I dischi del 2016: Prima Parte

Il ritorno del vinile fa impazzire il mercato musicale. Ecco la classifica dei 30 dischi più interessanti, chiacchierati e rappresentativi del 2016. PARTE I


Il 2016 che sta terminando ha lasciato l’amaro in bocca per la scomparsa di gente come David Bowie, Prince, Leonard Cohen.
Allo stesso tempo però è stato uno degli anni più interessanti dal punto di vista dei dischi pubblicati e anche delle vendite del vinile che ormai sta rientrando nelle case di tutti gli appassionati di musica.
In questo articolo, diviso strategicamente in due parti – una in uscita oggi, l’altra il prossimo martedì – viene stilata la classifica dei trenta dischi più interessanti, più chiacchierati, più rappresentativi del 2016.
Buona lettura.

30#30-Elio E Le Storie Tese: Figatta De Blanc
Quello degli Elii era un ritorno atteso, dopo il mezzo flop dell’Album Biango datato 2013. In questo disco la band milanese dimostra di essere in forma e di avere in cantiere buoni pezzi. Tra tutti Bomba Intelligente con Francesco di Giacomo. Dimostra anche di aver ormai perduto lo smalto dei primi dischi.

 

29.jpeg#29-Red Hot Chili Peppers: The Getaway
Dopo aver perso per strada, di nuovo, John Frusciante, la band losangelina ha pubblicato il secondo disco con la nuova formazione. Chiariamoci: i tempi di BloodSugarSexMagik per la band di Antony Kiedis sono finiti da un pezzo. Questo The Getaway è un disco di mestiere che fa perfettamente il suo dovere: intrattenere.

 

28#28-Marlene Kuntz: Lunga Attesa
I ritrovati Marlene Kuntz ritornano ad abbracciare le chitarre elettriche e il sound noise dei primi dischi, l’album Lunga Attesa è un ottimo e sorprendente LP registrato alla vecchia maniera e influenzato pesantemente dal recente tour in supporto al ventennale di Catartica. Tutto molto bello.

 

27.jpeg#27-Pixies: Head Carrier
Quello dei Pixies era uno dei ritorni più attesi dell’anno. Un nuovo disco venticinque anni dopo l’ultimo, grande album: Trompe Le Monde. Uscito nel 1991. Per i nostalgici questo disco consegna i Pixies esattamente come li avevamo lasciati un quarto di secolo fa. Distorti. Sporchi. Vintage. Potrebbe essere un pregio o un difetto. Al pubblico la scelta.

 

26.jpeg#26-Afterhours: Folfiri O Folfox
Un disco che ha come tema centrale la morte, o la separazione forzata con una persona cara. Il 2016 ha consegnato dischi forti, improntati su temi oscuri. Folfiri O Folfox può essere visto come un concept, una storia improntata sulla separazione, con un Agnelli ispiratissimo e dolente, che riprende sulle spalle una delle realtà rock più solide degli ultimi vent’anni. Oscuro.

 

25#25-Daniele Silvestri: Acrobati
Abbiamo dovuto aspettare ben cinque anni per un nuovo disco di Silvestri, ma dopo tanta attesa siamo stati premiati. 18 pezzi, collaborazioni con Caparezza (Sale è il miglior brano del disco), Roy Paci, Diego Mancino, Dellera. Insomma, il solito Silvestri impegnato. Sperimentatore. Romantico. Acrobati conquisterà soprattutto i suoi fan e forse ne conquisterà di nuovi.

 

24#24-Metallica: Hardwired…To Self Destruct
In mezzo c’è stata la collaborazione con Lou Reed – Lulu, 2011 – poi tanti tour in giro per il mondo e finalmente, otto anni dopo l’ultimo disco, i Metallica sono tornati a fare quello che più amano. Questo nuovo album lascia senza fiato, con una sequenza impressionante di riff, che si alternano a momenti più intensi, in pieno stile Metallica. Nostalgico.

 

23#23-Litfiba: Eutòpia
La collaborazione con Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi datata 2013 poteva portare un disco in quartetto, con un sound vicino a 17 Re che proprio in questi giorni festeggia il trentennale. Invece il duo fiorentino è rimasto sulle sue, proponendo un disco rock sincero e onesto, con la comparsata qua e là proprio di Aiazzi che regala al disco qualche buon momento.

Miglior brano: Eutòpia.

 

22.jpeg#22-Bugo: Nessuna Scala Da Salire
Bugo
si conferma uno dei migliori cantautori della sua generazione. In questo nuovo LP assembla il sound di Vasco degli Anni Ottanta – quindi il miglior Vasco – con quello del Luca Carboni degli esordi unendo il tutto con synth e chitarre new wave. Il risultato è un disco suonato in maniera originale, trascinato da brani come il singolone Io Me La Godo, Cosa Ne Pensi Sergio, Nei Tuoi Sogni. Sorpresa.

 

21.jpg#21-Giorgio Canali & Rossofuoco: Perle Per Porci
Un’altra voce indie che con gli anni non fa che migliorare. Per questo disco Giorgio Canali richiama a raccolta i Rossofuoco e ci propone un disco di cover di autori come Francesco De Gregori, Vasco Brondi ma anche i Santo Niente e i Frigidaire Tango. Il risultato è un disco che suona alla Canali. Onesto. Sincero. Vero. Inevitabilmente si merita una posizione alta in classifica.

 

20.jpeg#20-Rihanna: ANTI
Quella di Rihanna era una sfida non facile: riuscire a creare un LP coerente, magniloquente, interessante in linea con la sfilza di singoli che da dieci anni a questa parte conquistano le classifiche di tutto il mondo. La sfida è stata vinta grazie a un sound che unisce hip-hop, r’n’b, dancehall. Uscito a cinque anni di distanza dall’ultimo lavoro, ANTI è uno dei dischi pop per eccellenza del 2016, grazie a una produzione fresca e a collaborazioni di primo ordine.

 

19.jpeg#19-Blixa Bargeld & Teho Teardo: Nerissimo
Quella tra Blixa Bargeld – voce e anima degli Einsturzende Nebauten – e Teho Teardo è una storia interessante, che sta dando frutti innovativi e sorprendenti. Questo Nerissimo non è da meno, grazie al sound di chitarre noise e tastiere sparse nel disco. Il resto lo fanno i testi e la voce volutamente claudicante di Blixa. Se vi piace Nerissimo approfondire la discografia del duo, troverete sorprese a non finire.

 

18.jpeg#18-Niccolò Fabi: Una Somma Di Piccole Cose
Altro cantautore che ritorna nel 2016. Il sound di Fabi migliora di disco in disco, grazie a una penna raffinata e a un suono di chitarra che unisce il pop al folk. Un disco agreste, che però affronta temi come il disagio sociale e l’urbanizzazione aggressiva, come in Ha Perso La Città. Maturo.

 

17.jpg#17-Jack White: Acoustic Recordings
Per il buon Jack White è arrivato il momento di racchiudere in un doppio LP tutte le sue esperienze acustiche, partendo dagli esordi coi White Stripes, fino a finire alle collaborazioni e alla brillante carriera solista. Un piccolo gioiello, adatto ai maniaci del collezionismo ma anche a chi vuole ascoltare ottima musica, magari in vinile. Vintage.

 

16.jpeg#16-Tre Allegri Ragazzi Morti: Inumani
Il 2016 è stato anche quello della consacrazione definitiva dei Tre Allegri Ragazzi Morti, grazie soprattutto alla collaborazione con Lorenzo Jovanotti che li ha voluti per aprire i suoi concerti e poi ha collaborato in studio per questo Inumani, uno dei dischi più intensi della loro sterminata discografia. Se non li conoscete questo LP è il disco ideale per approfondire il mondo onirico di Toffolo e compagni: vi si aprirà un mondo.

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