JLA: Il chiodo (The nail). L’universo alternativo della squadra di supereroi

JLA: Il chiodo (The nail), l’universo alternativo di Davis e Farmer sulla squadra di supereroi. In attesa del nuovo film di Zack Snyder, ecco la recensione del fumetto sul Diario di Rorschach

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In attesa del nuovo film sulla Justice League, diretto da Zack Snyder,il Diario di Rorschach vi presenta una delle tante storie che hanno coinvolto la lega dei supereroi d’America.

Rispetto alle classiche avventure del gruppo, in cui si alternano tutti i personaggi storici della JLA, in questo elseworld creato da Alan Davis e Mark Farmer viene riscritto l’intero universo fumettistico partendo da un’unica certezza: l’assenza di Superman fra i vigilanti.

In questa versione alternativa del mondo, infatti, il vero protagonista è un chiodo che, forando la gomma del furgoncino di Jonathan Kent, impedisce alla famiglia di Smalville di incrociare sul proprio percorso la navicella che trasporta Kal – El.

A differenza di altre storie, JLA: Il chiodo è una mini-serie che coinvolge tanti eroi (compresi gli Outsider di Black Lightning, prossimo protagonista di una Serie TV) che si rendono protagonisti di una storia mai banale, anche se un pò lenta nella parte centrale, e di sicuro spessore fumettistico.

A tutto ciò, inoltre, si associa l’ottimo doppio lavoro di Alan Davis (testi e disegni; Framer si  è occupato delle chine) che riporta alla mente tanto alcune scene tipiche dei comics, come le tavole senza testo dedicate all’azione, quanto una dinamicità degli albi attraverso la velocità della narrazione ben associata al movimento all’interno della scena.

LA TRAMA

JLA: Il chiodo. La copertina del primo mini-albo

La storia si apre con l’episodio chiave che determina l’intero universo fumettistico futuro: la corsa dei Kent verso Metropolis, viene fermata bruscamente da un chiodo che buca una ruota dei furgone di Jonathan.

Questo impedisce alla coppia di incrociare la navicella che trasporta Kal-El (Superman) e, quindi, la nascita del supereroe dal mantello rosso.

La scena si sposta diversi anni dopo l’accaduto, in un mondo in cui Lex Luthor (spalleggiato dal suo braccio destro Olsen, una sorta di meta-umano) viene confermato sindaco di Metropolis grazie alla sua nuova battaglia contro i meta-umani.

In una terra dominata dalla propaganda dei mass media, tanto la JLA quanto gli altri gruppi di mascherati avvertono il serio pericolo di una guerra che veda contrapposti i vigilanti agli uomini.

L’intuizione si rivela autentica e, a partire dall’intervista/accusa contro la JLA di un Green Arrow paraplegico a causa di uno scontro con una creatura extraterrestre, parte una vera e propria campagna di screditamento nei confronti dei paladini del mondo, considerati alieni intenti a sottomettere il mondo.

La vicenda, però, si complica maggiormente con l’avvento del Joker che, in possesso di potenti armi kryptoniane, prima libera tutti i criminali di Arkham, organizzando un torneo all’ultimo sangue tra i detenuti per divenire suo schiavo, e poi uccide brutalmente Robin e Batgirl, accorsi per liberare Batman dalla presa delle nuove armi, obbligando Bruce ad assistere alla scena.

Scampato alla morte, riuscendo a salvare solamente Selina Kyle, dopo l’esplosione del carcere, che uccide Joker e in cui lo stesso Batman viene considerato deceduto, Bruce torna alla bat-caverna in un totale stato confusionario per quanto accaduto ai suoi aiutanti.

L’accaduto mette ancor di più in cattiva luce gli eroi che, nel corso degli eventi, vedono la loro fama crollare sempre di più a causa di una serie di trappole, condite con morti di civili, imbastite per far ricadere la colpa sui gruppi di meta-umani.

JLA: Il chiodo. Batman dopo l’omicidio di Robin e Batgirl

Nel frattempo Lois Lane, giornalista del Daily Planet, scopre una cospirazione anti meta-umani, grazie all’aiuto di Lana Lang e della famiglia Kent (che ha trasormato la vecchia fattoria in un rifugio clandestino per meta-umani), architettata dalla Lex Corp.

Il sindaco di Metropolis, dopo aver trovato la navicella di Kal-El vuota, è riuscito a replicare il DNA per creare cloni kryptoniani.

Gli esperimenti, però, hanno portato alla nascita di un nuovo Jimmy Olsen, divenuto a tutti gli effetti un potente meta-umano, che ha l’obiettivo di distruggere la terra, partendo dal piano contro la JLA (nel frattempo quasi tutta imprigionata nel centro di ricerche della Lex Corp), e fondare una nuova società di krypton.

Batman, Batwoman (ex Catwoman), Atomo, e Flash decidono di reagire a ciò che sta accadendo, ma dopo aver liberato i propri amici si ritrovano a dover affrontare Jimmy.

Olsen ha una forza fuori dal comune e, dopo aver messo KO buona parte della squadra, affronta Batman in una comunità Amish.

Il pipistrello, in netta difficoltà contro la potenza di krypton, viene però aiutato da uno strano membro della comunità che si rivela l’unico in grado di fermare il supercattivo.

Parte una grande lotta fra i due, dopo l’uccisione dei genitori adottivi di quello che si scoprirà essere Kal-El, che porta all’uccisione del cattivo di turno e il ritorno alla pace.

La storia si chiude con alcune considerazioni di Lois Lane che descrivono ciò che sarebbe accaduto di lì a poco, con l’adozione di Kal da parte dei Kent e l’entrata nella squadra di un nuovo membro che si fa chiamare Superman.

CARATTERISTICHE DEL FUMETTO

La mini-serie del duo Davis – Farmer riesce a farsi apprezzare per diversi elementi che investono tanto l’ambito prettamente fumettistico quanto quello socio-culturale.

Facendo riferimento al primo settore, è possibile notare un perfetto mix tra tradizione e innovazione che rende i tre albi peculiari nel loro genere.

Il protagonismo della Silver Age, con tutti i protagonisti Dc Comics, le figure armoiche nei disegni, l’ampio spazio dedicato all’azione e l’ottimo story telling, permettono in un sol colpo di omaggiare una grande era  ed inserirla, contemporaneamente, in un nuovo contesto in cui far rivivere le avventure della squadra più famosa di eroi.

A questo, inoltre, si aggiunge l’analisi che i due autori inseriscono nella storia.

La diversità, affrontata come tema generale, unita alla classica strategia della paura, avallata dalla propaganda dei media, rappresenta un tentativo di comprendere la quotidianità nei momenti più bui, in cui, nonostante le assurdità degli eventi, non si riesce a comprendere un pericolo ben più evidente.

Nella storia, in pratica, si cerca non solo di comprendere l’altro come parte di una stessa comunità, ma anche le caratteristiche altrui come una peculiarità del singolo piuttosto che un pericolo per la propria esistenza.

 

 

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