The National

The National – il sound notturno dell’indie rock

In attesa del nuovo album Sleep Well Beast in uscita l’8 Settembre riviviamo la storia dei National, uno dei gruppi più amati degli ultimi anni


Lo scontro finale tra i fratelli Conlon è giunto quasi al termine. I due protagonisti del film Warrior sono spossati. Grondano sangue e sudore. Da lontano arriva una canzone. Un brano che rende ancora più sofferta ed emozionante la scena finale del film. E’ About Today ed è il brano che ha reso noti i National al grande pubblico. Ma procediamo con calma.


La storia del gruppo indie rock statunitense ha inizio verso la fine del 1999. Più di dieci anni prima del film Warrior. Più che una band, i National sono un clan. Alla voce c’è Matt Berninger col suo timbro vocale che ricorda Ian Curtis e Nick Cave. Alle chitarre due gemelli, Aaron Dessner e Bryce Dessner. Al basso e alla batteria altri due gemelli, Scott Devendorf e Bryan Devendorf.
Con questa lineup un po’ estroversa i National iniziano a esibirsi nei locali di New York. Il loro sound ricorda quello dei REM ma – ovviamente – anche quello dei Joy Division. Una delle loro influenze principali sono anche i Wilco.


Nel 2001 esce The National, primo disco della band che riceve critiche positive dalla stampa specializzata americana. Una timida notorietà in Europa arriverà col secondo disco Sad Songs For Dirty Lovers del 2003. Nl disco collaborano con Peter Katis che diverrà poi il loro storico produttore. I National iniziano a farsi sentire e lo fanno con brani romantici, dolci, arrabbiati, intensi, veri. I live diventano una comunione, una festa, un incontro.

Nel 2005 con il loro terzo disco Alligator vengono nuovamente incensati dalla stampa che battezza il disco come miglior LP dell’anno. Il disco vende più di 200.000 copie. I concerti iniziano a diventare più numerosi e affollati grazie alla benedizione delle riviste specializzate letteralmente innamorate del suono vintage e trasversale del gruppo. Brani come Lit Up, Karen, All The Wine e Mr. November diventano hit in continua rotazione nelle radio statunitensi. Diventano i nuovi Radiohead.

The National, Boxer
The National, Boxer

Nel 2007 Boxer apre loro la strada della notorietà. Amati negli Stati Uniti, i National vedono i loro pezzi apparire dappertutto. Tra i musicisti del disco compare Sufjan Stevens che suona il pianoforte in Racing Like A Pro e AdaAlcuni brani compaiono nelle OST di serie tv come House, Chuck, Friday Night Lights.
Barack Obama sceglie Fake Empire come brano introduttivo per i suoi comizi durante la campagna elettorale che lo porterà a diventare Presidente degli Stati Uniti. I tour iniziano ad allungarsi e la band comincia a  uscire dagli USA. Girano l’Europa, suonano al Coachella, a Lollapalooza e a Roskilde. Il concerto al Koko di Londra li introduce tra i grandi nomi degli anni zero. Aprono diverse tappe dei loro beniamini, i REM nel loro ultimo tour.

L’11 maggio 2010 – tre anni dopo Boxer – vede la luce il nuovo disco dei National. High Violet conferma lo straordinario stato di forma dei National che iniziano a flirtare anche con basi elettroniche, per arricchire il loro sound come nel caso dell’opener Terrible Love.
Il loro marchio di fabbrica vede la voce di Berninger in primo piano. I testi – ironici, disperati, romantici – sono il piatto forte dei National con le musiche ossessive e notturne e le chitarre distorte che fanno il resto. La carica emotiva ricorda – in parte – quella della new wave dei primi anni Ottanta. Quella dei primi U2, per intenderci.
La musica dei National è notturna, profondamente malinconica, tesa, a tratti straziante.

The National, Trouble Will Find Me
The National, Trouble Will Find Me

Il 2013 è l’anno di Trouble Will Find Me. L’ennesimo successo di critica e di pubblico riconosce il ruolo di band indie rock per eccellenza ai National. Demons, Graceless, Don’t Swallow The Cup sono solo alcuni pezzi di un album maturo, intenso, pieno di sorprese e carico di intensità emotiva. Un disco da ascoltare tutto d’un fiato. Ancora una volta si segna la collaborazione con Sufjan Stevens che nel disco suona pianoforte, sintetizzatori e drum machine.

Il successo del LP porterà i nostri a esibirsi anche in Italia.

Il nuovo album dei National – attesissimo, nemmeno a farlo apposta – uscirà l’8 Settembre e si chiamerà Sleep Well Beast ed è stato anticipato dal brano The System Only Dreams In Total Darkness. Su Diario di Rorschach C’è già odore di disco dell’anno.


 

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