Annihilation – Annientamento, la recensione

Annihilation

Su Diario di Rorschach parliamo di uno dei film più discussi degli ultimi giorni, Annihilation (Annientamento) uscito su Netflix il 12 marzo


Sono giorni di polemiche cinematografiche che infuriano in rete. Dal 12 marzo Netflix ha reso disponibile Annihilation, tradotto con Annientamento, film che ha letteralmente spaccato in due la critica, incerta se etichettare il film come capolavoro o come bluff colossale. Noi ci limiteremo a dire la nostra.
Partiamo da un prologo necessario: Annihilation non era stato pensato per essere distributo su Netflix. O almeno non subito. Nel 2013 la Paramount Pictures e la Scott Rudin Productions acquistano i diritti del romanzo Annihilation di Jeff VanderMeer. L’anno successivo Alex Garland – scrittore di The Beach e Black Dog, sceneggiatore e regista di quel piccolo gioiello di nome Ex Machina – viene scelto per dirigere e sceneggiare il film.


La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 23 febbraio 2018. Nel gennaio 2018 la case di produzione del film, Paramount Pictures e Skydance, hanno stretto un accordo con Netflix: l’accordo prevede che la pellicola sia distribuita al cinema solo in tre nazioni, mentre nel resto del mondo – ovvero in Europa – arriverà direttamente sulla piattaforma Netflix precisamente il 12 marzo.

Ora la trama: siamo in un futuro non meglio definito, un gruppo di soldati tra i quali Kane (Oscar Isaac, protagonista di Ex Machina) viene inviato nella zona disastrata dell’Area X, senza fare ritorno. L’Area X è una piccola zona paludosa degli Stati Uniti che viene investita – dopo che un meteorite si era schiantato al suolo causando un violento shimmer, bagliore – da una serie di fenomeni strani, come una sorta di barriera arcobaleno che isola l’area. L’unico sopravvissuto è proprio Kane il quale, gravemente malato, torna a casa da sua moglie, la biologa ed ex marine Lena (Natalie Portman). Nel tentativo di salvarlo Lena si avventura nell’Area X per scoprire cosa è accaduto e quali terribili segreti si celano nella misteriosa zona aliena del bagliore.

Lena viene aiutata da un gruppo di donne guidata dalla psicologia Ventress (Jennifer Jason Leigh) dal paramedico Anya (Gina Rodriguez), dal fisico Josie (Tessa Thompson) e dal geologo Cass (Tuva Novotny). I personaggi femminili che entrano nel Bagliore con Lena stanno attraversando profondi traumi personali. Tra di loro c’è un matrimonio fallito, un bambino morto, un cancro in estensione e una battaglia contro tendenze suicide. La scoperta dell’Area X è la scoperta di un mondo nuovo, dove le cellule si combinano tra loro creando bizzarre forme di vita, tra i quali fiori diversissimi tra loro e animali ancora più affascinanti e pericolosi, come un coccodrillo con denti da squalo.


L’Area X è un mondo incontaminato, ma pieno di pericoli. Un piccolo universo vergine, affascinante, oscuro. La storia di Annihilation è la storia di una scoperta, ma anche una storia fantascientifica. E’ un film che mostra una buona dose di suspence, horror e persino scene splatter. Il fascino delle scenografie e delle ambientazioni va di pari passo con una struttura narrativa interessante, per quanto più imprevedibile e sorprendente a inizio film, con sbalzi temporali e flashback.
Parte lento, raccontando la storia di Lena e della vana attesa di Kane. Poi il film cresce, scena dopo scena.


Annihilation, una scena che cita Alien
Annihilation, una scena che cita Alien

Alex Garland si conferma un regista capace di saper dosare diversi generi e tenerli ben stretti tra loro. La storia di Annihilation è una storia che parla tanto di scienza – le cellule e il loro scopo nella creazione dell’Universo – quanto di psicologia, o di filosofia. Di Natura e di Uomo. Annihilation è un film sfaccettato dove le donne sono le protagoniste assolute di tutta la vicenda. Com’era già accaduto in Ex Machina, dove la protagonista era Ava, un androide.
Garland non si limita a raccontare una storia, ma riesce nell’impresa di fare suo il romanzo di Jeff VanderMeer e di contaminarlo con citazioni di altri film fantascientifici come Alien (l’incontro con un mostro) Solaris, Stalker, 2001 A Space Odissey (per la parte finale, quasi psichedelica) ma anche Blade Runner o Arrival (per il rapporto tra la Scienza e la Donna).

Quello che manca al film – e che è stato oggetto di pesanti critiche – è la mancanza di effetti speciali un tantino adeguati. Un film così importante è stato troppo sottovalutato anche dalla stessa Paramount che non ha creduto fino in fondo a un lungometraggio comunque molto interessante. Viene da chiedersi se il numero di spettatori sarebbe stato uguale se il film fosse stato distribuito solo al Cinema, ma è ovvio che non sarebbe andata così.
Netflix ha colto la palla al balzo e ha regalato agli spettatori sicuramente un film notevole, che lascia più di qualche domanda dopo una prima visione.
Un film che alza l’asticella dei prodotti Netflix, guardatelo, ne vale davvero la pena.

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