Storie di sport – Il Basket Carpisa Napoli e la Coppa Italia del 2006

Storie di sport ripercorre l’impresa del Basket Carpisa Napoli del 2006. La vittoria della Coppa Italia a 11 anni di distanza

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Fra le tante Storie di sport raccontate in questi mesi, vi sono alcune che coinvolgono delle realtà totalmente immerse nell’amore per i propri beniamini.

Questa è la storia di Napoli, città di per sè romantica, che diversi anni fa vede scolpire nel cuore degli appassionati le gesta di una squadra al di sopra delle righe: il Basket Carpisa Napoli.

Siamo nel 2006, il Calcio Napoli di De Laurentiis naviga a vista nella serie cadetta (dopo la clamorosa retrocessione in C1 di due anni prima e la mancata promozione del 2005) e la città è alla disperata ricerca di un team da osannare.

Storie di sport – Il Basket Carpisa Napoli

L’opportunità per tutti i tifosi napoletani viene offerta dal Basket Carpisa Napoli che, condotto egregiamente da Piero Bucchi, riesce a compiere la straordinaria impresa di vincere la Coppa Italia, destreggiandosi fra le big del campionato.

Reduce da un’ottima Regular Season, chiusa al secondo posto alle spalle di Siena, il Basket Carpisa Napoli si presenta ai nastri di partenza della Coppa Italia, disputata al PalaGalassi di Forlì, senza grandi aspettative ma con la voglia di fare bella figura.

Il primo avversario da affrontare è l’Olimpia Milano, guidata da un giovane Đorđević, che una settimana prima aveva sconfitto i campani e fatto uno scherzetto agli spogliatoi ospiti.

Per Napoli, quindi, non poteva cominciare peggio di così perchè, nonostante il settimo posto, i meneghini sono i favoriti ed inoltre hanno già dimostrato di poter battere la compagine di Bucchi.

Ma il campo, come spesso accade, parla in maniera totalmente diversa.

Nonostante la mezza debacle di Mason Rocca, colpito all’occhio da Tyrone Grant, la Basket Carpisa Napoli riesce a giocare una partita a dir poco spettacolare e grazie ai 25 punti di Greer e i 15 di Spinelli, uniti alla cazzima del mitico Mimmo Morena, si impone per 83 a 79 fra stupore generale.

Arrivati in semi-finale, i campani si trovano di fronte un’altra corazzata del basket italiano: la Benetton Treviso di Nicholas, Soragna, Siskauskas e del rookie Bargnani.

Treviso è una delle squadre più complete del campionato italiano ma, nonostante le difficoltà iniziali (dove Napoli trova il ritmo solo a fine primo quarto), Morena e compagni riescono a compiere un altro capolavoro cestistico che si completa con il punteggio finale di 84 – 74.

Anche questa volta, la vittoria arriva grazie ad un grande sacrificio collettivo, permettendo a tutti di contribuire in maniera sostanziale alla vittoria, ed all’eccellente impatto della panchina, dove spicca la prestazione monstre di Mason Rocca.

La vittoria in semi-finale, che genera l’invasione partenopea di Forlì, fa emergere la consapevolezza di un gruppo che, affamato di vittorie, sapeva di poter portare a termine l’impresa.

La finale, infatti, è un trionfo di marca partenopea.

Contro la Virtus Roma di Bodiroga, la vittoria per 85-83 rappresenta l’apice per una squadra operaia in cui il gioco collettivo riesce non solo a tamponare i più quotati avversari ma anche a garantire una visibilità tale per ogni giocatore, da considerarlo protagonista.

Quella Coppa tramutò Napoli in una splendida realtà cestistica e, nonostante le rovine future, quella può essere, senza dubbio, ricordata come la squadra che è riuscita a spodestare, dal cuore dei romantici napoletani, i cugini del calcio.

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