a series of unfortunate events

A Series of Unfortunate Events, la nuova serie di Netflix

A Series Of Unfortunate Events (Una Serie di Sfortunati Eventi) è la nuova serie Netflix ispirata al ciclo di romanzi scritti da Lemony Snicket


A Series Of Unfortunate Events (Una Serie Di Sfortunati Eventi) è un ciclo di tredici romanzi scritto da Lemony Snicket. Pseudonimo di Daniel Handler. Ha venduto qualcosa come cinquanta milioni di copie. Dalla serie di romanzi è stato tratto un film nel 2004 con Jim Carrey, Jude Law, Maryl Streep e Dustin Hoffman. Il Film vedeva presentati su schermo i primi tre romanzi della serie.

Negli ultimi mesi Netflix ha acquistato i diritti per la pubblicazione del romanzo. Ha dato vita a una serie tv. Negli scorsi giorni è stata ufficialmente condivisa in tutto il mondo attraverso il canale di streaming più popolare del mondo.
A Series Of Unfortunate Events – che vede protagonisti un camaleontico Neil Patrick Harris nei panni del Conte Olaf – racconta fedelmente le vicende dei tre sfortunati protagonisti. Sono Violet, Klaus e la piccola Sunny Baudelaire. I tre bambini incappano in una serie di situazioni tragicomiche. A partire dalla scomparsa dei genitori, fino all’affidamento al Conte Olaf. Il Confe è un bizzarro attore teatrale che mira alle fortune sterminate dei tre ragazzini.
Ogni volta che i piccoli protagonisti sembrano salvi dalla grinfie del Conte accade qualcosa che riporta la situazione in parità. Il Conte diventa sempre più machiavellicamente grottesco nei suoi diabolici piani.

Il taglio di A Series Of Unfortunate Events vede una regia che mischia sapientemente lo stile di Wes Anderson a quello del miglior Tim Burton. La storia usa un linguaggio che cambia in ogni momento. La meta-narrazione affidata allo stesso Lemony Snicket – interpretato da un colossale Patrick Warburton – è sintomo di originalità. Originalità in una serie che mischia momenti grotteschi, comici e volutamente assurdi al limite del sopportabile. Basti pensare che la sigla, cantata dallo stesso Neil Patrick Harris cambia in ognuna delle otto puntate di questa prima stagione.
Alcune delle puntate e la produzione di questa prima stagione sono state affidate a Barry Sonnenfeld. Sonnenfeld ha avuto un passato come direttore della fotografia ed è divenuto celebre per aver diretto i due capitoli di The Addams Family. Ma anche la trilogia di Men In Black e Wild Wild West.

Quella di A Series Of Unfortunate Events è una storia che viaggia su distinti binari paralleli. E’ una storia sulle società segrete? E’ una storia comico/grottesca? E’ una storia sui misteri? E’ una storia di spionaggio? E’ una storia buoni contro cattivi?

E qui sta un limite ben piantato nella serie, che chi guarda per la prima volta decide di accettare o meno. Questo è un prodotto che non è per tutti. Ha uno stile che ammicca al miglior Cinema Contemporaneo, e non ha la seriosità – o i colpi di scena, tranne uno alla fine della settima puntata – di serie ben più prestigiose e chiacchierate come Breaking Bad o Stranger Things, sempre per citare un prodotto di Netflix. Alla lunga le trovate, i momenti grotteschi, le bizzarrie possono stufare. Specie per chi non è un appassionato del genere.

E’ quindi uno stile che si può amare od odiare. Ma di certo non può lasciare indifferenti.
Adatto per chi cerca una serie leggera – nel senso migliore del termine – e chi ama follemente il genere grottesco. In quel caso A Series Of Unfortunate Events sarà pane per i propri denti.

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