Il Maledetto United (The Damned United). L’irriverente Brian Clough nella pellicola di Tom Hooper

Il Maledetto United (The Damned United), il film di Tom Hooper sulla vita di Brian Clough e Peter Taylor. La recensione della seconda opera del regista su Diario di Rorschach

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Arrogante, appassionato e… ossessionato.

Sono queste le parole che descrivono al meglio Il Maledetto United, opera seconda del regista Tom Hooper del 2009.

Il Maledetto United, la locandina

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di David Peace, la pellicola di Hooper narra le imprese di uno dei personaggi più curiosi della storia del calcio: Brian Clough.

La gesta del vincente allenatore di calcio, ottenute in collaborazione con il suo storico secondo Peter Thomas Taylor, vengono raccontate, come per il romanzo, partendo dal periodo più buio del il mister inglese sulla panchina più calda della Premier League.

I 44 giorni da allenatore del Leeds United, infatti, fanno da cornice alla più ampia storia dei due protagonisti, in cui la genialità, l’arroganza e il rapporto particolare con dirigenza e stampa disegnano un quadro preciso del Brian Clough interpretato da un ottimo Michael Sheen.

Siamo nel 1974 e la nazionale inglese fallisce la qualificazione ai mondiali,con l’allenatore Alf Ramsey che viene sostituito dal coach del Leeds United, Don Revie (Colm Meaney).

Come suo successore sulla panchina dei Leeds viene contattato Brian Clough , da sempre grande rivale di Revie e del gioco scorretto della squadra più rappresentativa d’Inghilterra.

L’ossessione per il maledetto united di Brian ha origini antiche e risale al periodo in cui lui e Pete Taylor(Timothy Spall) allenavano, in secondo divisione, il piccolo club del Derby County (squadra che il duo porterà, nel giro di due anni, a promozione e scudetto).

Il Maledetto United, la gioia di Brian Clough/Michael Sheen e Pete Taylor/ Timothy Spall dopo la vittoria contro il Leeds United

L’avversione verso la sufficienza mostrata dall’intera squadra, allenatore compreso, del Leeds United durante una partita di Coppa, lo spinge a nutrire sempre più sentimenti avversi verso il club tanto, dopo diverse vicissitudini, da portarlo ad una vera e propria ossessione.

La sua medicina per cambiare il club, però, non funziona e ben presto, dopo che i giocatori gli si sono rivoltati contro, viene esonerato.

Clough, allora, decide di fare ciò che avrebbe dovuto prima di accettare l’incarico.

Si fionda a Brighton, dove nel frattempo si era accasato Pete, e dopo essersi scusato con Taylor per quanto detto prima di assumere la direzione del Leeds, unica senza il suo secondo, ricompatta la coppia che porterà sul tetto più alto di Inghilterra e d’Europa il Nottingham Forest, altro club di provincia.

Il Maledetto United, una scena del film

Il Maledetto United è senza dubbio un buon film, la cui leggerezza riesce a rappresentare al meglio le sequenze scandite da continui flash-back.

Proprio il parallelo fra passato e presente, riesce a descrivere maggiormente tanto l’intera storia dei protagonisti quanto le affinità e divergenze tra i primi anni e il 1974.

Il binomio calcio/cinema, inoltre, si presta ottimamente al lavoro di Hooper che, grazie alla metafora sportiva (dovuta anche all’impressionate vita di Clough e Taylor), rapppresenta le difficoltà della vita di ogni giorno.

L’utilizzo delle immagini di repertorio nel finale, inoltre, permettono di allineare quanto fatto vedere fino a quel momento con la realtà i di quegli anni.

 

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