Black Mirror è il futuro che ci meritiamo

Black Mirror

Su Diario di Rorschach parliamo di una tra le serie tv più sconvolgenti degli ultimi anni, Black Mirror. Uno sguardo sul futuro.


Il potere della tecnologia e le sue derive sono un’arma a doppio taglio. La nostra è una società in continua evoluzione. Una società che spinge sull’acceleratore per avere tutto e subito. Quel tutto e subito che ormai è diventato il motto del nostro vivere. Black Mirror – serie tv inglese nata nel 2011 dalla mente del geniale Charlie Brooker – ci mostra un’altra realtà. Ci mostra i pericoli delle nostre scelte, anche delle più piccole, e degli inganni che si celano dietro la velocità e lo sviluppo tecnologico.

Ma non è tutto qui. Nelle puntate delle sinora tre stagioni – tre per le prime due stagioni più uno special di Natale, sei nella terza stagione – si toccano argomenti che riguardano la politica. La società. L’economia. L’amore. Persino i videogames. Tutto viene messo in discussione, niente è al sicuro. L’Uomo e i suoi sentimenti sono le vittime del progresso, un progresso che non risparmia nessuno.
L’Uomo di Black Mirror è un uomo cattivo, spesso consapevole di fare del male, ma incapace di staccare il suo vissuto da quello di smartphone o tablet.


La genialità di Black Mirror sta nell’immaginare il futuro – come accade per esempio in 15 Millions Merits una satira sull’intrattenimento o The Entire History Of You che sembra un film fantascientifico che omaggia una certa tensione alla Alfred Hitchcock – ma anche di filosofeggiare sui nostri tempi come in Be Right Back, ragionamento profondo sull’Uomo e il rapporto con i social media.
Non tutto però viene messo in discussione. In particolare un episodio della terza stagione, San Junipero che ha vinto anche due Emmy, mostra una realtà alternativa, un futuro prossimo con una storia a lieto fine nonostante il dramma di fondo.


Black Mirror viene trasmessa a partire dal 2011 sul canale britannico Channel 4. Fin dalla prima stagione, ogni episodio di Black Mirror racconta una storia autoconclusiva, totalmente diversa e scollegata dalle altre. Mediometraggi della durata di un’ora scarsa ciascuno. Già dal primo episodio la serie riceve critiche entusiaste, che ne apprezzava la solidità narrativa e la capacità di parlare di un tema così discusso e già affrontato come le possibili degenerazioni del rapporto tra Uomo e tecnologia in modo non scontato.
Anche il Cinema è rimasto fortemente impressionato dal genere tant’è che negli scorsi anni sono usciti diversi film che sembrano puntate estese di Black Mirror, come Ex Machina o più recentemente The Circle.


Un altro punto a favore di Black Mirror è la varietà di generi che presenta. Black Mirror è un drama, ma ha anche elementi fantascientifici, distopici e molto psicologici. Facile che una serie così ricca di elementi riesca ad attirare un numero notevole di spettatori. Se poi pensiamo che dalla terza stagione i diritti di distribuzione sono stati acquistati da Netflix – che da serie di nicchia ha trasformato Black Mirror in un fenomeno televisivo senza precedenti – allora capite che siamo davanti a un prodotto che merita almeno una visione.

Nelle tre stagioni hanno recitato Jon Hamm – il misterioso Donald Draper di Mad Men – Daniel Kaluuya, Toby Kebbell, Bryce Dallas Howard – che per il suo ruolo in Nosedive si è completamente trasformata – Rory Kinnear, Oona Chaplin.

In attesa della quarta stagione prevista per la fine dell’anno Black Mirror continua ad affascinare e a tenere incollati gli spettatori alla sedia. Mostrando loro il futuro che non vorrebbero mai vedere.

 

 

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