Monterey, 16 giugno 1967: inizia l’Estate dell’Amore

A Monterey il 16 giugno 1967 avviene un evento storico importantissimo. Inizia l’Estate dell’Amore. La raccontiamo per voi su Diario di Rorschach.


In seguito sarà ricordato come il primo evento rock della storia. E’ il prestigioso prologo alla Summer of Love di San Francisco.

E oggi, 16 giugno 1967, tutto è pronto, e decine di migliaia di giovani affollano l’immenso parco pubblico del County Fairgrounds, dove già si svolge l’omonima rassegna jazz.

Il progetto è nato da un’idea di Lou Adler e di John Phillips, rispettivamente produttore e leader dei Mamas & Papas, idea poi condivisa dal produttore Alan Pariser, e dai promoter Terry Melcher, Derek Taylor e Ralph Gleason. Si è preso spunto dallo spirito del Monterey Jazz Festival e si è pensato a un grande evento benefico nel quale gli artisti si sarebbero esibiti gratuitamente. Il prezzo d’ingresso ha un costo simbolico che varia di uno a sei dollari.

L’invito era stato accettato con entusiasmo, e adesso, sul grande palco che fino a domenica vedrà esibire il meglio della musica rock, è ben visibile uno striscione con scritto “Love, Flowers and Music”.

Non molto distante troneggia un’enorme statua del Buddha circondata da striscioni color arcobaleno.

Monterey Pop Festival, The Best in the West
Monterey Pop Festival, The Best in the West

Il programma dei tre giorni è noto:

Venerdì, 16 giugno

  • The Association
  • The Paupers
  • Lou Rawls
  • Beverly
  • Johnny Rivers
  • The Animals
  • Simon and Garfunkel

Sabato, 17 giugno

  • Canned Heat

Big Brother & the Holding Company con Janis Joplin

  • Country Joe and the Fish
  • Al Kooper
  • The Butterfield Blues Band
  • Quicksilver Messenger Service
  • Steve Miller Band
  • The Electric Flag
  • Moby Grape
  • Hugh Masekela
  • The Byrds
  • Laura Nyro
  • Jefferson Airplane
  • Booker T. & the M.G.’s
  • Otis Redding

Domenica, 18 giugno  

  • Ravi Shankar
  • The Blues Project
  • Big Brother & the Holding Company
  • The Group with No Name
  • Grateful Dead
  • Buffalo Springfield
  • The Who
  • Jimi Hendrix Experience
  • The Mamas & the Papas

Difficile immaginare qualcosa di meglio, pensano i giovani che, con ogni mezzo, hanno raggiunto a cittadina a sud di San Francisco che si affaccia sull’Oceano Pacifico.

Molti guardano il cielo plumbeo che minaccia pioggia, ma ecco, l’happening sta per cominciare. Sono gli Association, la band di Los Angeles di Jules Alexander, quella che ora è sul palco, e sulle note di “Enter the Young” tutto può finalmente iniziare.


Monterey sarà un evento epocale, con performance incredibili che rimarranno nella storia del rock. Nella memoria di chi ha potuto assistere ai tre giorni di quell’indimenticabile happening rimarranno le istantanee di artisti ispirati che fecero della loro performance un evento nell’evento. Dagli Animals di Eric Burdon a Simon & Gartfunkel nella prima giornata; dai Big Brother & The Holding Company di una scatenata Janis Joplin al grande Paul Butterfield e alla sua band di Chicago, e poi agli Electrig Flag di Mike Bloomfield con alla batteria Buddy Miles per finire ai Jefferson Airplane e Otis Redding nella giornata di sabato; dagli Who di Pete Townshend ai Grateful Dead nella giornata di domenica, in cui si assiste alla performance di Jimi Hendrix, che al termine della meravigliosa Wild Thing dà fuoco alla sua Stratocaster.

Il pubblico del Monterey Pop Festival
Il pubblico del Monterey Pop Festival

Non riesco a pensare a un festival migliore, più puro, vario, ispirato, gioioso, sbalorditivo e originale”, dirà Grace Slick.


Il Monterey Pop Festival è il primo vagito della breve stagione dei grandi concerti rock, eventi nei quali la musica funge da colonna sonora allo Zeitgeist dell’epoca.

Si proseguirà con i concerti sull’isola di Wight – i Jefferson Airplane in quello del 31 agosto 1968, Bob Dylan, Joe Cocker, gli Who e i Free nei due giorni del 30 e 31 agosto dell’anno successivo e, soprattutto, il memorabile evento che si terrà dal 26 al 30 agosto 1970, seguito da più di 600.000 persone e immortalato in un celebre film, rimasto famoso per essere stata l’ultima esibizione pubblica di Jimi Hendrix.

Poi ci saranno le tre memorabili giornate di Woodstock dell’agosto 1969, celebrate dal famoso lp doppio che rappresenterà il sound-track di una generazione e, infine, il concerto per il Bangladesh del primo agosto 1971, organizzato da George Harrison al Madison Square Garden di New York.

Sarà quello una sorta di addio all’età dell’innocenza della musica rock, e al Madison la breve esperienza hippie del Flower power si sarebbe definitivamente conclusa.


Maurizio Fierro

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