Storie di sport – Magic Johnson: Il pivot travestito da play

Storie di sport omaggia il mito di  Magic Earvin Johnson nel giorno del suo cinquantottesimo compleanno. L’augurio del Diario di Rorschach ad una leggenda senza tempo

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Storie di sport – Magic Johnson

Il 14 agosto è un giorno molto particolare per le Storie di sport made in USA.

Nel  1959, infatti, è nato uno dei maggiori protagonisti, sia in campo che fuori, della palla a spicchi mondiale:  Earvin johnson Jr, meglio conosciuto come Magic Johnson.

Il gigante (206 cm) di Lansing compie oggi 58 anni e le sue gesta, al pari di altri grandi NBA, sono tutt’ora difficilmente dimenticabili.

Storie di sport, come capitato in altre occasioni, vuole omaggiare uno dei più grandi personaggi di questa disciplina attraverso un tributo al pivot travestito da playmaker.

Cresciuto cestisticamente nella Everett High School istituto senza una grande tradizione cestistica in cui fu rinominato Magic  grazie all’intuizione di Fred Stabley Jr.,giornalista del Lansing State Journal – impressiona subito tutti per le sue doti da gran passatore,  nonostante la stazza, con le sue abilità esplodono definitivamente anni dopo a  Michigan State dove riesce a vincere anche un titolo NCAA(1979) contro gli Indiana State Sycamores di Larry Bird.

Conquistati immediatamente i GM di mezza NBA, approda – con la scelta numero 1 al Draft di quella stessa stagione acquisita dai New Orleans Jazz – nella città degli angeli sponda Lakers.

Il primo anno tra i lacustri fu subito un trionfo dove, sotto la guida di Paul Westhead, i Lakers riescono a strappare la finale ai Philadelphia 76ers di Dr. J (Julius Erving) con Magic  a stupire tutti con una grande prestazione da centro in sostituzione dell’infortunato Abdul-Jabbar.

Nonostante le ottime premesse il cammino in NBA non è stato sempre così semplice; l’anno successivo è contrassegnato da un brutto infortunio e Magic è costretto a saltare 45 partite per rientrare solamente nei play-off, dove i Lakers vengono eliminati dagli Houston Rockets al primo turno.

Dopo il rinnovo con la franchigia dei Buss, l’anno successivo pone la base per una delle squadre più competitive degli anni ottanta con la nascita  dello showtime.

L’arrivo di Pat Riley sulla panchina, insieme a quello di altre stelle nel roster, porta difatti all’inizio di una delle epoche sportive più combattute, contrassegnate dalla lunga rivalità con i Boston Celtics.

Oltre alla rivalità tra le due squadre, le serie tra Celtics e Lakers riaccende anche l’antica rivalità fra Magic e Larry Bird che porta, negli anni, a partite spettacolari e soddisfazioni da entrambe le parti.

Gli anni ottanta si concludono con ben cinque titoli NBA ( 1980, 1982, 1985, 1987, 1988) e con un nuovo modo di intendere il playmaking grazie alle grandi prestazioni offerte dal  giocatore.

Durante la stagione 1991 – 1992, a seguito di un controllo di routine, la vita di Magic viene però sconvolta da una terribile notizia: i medici gli comunicano di aver contratto il virus dell’HIV.

Storie di sport – Magic Johnson

Nonostante la shock per quanto appreso, Magic continua ad essere un vincente sia in campo che nella vita, facendo dapprima parte del Dream Team di Barcellona ’92 -vincitore dell’oro alle Olimpiadi – e poi sconfiggendo, in circostanze misteriose, la malattia.

Torna più volte a calcare i parquet NBA negli anni successivi, sia come allenatore che come giocatore (non più nel ruolo di play ma in quello di ala forte), e chiude definitivamente con il basket giocato in Danimarca, nel 2000, dopo una precedente esperienza in Svezia.

Legato ai Los Angeles Lakers da un amore incondizionato, riapproda – dopo una serie di peripezie –  nella grande famiglia lacustre grazie all’ascesa di Jeanie Buss nella proprietà con l’arduo compito di riportare i colori giallo – viola ai vecchi fasti, nella speranza di vedere ancora il famoso showtime sul parquet della squadra che lo rese grande dentro e fuori dai campi di gioco.

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