Per l’uomo che aveva tutto – l’umanità di Superman nel tributo di Alan Moore

Per l’uomo che aveva tutto, l’umanità dell’uomo d’acciaio nella storia del duo Moore – Gibbons. La recensione su Diario di Rorschach

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Per l’uomo che aveva tutto – La copertina del fumetto

Alan Moore è sempre stato un autore che, al contrario di molti altri, si è orientato maggiormente sulla descrizione della parte umana del supereroe piuttosto che sulle sue straordinarie doti.

Questo elemento, che sarà significativo nel suo capolavoro Watchmen, viene preso seriamente in considerazione nella seconda storia su Superman (la prima è Che cosa è successo all’uomo del domani?) dal titolo Per l’uomo che aveva tutto.

Al pari del citato tributo, in cui viene letterlmente mandato in pensione l’uomo d’acciaio della Silver Age, anche Per l’uomo che aveva tutto, creato in coppia con Dave Gibbons – con cui lavoverà allo stesso Watchmen –  ai disegni, si inserisce nel filone commemorativo che permette di rimodulare la figura di uno dei più forti eroi Dc Comics.

Con questa breve storia sul superuomo, Moore riesce ancora una volta a rendere grande la figura del Superman della Silver Age e, contemporaneamente, rimescolare i classici canoni del fumetto attraverso un ritorno alla sfera umana del kryptoniano dal mantello rosso.

Questo concetto viene ripreso fin dal titolo, in cui si allude ad un ipotetico regalo da fare a chi non ha nulla da chiedere, come appunto Superman.

 

 

LA TRAMA

Per l’uomo che aveva tutto

La storia si apre con un Kal – El, totalmente diverso da come lo conosciamo, che ritorna nella sua casa di Krypto dove lo attendono la moglie ed i figli dopo una giornata di lavoro.

Improvvisamente l’ambientazione cambia e ci si ritrova con Batman, Robin – un novello Jason Todd –  e Wonder Woman che giungono alla Fortezza della solitudine per il compleanno di Kal – El.

Mentre i tre discutono sul tipo di regalo da poter far ad un essere completo come il supereroe, si accorgono che c’è qualcosa di strano in quel posto.

Poco dopo, infatti, trovano Superman intrappolato da una sostanza che spunta dal suo petto – fra un fungo ed un fiore, come verrà rivelato in seguito – e con gli occhi nel vuoto.

I tre cominciano a preoccuparsi sia per la particolare situazione in cui si trovano sia perchè non riescono, in alcun modo, a liberare il loro amico.

Parte, quindi, una doppia narrazione che coinvolge sia la realtà dei supereroi che quella parallela   creata da Superman, ricostruita- impostandola sul maggiore desiderio del corpo “infettato” – nella mente del kryptoniano dalla clemenza nera (la pianta ibrida presente nel petto del personaggio).

Mentre da un lato i tre vigilanti si trovano ad affrontare l’alieno Mongul, artefice del piano per intrappolare l’eroe, dall’altro Kal-El comprende le reali intenzioni del padre, pronto ad appoggiare una setta per prendere il potere sul pianeta.

Per l’uomo che aveva tutto

Proprio nel momento di maggiore difficoltà, però, arriva il doppio colpo di scena: nel momento più difficile sia per Wonder Woman, in netta difficoltà contro l’alieno, che per Kal, che si ritrova al centro di una manifestazione della Spada di Rao – il movimento reazionario guidato dal padre- , Batman riesce a strappare la clemenza nera dal petto del suo amico.

La pianta/fungo, che da buon parassita necessita di un corpo estraneo, si attacca a Batman – proiettandolo nel suo mondo ideale –  mentre l’eroe liberato soccore Wonder Woman.

Superman e Mongul cominciano una sfida all’ultimo sangue, risolta solamente grazie all’intervento di Robin che, dopo aver staccato con dei guanti alieni la pianta dal petto di Batman, la scaglia contro la creatura proiettandola nella sua realtà parallela.

CARATTERISTICHE DEL FUMETTO

L’elemento che maggiormente viene esaltato dalla coppia Moore – Gibbons è, senza dubbio, l’umanità del supereroe dal mantello rosso.

Questa, espressa ampiamente dal desiderio di vivere in una vita normale nel suo pianeta d’origine, viene messa in evidenza sin dal titolo, in modo da rendere Superman quanto più umano possibile.

Sottraendo l’uomo d’acciaio al mondo dei semi-dei, non solo ridimensiona il personaggio, facendo venir meno tutte le caratteristiche classiche, ma lo si rende ancor più eroe al servizio degli uomini.

Tutto ciò, viene sottolineato maggiormente grazie allo stupore verso i doni degli amici a fine storia, in cui si denota una piena volontà di integrarsi con quella realtà che, pur non essendo la sua, lo ha adottato ed amato come suo salvatore.

L’insieme di questi dati, inoltre, rimarca anche una sorta di ringraziamento del personaggio a tutti i lettori attraverso un percorso che lo porterà, nel giro di poco tempo, ad essere accantonato per una nuova versione.

Menzione speciale va sia al Robin Jason Todd, che pur essendo un esordiente mostra un carattere da grande personaggio, che alle splendide tavole dell’ottimo Gibbons, in cui vengono rimarcati in maniera eccellente tutti i tratti di un supereroe uomo.

 

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