Songs Of Experience degli U2 è il disco che aspettavamo da vent’anni

Songs Of Experience

Il nuovo album della band irlandese riesce dove altri dischi avevano fallito. Ve lo raccontiamo con la nostra recensione


Nel video di Sweetest Thing del 1998 si vedeva Bono Vox che provava in ogni modo a farsi perdonare dalla moglie Ali. Aveva dimenticato il suo compleanno. La canzone – e il relativo video – è una lettera di scuse nei confronti della moglie. Vent’anni e diversi dischi dopo – alcuni passabili, altri dimenticabili – Bono Vox è ripartito dal rapporto con la moglie per scrivere il nuovo album degli U2.
I testi di Songs Of Experience sono molto personali, molto vicini al vissuto reale di Bono Vox. Niente ruffianerie, niente finti buonisti, questa volta si fa sul serio.
Una serie di eventi – un incidente avuto nel 2014, gli attentati politici in Europa, l’elezione di Trump negli USA – hanno particolarmente segnato il leader degli U2.
Quello che fa in Songs Of Experience è scrivere lettere immaginare alla moglie, ai figli, a sé stesso.


Ne viene fuori un ritratto umano di un padre di famiglia, di un marito, estremamente preoccupato per come stanno andando le cose. 

Musicalmente – e filosoficamente – l’approccio della band è assai vicino a quello del bistrattato No Line On The Horizon ovvero quello di portare nuove formule sonore alla forma-canzone classica. Non stupitevi di ascoltare un tappeto elettronico che apre il disco con Love Is All We Have Left e che sembra citare Bon Iver e i Daft Punk.
Uno dei pezzi più coraggiosi degli U2 da Pop a oggi.


Per chi ama gli U2 più ordinari ci sono Red Flag Day che ci prende per mano e ci porta dritti al 1983 o The Little Things That Give You Away dove Bono Vox confessa tutte le sue paure.
Sometimes/I can’t believe my existence/See myself on a distance/I can’t get back inside/Sometimes/The air is so anxious/All my tasks are so thankless/And all of my innocence has died/Sometimes/I wake at four in the morning/Where all the doubt is swarming/
And it covers me in fear.
Uno dei pezzi migliori scritti dagli U2 da molto, molto tempo.
Bono Vox guarda il mondo andare a rotoli attraverso i suoi occhiali, si rende conto che ha provato a cambiare le cose, ma niente è cambiato.


Ancora, con The Showman Bono ci racconta di sé stesso e del suo rapporto con il palco.
The showman gives you front row to his heart/ 
The showman prays his heartache will chart/Making a spectacle of falling apart/Is just the start of the show.
Summer Of Love
è ipnotica nella sua semplicità, con un finale orientaleggiante che impreziosisce il pezzo. Lights Of Home e Get Out Of Your Own Way sono brani lavorati talmente bene da far passare come buona persino la ruffiana You’re The Best Thing About Me, primo singolo estratto e brano più skippabile del lotto.

American Soul – assieme a Landlady, Red Flag Day e The Blackout – è uno dei pezzi più rock dell’LP. Anticipato dalla voce del rapper Kendrick Lamar, è il brano più politico del disco. Bono Vox veste i panni di un immigrato nella terra a stelle e strisce.


La sensazione, dopo svariati ascolti, è che Songs Of Experience funzioni. La tracklist è stata studiata con maggiore attenzione – anche se l’esclusione dalla scaletta finale del disco di Book Of Your Heart grida vendetta – e anche l’intero disco suona meglio. Molto meglio del precedente. A differenza del precedente LP che conteneva un lato A praticamente tutto da buttare, questa volta i brani da skip si riducono veramente all’osso.
Anche The Edge, Larry Mullen e Adam Clayton ci mettono del loro. Suonando come raramente avevano fatto nei precedenti dischi. Si sente che questa volta anche loro hanno cambiato approccio allo strumento, mettendo da parte i propri marchi di fabbrica – in particolar modo The Edge – per un suono diverso, più maturo. Meno citazionista.

Songs Of Experience è un disco più raffinato. Più umano. Se vogliamo anche più pessimista dei precedenti. Forse quello che serviva agli U2 era riavvicinarsi alla realtà umana, alla fragilità e allontanarsi da ideali più grandi di loro. Missione compiuta, finalmente.

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