The Tick (stagione 1), la serie Amazon che rompe gli schemi

The Tick (stagione 1), la serie Amazon sull’antieroe dei fumetti. La recensione su Diario di Rorschach

</>


The Tick

Da anni si è consolidato uno schema preciso nelle Serie TV che contempla tempi e temi specifici affinchè il prodotto riesca a farsi strada nella giungla degli sceneggiati.

Lo scorso anno, però, con una mossa quasi a sorpresa è stato lanciato un progetto totalmente al di fuori degli schemi, tanto da catturare una buona fetta di appassionati: The Tick.

La serie Amazon (con puntata pilota nell’agosto 2016 e successive cinque puntate fra ottobre e novembre 2017) – distribuita con Prime – infatti riscrive tutte le regole delle Serie TV, partendo dall’antieroe per eccellenza.

The Tick – la cui storia è più unica che rara, essendo nato nel 1986 come mascotte di uno store nel New England da un’idea di Ben Edlund (ideatore anche della serie) – rappresenta perfettamente la descostruzione dei canoni classici e la ricostruzione degli stessi attorno ad una nuova prospettiva.

The Tick – Arthur e il supereroe nella puntata pilota

In primo luogo, a differenza delle innumerevoli stagioni sul mondo dei fumetti, la prima (composta di sei puntate da 23 minuti circa) di questo particolare vigilante è quasi un verso ai più famosi colleghi mascherati.

Tick non ricorda nulla della sua vita se non quello di essere un supereroe in tuta blu, il cui unico scopo è quello di difendere la città dai cattivi.

A questo modo di fare – pienamente in stile Golden Age – si affianca il suo modo di essere supereroe: lui non si è mai posto la domanda sul perchè porta un costume blu da zecca e perchè ha quei superpoteri, ma si limita a pensare che è Tick e basta.

A ciò, inoltre, si aggiunge anche quello stile alla Adam West di altri tempi che da un lato tende ad evidenziare l’integrità dell’uomo senza macchia – anche se più ingenuo di un bambino di 5 anni – e dall’altro l’attitudine ad incitare il prossimo (Arthur, il suo aiutante, su tutti).

Facendo riferimento ad un secondo aspetto, invece, si nota che andando in deroga alle consuete puntate di 50 – 60 minuti circa, si decide di puntare sul vecchio stile del mordi e fuggi contando di far godere tutta d’un fiato l’intera serie (3 ore circa in tutto).

Questo espediente, che riporta in un certo senso agli anni ’90, riesce tanto a dettare i ritmi delle singole stagioni – distribuendo colpi di scena e puntando su un crescendo fino all’ultima puntata (che preannuncia la seconda stagione) –  quanto a porre una base per l’intera serie su una storia leggera e dal tono comico.

Proprio gli ultimi due elementi chiudono le osservazioni (secondo noi) degne di evidenza.

The Tick – con la seconda stagione pronta per febbraio – , in qualità di antieroe per eccellenza, è tutto ciò che un supereroe deve e non deve essere e questo rende la serie divertente e allo stesso tempo gobile grazie alla storia costruita.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *