Get Out – Scappa. La nostra recensione

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Get Out – Scappa è un film importante non solo per il Cinema horror ma anche per la nostra coscienza politica. La recensione di Diario di Rorschach


La storia del Cinema horror è fatta di film grandiosi – alcuni sono diventati delle vere e proprie pietre miliari del Cinema come ad esempio Shining di Stanley Kubrick o The Exorcist di William Friedkin – ma anche di clamorosi flop. Nel corso degli anni il Cinema horror ha sposato una certa verve politica soprattutto grazie al talento di George Romero e del suo Night of The Living Dead (La Notte dei Morti Viventi). O grazie a John Carpenter e alla sua filmografia.

Get Out (Scappa) è un film che parte dal genere horror per affrontare svariati argomenti. Non siamo davanti al classico film di terrore. Siamo davanti a qualcosa di molto più sfumato e interessante.

Protagonista della storia è Chris – interpretato da Daniel Kaluuya già visto in una puntata di Black Mirror – la 01×02 15 Millions Merits – giovane fotografo di colore che viene presentato ai genitori della sua ragazza Rose (Allison Williams). Le preoccupazioni legittime di Chris riguardano il fatto che Rose è bianca e Chris teme imbarazzo o razzismo da parte dei genitori (prima citazione: Guess Who’s Coming to Dinner – Indovina Chi Viene a Cena, ma il film ne conta innumerevoli).


La storia cambia vorticosamente quando la coppia arriva nella villa dei genitori lei. Genitori che sfoderano i più comuni – o ovvi – cliché sul razzismo.
Il padre (Bradley Whitford) è un dottore che avrebbe votato Obama una terza volta se avesse potuto. La madre (Catherine Keener) è una brillante ipnoterapista.
Non sono razzisti ma hanno servitù di colore e continuano a provocare – in maniera delicata ma non così leggera – il giovane Chris con battute e riferimenti alla razza nera e alla schiavitù a colpi di Bingo.

Letto così il film ha poco e niente di horrorifico. Get Out è infatti un film satirico, provocatorio. Velatamente comico in alcuni aspetti.


Get Out, i protagonisti del film
Get Out, i protagonisti del film

L’aspetto più splatter del film viene fuori nella seconda parte quando Chris fa clamorose scoperte sulla famiglia della sua Rose. Get Out non è solo un film horror, abbiamo detto. E’ una critica alla famiglia americana, al razzismo, alle barriere. I momenti comici – su tutti le battute sul colore della pelle di Chris o i momenti con Rod l’amico del protagonista, spassosissimo – si bilanciano perfettamente con momenti di puro terrore e quello che ne viene fuori è un film equilibrato e geniale. 

Un film che gioca con i luoghi comuni non solo del razzismo ma anche della cinematografia horror. Un lungometraggio affidato alla gradevole regia di Jordan Peele al suo esordio da regista. 

Peele nasce come comico e imitatore, famose quelle di Barack Obama, Tracy Morgan e Forest Whitaker. Peele ha spiegato di aver scritto la sceneggiatura del film diversi anni fa, durante il primo mandato di Obama. Ha anche detto che per lui non c’è gran differenza tra commedia e horror, perché in entrambi i casi si tratta di saper usare i giusti tempi, saper scegliere quando svelare cosa

 Il film ha ottenuto due candidature ai prossimi Oscar: miglior film e miglior attore protagonista a Daniel Kaluuya. 

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