Concrete And Gold, i Foo Fighters e l’esame di maturità

Concrete And Gold

Esce oggi il nuovo album dei Foo Fighters, Concrete And Gold. Su Diario di Rorschach il nostro ascolto e la nostra recensione


Sono tempi difficili per gli amanti del rock. Il genere musicale più popolare del mondo sta attraversando una crisi dovuto all’abbandono delle chitarre elettriche, sostituite dai sintetizzatori e da un certo tipo di musica sempre più digitale, fredda e meno analogica.
I Foo Fighters – assieme a uno stretto gruppo di musicisti tra i quali i Queens Of The Stone Age – rappresentano la sacrosanta eccezione.

Attivi da vent’anni, instancabili dal vivo, pubblicano in questi giorni il loro nuovo disco. Il nono. Si chiama Concrete And Gold e proprio come fa Villains dei Queens Of The Stone Age rilegge il rock. E lo fa in maniera originale.
Si avverte la presenza dei Beatles – in Make It Right che registra la comparsata di udite udite Justin Timberlake – che diventa presenza fisica grazie al cameo di Paul McCartney che suona la batteria in Sunday Rain, altro brano dal sapore dal sapore beatlesiano contaminato con un riff alla Pink Floyd.

Run, il primo singolo estratto parte con morbidi arpeggi per poi esplodere come un terremoto, sicuramente uno dei brani di maggiore impatto di tutto il disco, mentre The Sky Is a Neighborhood – secondo estratto dal disco – sembra omaggiare i White Stripes.



La band riesce a passare dalla brevissima opener T-Shirt – novanta secondi che aprono il disco – alla seriosa Dirty Water con tanto di cori alla Beach Boys.

Concrete And Gold è un LP sfaccettato pur restando saldamente ancorato a una consolidata attitudine rock. Un disco piacevole, dove la band guidata da Dave Grohl si diverte a giocare con i suoni – va registrata la presenza in pianta stabile di Rami Jaffee alle tastiere, ulteriore arricchimento al suono della band di Seattle – come possiamo ascoltare del resto anche in The Line, una perfetta commistione tra il rock più scatenato e una melodia vocale impeccabile.
I testi in particolar modo risentono della maturità della band e del suo leader. Meno cazzone di un tempo, Grohl si impegna nello scrivere testi profondi e onesti accanto a musiche tirate.

Proprio Dave Grohl alla vigilia dell’uscita del disco aveva parlato di un album rock ma melodico. Una sorta di Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band in chiave rock.

Se vogliamo trovare un difetto all’album possiamo denunciare una scarsa voglia di sperimentare. Un limbo nel quale i Foo Fighters sguazzano attraverso album ottimi, ma che iniziano a diventare prevedibili.
Si spera che nel prossimo futuro la band si prenda meno sul serio – proprio come fa in parecchi videoclip tra i quali proprio quello di Run – anche da un punto di vista musicale. 

I Foo Fighters con Concrete And Gold ci regalano buoni pezzi rock e di conservare l’icona di rockstar. Cosa tutt’altro che semplice di questi tempi.

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