Laura, il capolavoro noir di Otto Preminger

Laura

Laura di Otto Preminger è uno dei film-chiave per capire Twin Peaks e David Lynch. La nostra recensione su Diario di Rorschach


Laura, conosciuto in Italia col nome bislacco di Vertigine è un film del 1944 diretto e prodotto da Otto Preminger. Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di questo film per un semplice motivo. Ha influenzato parecchio Twin Peaks, per ammissione dello stesso David Lynch. In effetti il film ha più di qualcosa in comune con la serie tv scritta da David Lynch e Mark Frost.

Laura è un noir dal taglio europeo – Otto Preminger era austriaco, adottato da Hollywood – in piena regola e racconta la morte di Laura, una giovane e bellissima direttrice pubblicitaria trovata col volto deturpato dopo essere stata colpita in faccia con due colpi di fucile. L’ispettore di Polizia Mark McPherson indaga sul suo passato – vi ricorda qualcuno? Sì proprio l’agente Dale Cooper con lo stesso identico impermeabile – e scopre alcuni aspetti della sua vita.
In primis
l’amicizia col giornalista Waldo Lydecker, una sorta di padre putativo segretamente innamorato di lei. Molto più grande di lei, Waldo nutre amore e protezione nei confronti di Laura, ma non è il solo. Mark interroga anche il suo fidanzato Shelby Carpenter – interpretato da un giovanissimo Vincent Price – col quale Laura avrebbe dovuta sposarsi qualche giorno dopo.

Anche questa Laura, come la Laura di Twin Peaks, ha un diario segreto. Anche Laura ha un’immagine rappresentativa che nel film è un quadro, mentre in Twin Peaks era una fotografia. L’agente Mark scava sulla sua vita e se ne innamora. La presenza di Laura la rende viva, presente, proprio come accade nella serie tv. L’amore diventa ossessione, l’agente si chiude a casa di Laura – una magnetica Gene Tierney – per leggere il suo diario e per conoscerla meglio e ammirare il suo quadro e la sua bellezza eternamente impressa sulla cornice. Succede però qualcosa. Mark si addormenta a casa di Laura e a un certo momento lei compare. In realtà non è stata uccisa, ma la vittima dell’omicidio è Diane – vi ricorda qualcosa? anzi qualcuno? – una modella dell’agenzia pubblicitaria che quella sera era a casa di Laura a cena con Shelby.


Laura, Mark McPherson alla prese con il quadro di Laura
Laura, Mark McPherson alla prese con il quadro di Laura

Diane era innamorata di Shelby e lui ha voluto organizzare una cena a casa di Laura – che nel frattempo si era ritirata per qualche giorno nella sua casa in campagna per riflettere sul suo matrimonio futuro, indecisa sul da farsi – per dirle che voleva Laura. La cena si interrompe quando qualcuno bussa alla porta, Shelby si nasconde per non farsi trovare con Diane e alimentare falsi pettegolezzi, Diane apre la porta e qualcuno le spara in viso, rendendola irriconoscibile.

Tutti credono che Laura sia morta. In realtà non è così. Le indagini di McPherson continueranno fino a trovare il vero colpevole.

Gli elementi sui quali riflettere sono diversi. Un’ipotesi, molto affascinante, è che in realtà Laura sia morta e quello che vediamo dopo la sua apparizione sia un Sogno. Ricapitoliamo. Mark è a casa di Laura, accanto al suo quadro, si addormenta e inizia a sognare. Innamoratosi di Laura sogna che non sia mai morta. Sogna di salvarle la vita e infine di sposarla. Nel 1944 rendere un film così complesso non era facile. Non ci sono prove tangibili che quanto scritto sia vero. E’ solo l’impressione di chi scrive.

Quel che è certo, al di là delle possibili interpretazioni, è che il film è un piccolo capolavoro, una pietra miliare del genere noir che merita di essere visto, specie da fan della serie tv.

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