daredevil

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La notorietà di Frank Miller è legata per forza di cose a una delle sue prime storie. Si tratta di Daredevil: Born Again (Daredevil: Rinascita) pubblicato in Italia nel 1986. Prima di Born Again Miller si era fatto notare per i disegni – oltre a sceneggiare spesso disegna le sue storie – di un numero di The Amazing Spiderman ovvero The Spectacural Spiderman nei primi anni Ottanta. In una di queste storie compare anche Daredevil.
Nel 1985 Denny O’Neil – scrittore storico di Daredevil – abbandona la serie, viene chiamato Frank Miller che accetta portando con sé David Mazzucchelli ai disegni.
Miller-Mazzucchelli si occupano di Devil iniziando a scrivere una serie di storie che poi saranno raccolte in un unico volume battezzato Born Again.

In queste storie il protagonista – Matt Murdock, abile avvocato non vedente di Hell’s Kitchen – inizia una lenta ma inesorabile discesa negli inferi. La sua ex ragazza Karen Page – diventata una pornostar eroinomane – vende l’identità di Daredevil per una dose.
Il suo migliore amico e collega Foggy Nelson instaura una relazione con la sua ragazza. La banca avvisa Murdock di non aver ricevuto le ultime rate del mutuo minacciando di pignorargli la casa.

Mentre Murdock perde tutto un giornalista, Ben Ulrich, si interessa al rapido declino di Matt iniziando a indagare e attirando l’attenzione di Kingpin e dei suoi amici.

Dietro la rapida caduta di Murdock c’è ovviamente lo zampino di Kingpin. Il suo acerrimo nemico ha saputo della voce della Page ed è riuscito a incasinare la vita di Murdock riducendolo al lastrico, solo e abbandonato da tutti. La sua rinascita conterrà elementi sacri, quasi religiosi, innalzando il livello della storia.

In Born Again c’è già tutto Miller. C’è la sua atmosfera cupa, il suo noir così riconoscibile. Le sue atmosfere hard-boiled portate in una vicenda di supereroi. C’è un simbolismo religioso che prende spunto dalla morte di Cristo – in più di un’immagine Murdock è steso a terra proprio come Gesù – combinato con un mix di azione, sangue e scontri mortali.

Vengono mostrati i concetti di vendetta, perdono, redenzione, rinascita. Nel pieno stile di Frank Miller. Come un’abile regista Miller ci prende per mano e ci conduce nel mondo di Murdock. Un mondo che cade a pezzi. Non è facile narrare – da un punto di vista squisitamente psicologico – il tracollo mentale di un uomo che perde tutto. Non è facile raccontare la depressione, la follia, la solitudine. Eppure Miller ci regala un masterpiece che trascende il concetto stesso di “storia di vendetta” per diventare qualcosa di molto più profondo e complesso.

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