Undertow, l’esordio dei TOOL

Undertow, TOOL

Scongiuri a parte, il 2018 potrebbe (dovrebbe?) essere l’anno del nuovo, atteso disco dei TOOL. Nell’attesa ripassiamo i vecchi dischi della band californiana, partendo dagli esordi


1982: James Herbert Keenan è un giovane marine che gira l’America. Appassionato di wrestling, armi e musica, Keenan non ama stare fermo. Ha diverse passioni e negli anni si è avvicinato in maniera quasi incontrollabile per il mondo dell’arte, tant’è che lascia la carriera militare per spostarsi definitivamente in quel di Los Angeles con il sogno di diventare un artista a tutti gli effetti. Qui stringe una forte amicizia con Gillian Anderson (che diverrà dieci anni dopo la famosissima Scully in The X-Files) e entra in contatto col circuito musicale alternativo della città.

Nel 1985 fonda i TexAns che hanno vita brevissima. L’anno successivo nascono i Children of the Anachronistic Dynasty ma la storia del gruppo dura pochissimo. Keenan verso la fine degli anni Ottanta fa la conoscenza di un giovane chitarrista, Adam Jones. Definire Jones semplicemente un chitarrista è quantomeno offensivo. Per mantenersi Jones lavora nel mondo del Cinema, designer di effetti cinematografici per film come Terminator 2 o Jurassic Park. I due decidono di dare vita a un gruppo musicale.

Adam Jones chiede consigli a un suo vecchio compagno di classe, Tom Morello, che sta creando i Rage Against The Machine. Morello presenta il mastodontico Danny Carey ai due. Carey ha un fisico da giocatore di basket – ha anche avuto diverse offerte da numerose squadre ma ha sempre rifiutato – e una passione smisurata per la batteria. Ci si dedica anima e corpo con un solo obiettivo: migliorare.

Chiude la formazione Paul D’amour, bassista appassionato di Cinema. I quattro scelgono il nome TOOL probabilmente per la carriera militare di Keenan (TOOL è colui che abbandona i compagni in guerra). I TOOL nascono ufficialmente nel 1990. L’anno successivo inizia a girare nel circuito underground di Los Angeles il demo 72826 che attira le attenzioni della Zoo Entertainment. Nel 1992 esce l’EP Opiate che presenta un sound aggressivo anche se ancora molto sfuocato: è l’inizio dell’avventura musicale del quartetto losangelino che dopo la pubblicazione di Opiate parte in tour proprio con i Rage Against The Machine.

Il 6 aprile 1993 esce Undertow il disco d’esordio dei TOOL. Undertow è un disco influenzato tanto dal metal quanto dal grunge. Alla sua uscita il disco viene schiacciato dai dischi dei gruppi dell’epoca – Pearl Jam, Soundgarden, Nirvana – e anche da gruppi metal. Circoscrivere il disco a una sola categoria diventa difficile. Si passa dall’aggressiva Intolerance alla celebre Sober, passando per la meccanica  o per Prison Sex.
Bottom e Disgustipated, poi, sono brani praticamente industrial. 

L’atmosfera del disco è opprimente e oscura, grazie ai testi di Keenan che racconta di droga e abusi sessuali, schierandosi apertamente contro ogni forma di religione.

L’amalgama tra i musicisti è quasi perfetto. Danny Carey dimostra tutto il suo talento nei primi minuti di Flood, mentre il basso di Sober diventa qualcosa di difficile da dimenticare. 
Discorso a parte per Adam Jones, un chitarrista che ama pennellare i brani dei TOOL con suoni oscuri, riff magmatici e la quasi assenza di assoli.
Jones si occupa anche della creazione dei videoclip dei TOOL, curandone la grafica e offrendo un ulteriore arricchimento a livello esperienziale.


Adam Jones si occuperà anche degli effetti speciali per quello che riguarda i tour del TOOL, tour che proseguirà fino al 1995. Nel 1993 il celebre Bill Hicks aprirà un loro concerto, diventando amico della band. Sempre nello stesso anno i TOOL si esibiscono al Scientology’s Celebrity’s Centre, apparentemente senza sapere che quello era un luogo di culto. Appena se ne rese conto Maynard, critico per le eccessive spese pagate dai seguaci di Ron Hubbard per essere devoti alla sua Chiesa, cominciò a belare anziché cantare, imitando il verso della pecora.

Undertow ancora oggi è un disco difficile da definire, un po’ come tutta la carriera dei TOOL, ma rimane un affresco perfetto dell’unione di punk, rock, metal contaminato anche dall’amore per la psichedelia degli anni Settanta. Un discorso che verrà affrontato nei lavori successivi. 

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