Batman: Una morte in famiglia. La saga che cambiò la vita di Batman

Batman: Una morte in famiglia è la saga che ha maggiormente influito sulla vita del mascherato di Gotham. Le vicende di Jason Todd e la nuova vita di Bruce Wayne nell’innovativo fumetto di Jim Starlin e Jim Aparo

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Robin, lo storico aiutante di Batman, è sempre stato uno dei personaggi più discussi nella storia dei fumetti della Dc Comics.

Inserito nelle storie del pipistrello per renderle leggere e maggiormente fruibili ad un pubblico adolescenziale, è stato sin da subito oggetto di critiche da parte del famigerato Fredric Wertham nella sua battaglia contro i supereroi, che portò all’introduzione del Comics Code Authority.

Con l’arrivo di Julius Schwartz come supervisore delle testate batmaniane, il ragazzo meraviglia ha ripreso a scorazzare nell’universo Dc e, dopo le iniziali saghe, si decise di far vestire i panni del pettirosso a diversi personaggi.

Nel 1983, dopo il ritiro dalle scene dell’amato Dick Grayson, toccò al giovane Jason Todd, introdotto da Gerry Conway e Gene Colan, interpretare l’aiutante di Batman nelle successive avventure.

Figlio di circensi assassinati da Killer Croc, una storia non dissimile da quella del precedente Robin, Jason Todd si rende protagonista delle storie di Batman non solo per i suoi modi a dir poco avventati ma anche per il drastico calo di vendite del fumetto sul dinamico duo.

L’ultimo fattore, fondamentale per la vita dell’intera testata, portò nel 1989, ad opera di Jim Starlin(storia)Jim Aparo(disegni), alla realizzazione di Una morte in famiglia, in cui si sperimentò l’interazione tra un fumetto e i lettori (attraverso un sondaggio telefonico) che determinò la fine del Robin Jason Todd.

LA TRAMA

Sospeso dal ruolo di Robin a seguito di un’azione avventata, durante l’arresto di trafficanti di pornografia infantile, Jason Todd, dopo l’iniziale opposizione alla decisione di Bruce Wayne/Batman, decide di tornare nel suo vecchio quartiere.

Riconosciuto da un’anziana signora che occupa l’appartamento della sua infanzia, prende possesso di una serie di documenti e foto appartenuti ai genitori scomparsi.

Travolto dal dolore per la perdita dei suoi cari, Jason scopre, leggendo il suo certificato di nascita, una verità alquanto sconcertante: il nome di sua madre, che è stato in parte cancellato, comincia per S e non per C (Catherine Johnson che lo stesso Jason riteneva il suo genitore naturale).

Batman: Una morte in famiglia
Batman: Una morte in famiglia

Grazie ad un’agenda del padre, contenuta fra i tanti oggetti ritrovati, e il computer della Bat-Caverna, riesce ad individuare tre nomi che potrebbero corrispondere al profilo di sua madre: Sharmin Rosen, agente dei servizi segreti israeliani, Sandra Woosan, mercenaria al servizio dei terroristi, e Sheila Haywood, dottoressa in Etiopia.

Nel frattempo il Joker è nuovamente scappato dal manicomio di Arkham e, trovandosi senza denaro, comincia un tour, dove incrocia anche il duo in Libano, per reperire liquidi.

Batman e Robin si recano, dopo aver scartato le prime due ipotesi, in Etiopia dove, finalmente, Jason e la madre naturale si ricongiungono.

Dopo i convenevoli con il ritrovato figlio, Sheila Haywood riceve la visita di Joker che, al fine di reperire denaro dopo la mancata vendita dell’ordigno nucleare in Libano (sventata da Batman e Robin), le sottrae un carico di medicinali, che sostituirà con altri avvelenati, da rivendere al mercato nero.

Jason ascolta la conversazione e riferisce tutto a Bruce che, lasciando solo il compagno con la promessa di non affrontare Joker, interviene per bloccare il carico tossico.

Il pettirosso dapprima si reca dalla madre comunicandole di sapere quanto accaduto con il pagliaccio e poi svela alla stessa la sua identità segreta.

E’ in questo momento che accade l’incredibile: Sheila, che era d’accordo con Joker per il traffico di farmaci, consegna il figlio al pagliaccio che prima lo massacra con un piede di porco e poi lo fa esplodere con la madre nel laboratorio in cui si trovano.

Batman riesce solamente a trovare Sheila in fin di vita che gli racconta quanto fatto dal criminale e il pipistrello, volendo vendicarsi a tutti i costi, inizia una caccia all’uomo che modifica, in un sol istante, il suo classico modo di fare.

Venuto a conoscenza della nomina a rappresentante dell’Etiopia in capo all’Onu di Joker, Batman, che in precendeza viene fermato da Superman per evitare un incidente diplomatico, riesce a sventare l’ennesimo attentato del pagliaccio al Palazzo di Vetro senza, però, riuscirlo a catturare definitivamente.

CARATTERISTICHE DEL FUMETTO

Batman: Una morte in famiglia fornisce diversi spunti che da un lato ridisegnano l’universo supereoristico e dall’altro intervengo in maniera incisiva sulla vita dell’uomo pipistrello.

Per quanto riguarda le regole standard adoperate nelle passate tavole, la saga di Jason Todd non solo risulta la prima a far intervenire i propri fans per stabilire l’evolversi delle vicende ma riesce anche a sfatare uno dei miti del mondo dei fumetti con la morte di un eroe.

L’uscita di scena di Jason Todd, infatti, è la più significativa fra i vigilanti in quanto riporta alla dimensione umana il concetto di supereroe che fino a quel momento era stato imposto negli states.

Allo stesso tempo, questo evento incide sulla personalità di Batman tanto da caratterizzarlo in tutti i successivi numeri attraverso due elementi:

  1. l’importanza della legge/giustizia (concetto non sempre coincidente nel Cavaliere Oscuro), contrapposta alla vendetta personale , che viene maggiormente rimarcata nel personaggio(Batman è l’unico eroe che non uccide i suoi avversari. Questo principio, pur venendo meno ad un certo punto della saga, riemerge prepotentemente nel finale)
  2. la paura di esporre gli altri a pericoli mortali, come accaduto con Jason

Infine, altra caratteristica fondamentale è quella della contrapposizione con Superman; annoverato fra gli eroi sui generis, Batman si ritrova anche in questa occasione a dover fronteggiare l’uomo d’acciaio che, pur schierandosi contro i cattivi, riveste sempre il ruolo di difensore del potere costituito, spesso contrapposto alla concezione di “giustizia” portato avanti dal pipistrello.

Alessandro Falanga

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