Né qui né altrove (una notte a Bari), la riscoperta di una città e di un’amicizia

Né qui né altrove (una notte a Bari), la vita di tre amici nelle storie del capoluogo pugliese. La recensione del romanzo di Gianrico Carofiglio su Diario di Rorschach

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Né qui né altrove (una notte a Bari) – La copertina del romanzo

Una città, tre amici e un viaggio da percorrere nel tempo.

Questi tre elementi, immersi in una calda notte del sud Italia, uniti all’estro letterario di Gianrico Carofiglio rappresentano la base di Né qui né altrove (una notte a Bari),  romanzo del 2008 edito Laterza.

Il lavoro, che si discosta dai classici noir dell’autore, ha nella riscoperta  il presupposto di una storia che si intreccia fra presente e passato attraverso le strade di un luogo incantato come Bari.

In Né qui né altrove (una notte a Bari), infatti, la città e l’amicizia sono gli elementi portanti di una narrazione che rimette in gioco gli standard del romanzo.

La trama narra l’incontro, dopo vent’anni, di tre amici che dopo aver trascorso una serata per le strade della propria città natale ripercorrono le tappe di una vita passata troppo in fretta in una città mai del tutto conosciuta.

Il peregrinare fra le vie del capoluogo pugliese porta, inevitabilmente, a diverse riflessioni su ciò che era e ciò che è la realtà ma soprattutto ad una messa in discussione, amicizia in primis, di tutto ciò che sono i legami fra i protagonisti e la città in questione.

Con Né qui né altrove (una notte a Bari), Carofiglio riesce – attraverso una serie di espedienti letterari – a vincere una vera e propria scommessa grazie a diversi elementi che rendono lo scritto una gradevole lettura.

Gianrico Carofiglio

In primo luogo, grazie ai continui flashback presenti ad ogni tappa effettuata, il romanzo tende a marcare una linea sottile fra il passato del luogo e la vita di ogni singolo personaggio coinvolto che viene inevitabilmente influenzata da esperienze personali.

Grazie a questo, che permette una descrizione indiretta del carattere dei tre amici, l’autore pone in essere un parallelismo – tra vita dei personaggi e storia della città – che da un lato sembra quasi invitare a rallentare i ritmi di una vita frenetica e dall’altro a riassaporare tutto ciò che in passato si è solo distrattamente accarezzato.

Al messaggio, inoltre, si lega il tema dell’amicizia che, seppur messa in secondo piano per buona parte del libro, riemerge prepotentemente nel finale come un invito a tornare all’umanità delle persone – dettato dalle rivelazioni fatte durante il tour notturno – e alla semplicità dei rapporti fra gli individui.

Infine, la scrittura semplice e scorrevole di Né qui né altrove (una notte a Bari) – in cui spesso si ritrovano temini dialettali che riportano facilmente la mente dei più alla propria infanzia – e il ritmo (che parte dalla città, per passare alle esperienze di vita e finire all’amicizia) scandito nelle varie fasi della narrazione rendono il romanzo leggero ed ancor più gradevole per una lettura appassionata e tutta d’un fiato.

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