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Blue Velvet il noir riletto da Lynch, aspettando Twin Peaks

Aspettando la terza stagione di Twin Peaks si parla di Blue Velvet conosciuto in Italia col nome di Velluto Blu, film scandalo di David Lynch del 1986


A Chicago, un cardiopatico che guardava Blue Velvet (Velluto Blu) al Cinema si è sentito male. E’ stato portato di urgenza all’ospedale. Si è fatto aggiustare il pacemaker ed è rientrato in sala per godersi il finale di film. E’ un atteggiamento che si potrebbe quasi definire normale per chi guarda un lavoro di David Lynch. Alcune scene sono senza senso altre drammatiche o violente, ma alla fine lo spettatore resta in sala. Solo per capire come termina il film e per farsi un’opinione propria.

Blue Velvet non fa eccezione. Anche se si discosta e di parecchio dai film più recenti del regista statunitense. Tuttavia ci sono alcuni elementi che fanno di Blue Velvet una sorta di prequel di Twin Peaks, con tematiche che il regista del Montana affronterà qualche anno più avanti. Basti vedere il font dei titoli di testa, quasi un piccolo omaggio alle soap opera che vanno – o meglio andavano di monda negli anni Ottanta – in televisione.

Ma andiamo con ordine e partiamo da una considerazione. Blue Velvet sconvolge il mondo del Cinema ESATTAMENTE come Twin Peaks sconvolge quello del piccolo schermo.
In entrambi i casi gli spettatori si erano adeguati a degli standard – pensiamo agli anni Ottanta con blockbuster di fantascienza al Cinema e le soap opera nelle televisioni di tutto il mondo – che avevano un po’ indebolito il polso degli spettatori. Spettatori completamente inadeguati davanti a ciò che avrebbero visto.

I film più visti degli anni Ottanta:

1-E.T.
2-The Empire Strikes Again (L’impero Colpisce Ancora)
3-The Return Of The Jedi (Il Ritorno Dello Jedi)
4-Indiana Jones And The Last Crusade (Indiana Jones E L’ultima Crociata)
5-Batman
6-Rain Man
7-Raiders Of The Lost Ark (I Predatori Dell’arca Perduta)
8-Back To The Future (Ritorno Al Futuro)
9-Who Framed Roger Rabbit? (Chi Ha Incastrato Roger Rabbit?)
10-Top Gun

Logico quindi che lo spettatore medio restasse come minimo sconvolto, abituato com’era a lungometraggi di intrattenimento (che in alcuni casi sono dei veri e proprio capolavori, ma questa è un’altra storia…).
Blue Velvet non è un plot convenzionale per il Cinema dormiente degli anni Ottanta. Pesca a pieni mani da quei Noir anni Quaranta/Cinquanta che vedeva donne in pericolo, donne fatali che attiravano uomini stupidi e impreparati per usarli per i loro scopi e buttarli via. Basti pensare a The Big Sleep, Double Idemnity o il già citato Vertigo.
Lynch però fa di più. Usa questo assioma o lo ribalta completamente. La diva maledetta dei film Noir qui viene violentata, picchiata, umiliata. Derisa da una forza più potente, quella della follia, dell’odio fine a sé stesso.

La trama, adesso. Nella tranquilla città di Lumberton un ragazzo trova casualmente un orecchio in un giardino. Da questo piccolo avvenimento partono una serie di eventi a catena che porteranno il giovane a lottare per salvare la vita della diva in pericolo.
Blue Velvet è un viaggio iniziatico. Il protagonista, Jeffrey, grazie a questa esperienza conoscerà molti aspetti della vita (Il mondo è davvero strano dice più volte).
Conoscerà l’amore. L’odio. La violenza. La follia. La perversione. Il rancore. Il dolore. Tutto in due ore scarse di pellicola. Dove sono finiti i miei sogni? dice la protagonista femminile in una scena del film, consapevole di essere entrata in un gioco troppo grande. In un gioco che mostra il mondo così com’è. Strano, appunto, e dannatamente inquietante.

Blue Velvet è un’idea originale di David Lynch che affida il ruolo del giovane Jeffrey a Kyle MacLachlan. I due avevano già lavorato in Dune ma questo film farà partire una seria e duratura collaborazione con quello che diverrà qualche anno dopo l’agente Cooper.
L’altra protagonista, Sandy, è invece Laura Dern, altra musa di Lynch, della quale abbiamo già tessuto le lodi nella recensione di Inland Empire.
Isabella Rossellini è invece Dorothy, la femme fatale al contrario, la sua è una delle prove più intense di sempre. Un gigantesco Dennis Hopper recita il ruolo del villain. Una delle interpretazioni più riuscite della sua intera carriera.
Frank è un personaggio diabolico, folle, grottesco, cattivo fino all’osso e incapace di umana comprensione.

I ragazzi di Lumberton diventano idealmente i ragazzi degli anni Ottanta, i quali sembrano vivere una fase di addormentamento, sepolti da una società ipocrita e marcia, ma Jeffrey entra nel turbine del gioco fino a rischiare la vita: i giovani di Lumberton restano anche “puri” credono nell’amore e nei sogni, anche se spesso devono lottare per realizzarli fino in fondo… ricordano molto quelli di Twin Peaks, un po’ naif, ma determinati a fare quello che ritengono più opportuno.

Non pensiate che Lynch sia dalla parte della società Americana o del buonismo tutto rose e fiori e amori che si realizzano: la scena che chiude il film, con il pettirosso che mangia un insetto è fenomenale; racconta dell’ipocrisia, dell’opportunismo e del falso buonismo che si celano sotto la società: altro riferimento ai segreti di Twin Peaks.

4 thoughts on “Blue Velvet il noir riletto da Lynch, aspettando Twin Peaks”

    1. Ancora oggi resta un capolavoro, e uno dei film più rappresentativi degli anni Ottanta, anche se è alieno rispetto alle produzioni dell’epoca: proprio per questo è un masterpiece!

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