Ultra compie vent’anni, aspettando il nuovo album dei Depeche Mode

Aspettando il nuovo album dei Depeche Mode, Diario di Rorschach propone una recensione di Ultra, LP della band inglese uscito vent’anni fa

Aspettando il nuovo album dei Depeche Mode, Diario di Rorschach propone una recensione di Ultra, LP della band inglese uscito vent’anni fa


Aspettando la data del 17 Marzo, quando vedrà la luce il nuovo atteso album dei Depeche Mode, Spirit, ci sembra giusto e doveroso dedicare un po’ di spazio a Ultra. L’LP quest’anno entra nel giro delle due decadi. Il disco è uscito infatti il 15 Aprile 1997 ed è il primo disco dei Depeche nella formazione a tre.

In realtà non è così. Scavando a fondo nella sterminata discografia del gruppo di Basildon scopriamo che Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher avevano già pubblicato in disco in tre. Si tratta di A Broken Frame del 1982. A Broken Frame uscì subito dopo l’abbandono di Vince Clarke.

Questa volta le cose sono diverse. I Depeche hanno perso Alan Wilder da molti considerato il genio dell’ormai ex quartetto. Wilder entrò nei Mode proprio dopo A Broken Frame per restarvi fino al 1995, portando una ventata di innovazione, sperimentazione e coraggio nel gruppo. I migliori dischi sono nati con la sua collaborazione.
Con lui dietro le quinte il gruppo è passato dall’esibirsi nei locali all’esibirsi nei palazzetti e poi negli stadi, ha conosciuto la fama vera, i dischi-capolavoro. Ma anche la droga e il rischio di buttare tutto all’aria.


Ora Wilder ha abbandonato i Mode, schiacciato dalle pressioni e dallo stress dopo l’enorme Devotional Tour. I restanti tre devono darsi da fare da soli, considerato che Dave Gahan deve riprendersi da un paio di tentati suicidi e qualche overdose di troppo. Martin Gore sta invece uscendo da un pericoloso giro di alcolismo così come Andy Fletcher. La situazione è davvero disperata e i lavori per il nuovo disco sono lunghi, interminabili.

Come sempre è tutto sulle spalle di Gore, da sempre autore dei testi e delle musiche nei Depeche. Martin scava nel profondo, nel suo intimo, si guarda intorno. Inizia a tirare fuori una serie di liriche drammatiche, ma anche speranzose e con voglia di andare avanti. Si mette nei panni di Gahan, divo carismatico ma anche fragile, che sta pian piano rimettendo in senso la sua vita in rehab. C’è molta oscurità nei testi di Gore, influenzato da quello che vede con la band che rischia anche di sciogliersi e con un Gahan che canta più morto che vivo durante le sessioni di registrazione.

Do you mean this horny creep” sono le parole che aprono Barrel Of A Gun, traccia numero uno di Ultra e prime parole che Dave pronunciò al risveglio dal coma. Quelle sono le parole della rinascita, sono le parole di Ultra l’LP della rinascita dei Depeche Mode.

Le atmosfere del disco sono meno rock rispetto ai precedenti lavori Violator e Songs Of Faith And Devotion. Sanno di rinascita. In questo disco l’elettronica si fa più sottile e minimale ma la sua presenza resta massiccia. L’oscurità della copertina frutto del lavoro di Anton Corbjin regna anche in molto delle note nel disco, assai dark e oscuro. Ma c’è anche spazio per la consapevolezza, come nel caso di Home, apice del disco, dove Gore canta accompagnato dall’orchestra in quello che è uno dei brani più forti di Ultra.

And I thank you
For bringing me here
For showing me home
For singing these tears
Finally I’ve found
That I belong here

In Ultra trovano spazio anche brani strumentali tra i quali spicca Jazz Thieves, Uselink e la hidden track Junior Painkiller. Quella degli strumentali è una tradizione che andrà avanti fino ai dischi recenti. Ultra è anche un disco che dà spazio a momenti un po’ più rock come It’s No Good, perfetta contaminazione tra rock ed elettronica del quale i Depeche sono sempre stati grandi maestri. Trovano spazio anche brani dolci e commoventi come Sister Of Night, The Love Thieves e la già citata Home.


La seconda parte del disco è più solare grazie alla spirituale Freestate e alla eterea The Bottom Line, cantata da Gore con la collaborazione di Jaki Liebezeit batterista dei Can recentemente scomparso.
La dolcissima Insight sembra invece infondere speranza nel cammino dei Nostri:

This is an insight
Into my life
This is a strange flight
I’m taking
My true will
Carries me along

This is a soul dance
Embracing me
This is the first chance
To put things right
Moving on
Guided by the light
And the spirit of love
Is rising within me
Talking to you now
Telling you clearly
The fire still burns


A distanza di vent’anni esatti Ultra rimane uno dei dischi più affascinanti e sottovalutati del terzetto di Basildon. Invecchiato praticamente pochissimo ancora oggi viene considerato come uno dei grandi masterpiece dei Mode. Dopo questo LP pubblicheranno il sin troppo morbido ed ottimista Exciter. Nel 2005 uscirà invece Playing The Angel seguito dal bruttino Sounds Of The Universe e infine da Delta Machine. 
Il nuovo album Spirit uscirà il 17 Marzo e sarà recensito sul Diario Di Rorschach, nell’attesa ripassiamoci un po’ la discografia e la videografia dei Depeche Mode.

Antonio Soda

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