Skeleton Tree Nick Cave

Skeleton Tree: Nick Cave in stato di grazia

In attesa di vederlo tornare in Italia a Novembre, una recensione su Skeleton Tree, il nuovo disco di Nick Cave & The Bad Seeds sul Diario di Rorschach


La conferma dei tre concerti (Padova, Milano, Roma) che Nick Cave terrà in Italia il prossimo mese di Novembre ha messo l’acquolina in bocca ai fan presenti nello Stivale. A Novembre il cantautore australiano tornerà in Italia accompagnato dai suoi Bad Seeds per presentare il suo ultimo Skeleton Tree uscito in tutto il mondo a Settembre dello scorso anno.

Più per i meriti prettamente musicali questo disco ha fatto parlare perché era il primo lavoro a uscire dopo la scomparsa di uno dei figli del bardo australiano, precipitato da una scogliera nell’estate del 2015.
Skeleton Tree non risente nei testi della drammatica vicenda, mentre sicuramente le musiche e quindi il mood del disco sono prettamente neri e drammatici. I lavori per il disco sono iniziati nel 2014, mesi prima della tragedia. Sicuramente il colore generale del disco risente e molto della triste storia.

Chi conosce Nick Cave conosce a menadito il modo di lavorare del cantautore che adora attingere da diverse fonti per raccontare storie immaginifiche. Storie tutt’altro che personali.
Cave è stato da sempre autore raffinato che ha dato vita ai più svariati personaggi. Ricordiamo Nick The Stripper, Jack The Ripper, Lucy, DeannaJack’s ShadowKing Ink. Altri characters hanno fatto parte, tanto per citare un disco, dell’universo del LP Murder Ballads del 1996 dove Cave ha avuto la possibilità di dare voce a diversi personaggi. Personaggi che a loro volta avevano le voci di PJ Harvey, Kylie Minogue, Katharine Blake e Anita Lane.
Questa volta però è diverso: non ci sono Henry Lee o favole omicide da raccontare. Questo Skeleton Tree è un dialogo allo specchio, una seduta psicanalitica per cercare di affrontare il dolore di quanto successo. Ma anche (e soprattutto) per andare avanti.

Upside down and inside out
You’re like a funnel-web
Like a black fly on the ceiling
Skinny, white haunches high in the sky
And a black oily gash crawling backwards across the carpet to smash all over everything
Wet, black fur against the sun going down over the shops and the cars and the crowds in the town

In questo senso il nuovo disco di Cave può essere inteso anche come un flusso di coscienza dove è l’idea o la parola ad avere la meglio sul resto, sulla musica. Già, la musica. I fidati Bad Seeds sono sempre più decimati. Dopo l’abbandono di Blixa Bargeld nel 2003 è toccato a Mick Harvey nel 2009 e poi a Barry Adamson due anni fa. Oggi i Bad Seeds, capitanati da Warren Ellis flirtano pesantemente con basi hip-hop (Rings Of Saturn ne è un esempio concreto) e con un’elettronica blanda ma efficace (I Need You, Magneto) sempre benedetta dal pianoforte e dalla voce baritonale di Cave, che a volte si limita quasi a parlare come nel caso di Jesus Alone più che a cantare.
Sono queste le linee-guida necessarie per approcciarsi e capire Skeleton Tree.

La seconda parte del disco è decisamente più accessibile e piacerà ai fan della vecchia guardia. Seconda parte che si apre con Anthrocene, danza elettrica sporcata da sintetizzatori e dai cori:

Here they come now, here they come
Are pulling you away
There are powers at play more forceful than we
Come over here and sit down and say a short prayer
A prayer to the air, the air that we breathe
And the astonishing rise of the Anthrocene

I due brani finali Distant Sky – in duetto con Else Torp – e l’eterea Skeleton Tree concludono il disco. Un velo di speranza e il verso finale And it’s all right now concludono il disco e anche il flusso di coscienza:

Sunday morning, skeleton tree
Pressed against the sky
The jittery TV
Glowing white like fire
And I called out, I called out
Right across the sea
I called out, I called out
That nothing is for free

Skelton Tree è un disco diviso in due lati. La prima parte è più oscura mentre la seconda tende ad aprirsi e dare speranza. In attesa di vederlo esibirsi dal vivo sui palchi italiani Skeleton Tree non smetterà di girare sul vostro lettore. Garantito.

 

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