A Moon Shaped Pool. Radiohead

Radiohead – A Moon Shaped Pool. Il nono disco della band di Ofxord compie un anno.

Uscito l’8 maggio di un anno fa, A Moon Shaped Pool dei Radiohead ha fatto parlare di sé per tutto l’anno. Raccontiamo la sua storia su Diario di Rorschach


L’attesa per il nono disco dei Radiohead è stata una delle più lunghe e logoranti per i fan.
Il 25 Dicembre 2015 sulla pagina dei Radiohead viene pubblicata Spectre, esclusa dalla colonna sonora dell’ultimo 007. Spectre è una ballad pianoforte e voce coi violini guidati da Jonny Greenwood – chitarrista e compositore – a creare l’atmosfera tipica dei film di James Bond. Molti pensarono che l’uscita del disco fosse imminente e che il brano fosse il primo singolo o l’inizio di una nuova strategia di marketing per promuovere l’LP.

In realtà da quel giorno di Natale fino a Maggio è successo poco. Il 14 Marzo 2016 sono state comunicate le date del tour mondiale. Sono state pubblicate immagini e dichiarazioni sul disco dai profili twitter dei componenti della band, ma niente che lasciasse presagire l’uscita dell’attesissimo disco. Fino ai primi giorni di Maggio dello scorso anno.

1 Maggio 2016. Il sito dei Radiohead inizia a sparire, a evaporare come se fosse stato inghiottito da una nebbia digitale. Migliaia di fan da tutto il mondo si recano sul sito della band per vedere una pagina bianca o per leggere le informazioni sulla band che iniziavano a dissolversi. Qualche giorno dopo iniziano a girare piccoli frammenti di una nuova – finalmente! – canzone. Si tratta di Burn The Witch che viene presentata sul sito della band.

Tre giorni dopo – è il 6 Maggio – escono frammenti di un altro brano. Daydreaming. Un brano – con il video diretto da Paul Thomas Anderson, amico di vecchia data della band – completamente diverso rispetto a Burn The Witch. Se il primo estratto del nuovo disco dei Radiohead presentava riferimenti a Spectre – uso dell’orchestra accompagnato stavolta dalle chitarre acustiche – il nuovo brano sembra fuoriuscire dalle sessioni di Kid A. Una sorta di nuova How To Disappear Completely.



Due giorni dopo esce il disco. A Moon Shaped Pool. Chi si aspettava una continuazione con il precedente The King Of Limbs è rimasto deluso. A Moon Shaped Pool suona come un In Rainbows più sperimentale e – se possibile – ancora più maturo. Anche in questo LP sono stati riesumati brani risalenti a sessioni dei vecchi dischi. La stessa Burn The Witch è stata composta nel 2005, così come l’attesissima Present Tense – qui in una veste samba molto accattivante – e la celebre True Love Waits che nel disco compare vestita di pianoforti.

Il nono disco dei Radiohead presenta undici brani. Undici microuniversi distinti e separati tra loro. Non c’è un filo continuo che caratterizza il disco. I brani – presentati in ordine alfabetico – hanno poco in comune gli uni con gli altri. Si passa dall’opener Burn The Witch all’eterea Daydreaming, passando per la psichedelica Decks Dark – il testo sembra risalire al 1997 – al reggae di Identikit.

Ancora, il folk di Desert Island Disk e The Numbers – che sembra uscire dritta dritta da Led Zeppelin III che ci crediate o no – lascia spazio all’elettrorock di Ful Stop altro brano nato durante le sessions di The King Of Limbs, presentato dal vivo nel tour del 2012 e poi riadattato per il nono disco del quintetto.

Quali sono le coordinate per approcciarsi a un disco del genere? Quali sono le linee guida per orientarsi in un disco così sfaccettato? Le atmosfere sonore create da Ed O’Brien. L’uso originale dell’orchestra, curato da Jonny Greenwood. Il chitarrista sembra pennellare con archi e violini i brani del disco come accade in Glass Eyes, Daydreaming o The Numbers. Il più piccolo dei fratelli Greenwood compie un lavoro sopraffino. Le sue musiche si sposano alla perfezione con i testi di Thom Yorke che si muovono tra la personale visione politica della società e l’amore che va in frantumi. Con una differenza rispetto al passato.

Hey it’s me
I just got off the train
A frightening place
The faces are concrete grey
And I’m wondering
Should I turn round and buy another ticket?
The panic is coming on strong
So cold, from the inside out

Message coming in
No great drama
In the oh-so-smug
Glassy eyed light of day
Glassy eyed light of day

Questa volta l’amore è andato davvero in frantumi. Dopo più di vent’anni assieme Thom Yorke si è separato dalla compagna Rachel Owen. I testi risentono della fine della loro storia d’amore, impregnati del coraggio e della sincerità che da sempre caratterizzano le liriche di Yorke.

Dopo l’uscita del disco il gruppo parte per un tour in giro per il mondo tra Amsterdam, Parigi, Londra, Los Angeles.

Il 20 Dicembre 2016 arriva una notizia dolorosa. Rachel Owen, ex compagna di Thom Yorke, è morta due giorni prima a causa di un cancro di cui soffriva da qualche anno. Nell’ultimo periodo le sue condizioni si sono aggravate pesantemente.
Le liriche di A Moon Shaped Pool si trasformano in un estremo saluto. Diventano specchio tanto per la fine di una storia d’amore quanto per la fine della vita stessa.

True Love Waits, che chiude il disco, diventa omaggio sentito e doveroso verso la donna amata. Verso la persona che sta andando via. Le teorie si sono sprecate negli scorsi mesi tra chi sostiene che il disco sia influenzato dalla malattia di Rachel e chi invece ritiene che A Moon Shaped Pool sia legato solo alla fine della storia d’amore tra i due.

I’ll drown my beliefs
To have your babies
I’ll dress like your niece
And wash your swollen feet

Just don’t leave
Don’t leave
I’m not living
I’m just killing time
Your tiny hands
Your crazy kitten smile

Thom non ne ha mai parlato apertamente e siamo certi che non lo farà mai. Lascerà che sia la musica a parlare. Quella di A Moon Shaped Pool il disco più variegato e suggestivo dei Radiohead.



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