di un’era calcistica. E infatti è così. Ad aprile di quest’anno Wenger annuncia che quella in corso sarà la sua ultima stagione sulla panchina dei Gunners.

Arséne Wenger ha giocato parecchie scommesse. Molte le ha vinte – pensate a Vieira, Overmars, Henry, Pires – e ha dimostrato coi numeri di poter essere un allenatore speciale. Alla guida dell’Arsenal ha vinto qualcosa come tre Premier League, sette FA Cup e sette Community Shield. Non sappiamo ancora quanto Wenger resterà fermo, quel che è certo è che Londra, nelle prossime settimane, sarà un po’ meno francese, un po’ meno antipatica e un po’ meno vincente.

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