Ghostbusters – Legion: gli acchiappafantasmi e il mondo dei fumetti

Ghostbusters – Legion, l’approdo degli acchiappafantasmi nel mondo dei fumetti. La recensione della mini – serie su Diario di Rorschach

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Ghostbusters – Legion – La copertina del primo numero della mini – serie

Il fenomeno dei Ghostbusters, il gruppo di scienziati che riesce a catturare gli spettri con l’aiuto di strumenti innovativi, esplode in maniera definitiva nel 1984 con l’uscita del film omonimo di Ivan Reitman.

La moda degli acchiappafantasmi rimane intatta per diversi anni – grazie anche alle spettacolari interpretazioni di Dan Aykroyd, Bill Murray, Harold Ramis ed Ernie Hudson – ma fra gli appassionati in molti sentono che manca ancora qualcosa per portare i quattro direttamente nell’Olimpo delle celebrità.

Per colmare questo vuoto, la casa editrice del Quebec 88MPH Studios decide di lanciare un nuovo progetto nel 2004 sul gruppo di nuovi eroi nati dalla mente del duo Aykroyd – Reitman.

Nasce quindi, nel febbraio di quello stesso anno, Ghostbusters – Legion, una mini – serie di quattro numeri basata sulle avventure di Ray, Peter, Egon e Winston collegata sia alla tradizione cinematografica che a quella fumettistica.

Riprendendo il filo della narrazione del primo film, la storia infatti si svolge sei mesi dopo la sconfitta di Gozer, e riproponendo i protagonisti in chiave meno comica e più supereroistica, Ghostbusters – Legion crea una vera e propria tappa intermedia in cui, oltre a collegare maggiormente i fatti delle due pellicole degli anni ottanta, si genera una sorta di continuum temporale fra la nascita e la maturazione del gruppo.

In questo lavoro, che le sceneggiature di Andrew Dubb ed i disegni di Steve Kurt – accompagnati dalle chine di Serge LaPointe e Kevin Senft – “Blond” – riescono a celebrare in maniera perfetta, si tenta da un lato di riportare in auge un fenomeno mai morto in trent’anni di vita, seppur in una chiave di lettura diversa, e dall’altro rendere omaggio tanto al genio degli ideatori quanto ad una generazione cresciuta a pane ed acchiappafantasmi.

LA TRAMA

Ghostbusters – Legion

Sono passati circa sei mesi dalla battaglia contro Gozer ed i Ghostbusters continuano nella loro routine di difensori della terra contro le forze del paranormale.

Rispetto al primo periodo, in cui vengono considerati per lo più dei fuori di testa, la fama è aumentata – come dimostrano i vari gadget presenti e le comparsate in TV del gruppo (fra tutte quelle di Peter Wenkman) – e le loro giornate scorrono veloci tra un intervento e l’altro.

La monotonia delle giornate, che sta distruggendo lo spirito di Ray ed il rapporto tra Peter e Dana, viene bruscamente interrotta dalla cattura di un fantasma che sembra quasi volersi far imprigionare di proposito.

Mentre Egon e Winston avvertono qualcosa di anomalo in quell’ultima cattura, un paziente del manicomio fugge dalla struttura in maniera alquanto strana grazie all’aiuto di liquido ectoplasmico trovato sulla testa degli agenti di sorveglianza e in tutta la cella di detenzione.

Da quel momento in poi, dopo aver scoperto che l’evaso dal manicomio è un loro ex compagno del college impazzito a seguito di un esperimento finito male, le apparizioni di fantasmi atipici continuano tanto da portare Egon e Winston ad indagare direttamente nella cella del fuggiasco.

Qui scoprono un legame diretto tra Mike Driverhaven, il loro ex compagno, e quella serie di ectoplasmi inusuali – diretta conseguenza dell’incidente avvenuto in passato – con una volontà plasmata proprio dall’uomo.

Ray, amico più degli altri di Mike – che ha tentato di ucciderlo, in preda alla pazzia, dopo l’esperimento – , viene rapito dall’ex amico e scopre che quel potere di indirizzare le azioni dei fantasmi è stato dato all’uomo con la promessa di invadere in futuro New York.

Ghostbusters – Legion

La città, quindi, viene invasa da spettri di ogni genere che non solo terrorizzano la città, con l’obiettivo di distruggerla insieme ai Ghostbusters, ma eludono anche le mosse di Peter, Egon e Winston per catturarli.

Ray, dopo essere stato legato con una catena alle codotte dell’acqua in un magazzino, riesce in qualche modo a liberarsi e contattare i tre in balia del caos nella città.

I Ghostbusters riunti comprendono immediatamente che la fonte di tutto è Mike e riescono a bloccare tutti i fantasmi liberati e fermare per sempre, grazie ad un intervento diretto di Ray, l’amico ormai perso nell’oblio.

La serie si chiude con il più classico dei lieto fine che accontenta un pò tutti; Ray, grazie al supporto di Winston, ritrovare l’entusiasmo per il suo lavoro, Egon accetta – dopo mille avance – un invito a cena di Janine e Peter riconquista Dana.

CARATTERISTICHE DEL FUMETTO

Ghostbusters – Legion grazie a semplici elementi può essere considerata una buona operazione di marketing a tutti gli effetti, nonostante il mancato successo internazionale atteso.

Infatti, con il marchio dei quattro acchiappafantasmi come garanzia di popolarità, la mini-serie si pone una serie di obiettivi che permettano al lettore di rievocare il successo del film e contemporaneamente narrare la quotidianità dei protagonisti.

Tutto ciò viene raggiunto non tanto con la storia, intusiasmante ma di per sè ordinaria, ma attraverso la caratterizzazione dei personaggi – che in un certo senso ricorda i supereroi umani di Alan Moore – e il processo di fumettizzazione di un mondo fino a quel momento sconosciuto alla carta stampata.

I due elementi, peculiari dei quattro numeri, consentono, partendo dalla proposta cinematografica del 1984, di modellare totalmente la New York della storia a propria immagine – grazie ad ambientazioni più accattivanti ed una maturazione di ogni singolo personaggio – e allo stesso tempo di presentare i quattro sotto un’altra forma tramite disegni maggiormente legati alla tradizione fumettistica e meno a quella caricaturale delle pellicole.

A tutto ciò, infine, si collega anche un’ulteriore intuizione degli autori, riscontrabile nella descrizione della vita di tutti i giorni del gruppo.

Questo dato, oltre a dare una continuità alle vicende descritte da Reitman, riesce a fungere sia da ponte tra Ghostbusters e Ghostbusters II (del 1989) che a smorzare quell’alone di supereroismo creato dall’opinione pubblica dopo aver sconfitto Gozer, riportando sulla terra i quattro.

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