Tomas Milian, il cubano più amato dai romani

Tomas Milian, l’attore cubano amato dai romani per il personaggio di Nico Giraldi, doppiato da Ferruccio Amendola. Il ricordo del Diario di Rorscharch a pochi giorni dalla scomparsa

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Tomas Milian, una delle ultime foto

Quando si parla di commedia all’italiana anni ’70 – ’80, non si può non parlare di uno degli attori che ha reso questo genere uno dei più popolari nello stivale: Tomas Milian.

Capelli lunghi, barba incolta e classica tuta da meccanico hanno fatto diventare l’attore cubano, grazie anche al lavoro della storica spalla Franco Lechner alias Bombolo, uno dei protagonisti del “trash” in chiave poliziesca.

L’approdo di Tomas Milian nel cinema di casa nostra, però, è avvenuto per gradi e prima di diventare il celebre Monnezza l’artista ha indossato i pianni di diversi personaggi.

Dopo aver partecipato ad una serie tv americana, Una donna poliziotto (Decoy), il giovane Milian decide di trasferirsi nel Bel Paese dove, dopo aver partecipato al Festival di Spoleto, viene notato dal regista Bolognini per interpretare la parte di Achille il moretto nel film La notte brava.

Quella interpretazione, del 1959, gli permette di emergere con tale facilità nel cinema di casa nostra da partecipare, negli anni successivi, ad altre pellicole dirette da mostri sacri quali Alberto Lattuada, Valerio Zurlini, Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini.

La sua carriera sembra continuare a gonfie vele, grazie anche ai film I delfini e Il bell’Antonio, ma a causa della

Tomas Milian in una delle prime apparizioni nel cinema italiano

sua insoddisfazione per il doppiaggio e per i minimi guadagni, decide di cambiare totalmente genere.

Si avvicina, alla fine degli anni sessanta, maggiormente al cinema di grande diffusione come lo spaghetti-western, in cui spopola grazie alla grandezza di Sergio Leone, e il poliziesco, reso famoso in quegli anni grazie alle storie sul Commisssario Sarti di Franco Nero e Maurizio Merli.

Proprio questi ultimi film cambiano l’intera vita di Tomas Milian che, ridisegnato in chiave romanesca, si trasforma pian piano nel rude borgataro doppiato dall’indimenticato Ferruccio Amendola.

L’esordio del nuovo personaggio nelle sale cinematografiche si ha nel 1976 con Roma a mano armata dove, interpretando il ruolo del Gobbo, appare per la prima volta il cubano di Roma in una pellicola.

Il ruolo da cattivo, che pur gli si addice per movenze e fantastica mimica facciale, non rende però al massimo le sue infinite qualità e, concependo una possibile evoluzione, gli autori decidono che una conversione positiva è più che necessaria.

Con la nascita di Er Monnezza, nella Banda del Gobbo del 1977, la sua figura naturale prende sempre più forma, diventando negli anni il più famoso Nico Giraldi, poliziotto romano de Roma dal passato criminale.

Il nuovo Tomas Milian, che si adatta perfettamente al personaggio, viene immerso in un genere cinematografico del tutto nuovo che riesce a mescolare diversi stili, poliziesco e commedia su tutti, e rendere i film popolari e leggeri allo stesso tempo.

L’ispettore burbero dallo schiaffo facile diventa una realtà tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 dove, grazie a 24 film, ottiene la piena consacrazione in tutto lo stivale.

Il Maresciallo/ Ispettore Giraldi, che si alterna sugli schermi a protagonisti di commedie sexy e film dall’alto conenuto politico-sociale (su tutti Banditi a Milano Faccia a Faccia con Gian Maria Volonté), si ritira totalmente dalle scene italiane nel 1987 a causa della morte di Bombolo, fortemente sentita dal cubano.

La sua carriera, però, non cessa assolutamente e, tornato negli States, rientra nei piani di diversi registi con apparizioni di spessore in JFK – Un caso ancora aperto di Oliver Stone e Amistad di Steven Spielberg.

Rimane legato al cinema fino al 2014, con Fugly! di Alfredo De Villa dopo Roma Nuda di Giuseppe Ferrara, ritirandosi definitivamente l’anno successivo.

Ci lascia, a causa di un ictus, a 84 anni dopo oltre 100 apparizioni fra cinema e TV e 50 anni di carriera cinematografica.

La sua strordinaria vita continuerà a parlare per lui e il suo volto rimarrà innegabilmente legato a quello del mitico Nico Giraldi, poliziotto dai modi burberi che ama schiaffeggiare Venticello.

 

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