Hell Or High Water

Hell Or High Water, l’America oggi

Distribuito da Netflix, Hell Or High Water è un film coraggioso, sporco e intrigante. Ne parliamo sul Diario di Rorschach

Distribuito da Netflix, Hell Or High Water è un film coraggioso, sporco e intrigante. Ne parliamo sul Diario di Rorschach 


Sono stato povero per tutta la vita. Come una malattia passata di generazione in generazione. Ma non toccherà ai miei figli. Non più (Hell Or High Water)

Puzza di strada, benzina e rapine in banca questo Hell Or High Water uscito sulla piattaforma Netflix il 18 Novembre 2016.
Hell Or High Water narra di due fratelli che si muovono in un Texas desolato, triste e arido. Obiettivo dei due è quello di rapinare banche per trovare il denaro necessario per salvare la fattoria di famiglia pignorata proprio dalle banche. Come due moderni Robin Hood, Toby Howard (Chris Pine) e Tanner Howard (Ben Foster) rubano il denaro per poterlo riutilizzare a modo loro. Grazie a un ritmo frenetico e a una montaggio eccellente la pellicola è un concentrato di azione e sguardi viscerali verso un’America abbandonata a sé stessa.

Il Texas in particolar modo viene dipinto come un deserto dove gli abitanti si sentono abbandonati e convivono con messicani e indiani. Notevole, da questo punto di vista, la presenza scenica del Texas Ranger Marcus Hamilton (uno strepitoso Jeff Bridges) che incanta con battute taglienti e un’ironia incessante nei confronti del collega, un meticcio di razza messicana e indiana che subisce costantemente le punzecchiature di Marcus.


Hell Or High Water è un un moderno western, ma anche un road movie, pieno di momenti suggestivi grazie alla fotografia incantevole di Giles Nuttgens. Fantastico Jeff Bridges, ma eccezionali anche Chris Pine (Smokin’ Aces, Star Trek) e soprattutto Ben Foster (X Men: The Last Stand, Lone Survivor). I personaggi riescono a parlare con un semplice sguardo. Strepitosi.


E’ un film che riflette sull’America e le sue origini. Interessante il dialogo che Marcus ha col collega Alberto. Il vice spiega a Marcus che una volta tutto quello che vedeva era degli indiani. Prima che l’esercito rubasse la terra e gli alberi agli indiani. Prima che l’esercito trasformasse gli indiani in quello che sono diventati ora.
Adesso, spiega Alberto in una delle scene più commoventi del film, sono le banche a rubare la terra agli americani. Una sorta di giustizia karmica. 


Una nota di merito per la regia. David Mackenzie (Perfect Sense, Starred Up) pesca dal cinema dei fratelli Coen, non solo per la presenza di Bridges. Il regista britannico ci regala un film volutamente sporco, cinico. Disincantato. Una storia perfettamente americana. Semplice ma ricca di sfumature. Sono le sfumature che fanno grande l’opera. Sono le scritte sui muri per le strade, i cartelloni che offrono ghiotti prestiti bancari, le battute taglienti. L’avidità dei personaggi (ricordate la scena con la cameriera?). Il clima arido e desertico che pare consumare i volti secchi dei protagonisti.

Hell Or High Water, i protagonisti sul set
Hell Or High Water, i protagonisti sul set

Per questo lungometraggio non si è badato a spese. La colonna sonora è affidata a Nick Cave & Warren Ellis. La sceneggiatura a Taylor Sheridan (Sicario). La distribuzione a Netflix. Il film ha ottenuto anche un pugno di Nomination all’Oscar non vincendo però nulla: Miglior Film, Miglior Attore Non Protagonista a Jeff Bridges, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Montaggio.

In un’epoca in cui molti film candidati all’Oscar sono palesemente ruffiani, un lungometraggio come Hell Or High Water è una storia sull’America odierna. Un’America rancorosa. Un pugno nell’occhio. Qualcosa di completamente diverso. Non di innovativo. Ma semplicemente sincero e diretto. E non è poco.

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